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L’economia circolare si studia al museo: a Explora un gioco di squadra la spiega ai più piccoli

Si chiama “Gioco di squadra”: otto postazioni con ingranaggi, tubi, ruote e meccanismi per imparare giocando

di N.Co.

3' di lettura

L’economia circolare si studia anche al museo. Giocando. Si chiama “Gioco di squadra” la nuova mostra inaugurata a Explora, il museo dei bambini di Roma. Otto postazioni con ingranaggi, tubi, ruote e meccanismi consentono di approfondire tutte le fasi dell’economia circolare: materia prima, progettazione, produzione, distribuzione, consumo, raccolta, riciclo e il rifiuto residuo. Si parte dalla plastica riciclata come materia prima seguendo tutte le fasi del percorso. L’obiettivo è produrre il minor quantitativo di rifiuto. Accanto al grande allestimento c’è anche un totem interattivo dedicato all’economia circolare con consigli per convertire le azioni fatte a casa, a scuola, in azienda in iniziative sostenibili e dal basso impatto ambientale grazie al consorzio nazionale. La mostra inteattiva è realizzata con il supporto di Procter&Gamble e Corepla.

Un progetto dedicato ai più piccoli

«Il progetto “Gioco di squadra” all'interno del Museo Explora parla ai più piccoli su un tema, quello del recupero e riutilizzo degli imballaggi di plastica, fondamentale per uno sviluppo sostenibile del pianeta. Educare e sensibilizzare a un uso più consapevole delle risorse è cruciale, ed è una sfida in cui proprio le nuove generazioni possono giocare un ruolo determinante», ha sottolineato Paolo Grue, presidente e amministratore delegato di P&G Italia.

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Fondamentale coinvolgere i giovanissimi nella promozione dell’Agenda 2030

«Il coinvolgimento dei giovanissimi nella promozione dell'agenda 2030 è di fondamentale importanza – ha detto il presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo. Uno degli obiettivi di Corepla è quello di sensibilizzazione le nuove generazioni e di promuovere le buone pratiche in tema di raccolta differenziata e di riciclo degli imballaggi plastica e quello che salta agli occhi è l’attenzione sempre più alta su questi temi che caratterizza i ragazzi ma soprattutto la loro voglia di “fare bene”». Per Quagliuolo i giovani hanno capito «che il nostro futuro non può più prescindere da una seria presa di coscienza e da un impegno responsabile nei confronti della sostenibilità ambientale delle nostre azioni. La transizione ecologica passa attraverso una trasformazione culturale, che è portatrice di nuovi valori e può concretizzarsi solo attraverso un ‘gioco di squadra', ovvero attivando sinergie tra tutte le parti coinvolte. Serve che ognuno faccia la sua parte per il bene di tutti, in modo tale da costruire una generazione di ‘nativi ambientali': ragazzi che abbiano un approccio ragionato alla gestione delle risorse e diventino gli ambasciatori della corretta raccolta differenziata della plastica, rendendo così più virtuosi anche i comportamenti degli adulti».

L’economia circolare si trasforma in un gioco di squadra

«Abbiamo pensato di trasformare l'economia circolare in un gioco di squadra per due motivi: il primo riguarda la nostra mission che è quella di suscitare nei bambini e nei loro accompagnatori attenzione e atteggiamenti positivi verso l'interazione culturale, la cooperazione, il rispetto per gli altri e per l'ambiente attraverso laboratori, attività e allestimenti dedicati alla Scienza e alla Ricerca. Il secondo motivo è stato il calzante parallelo tra il gioco di ruolo, ogni bambino ha, infatti, un compito ben preciso per il corretto funzionamento dell'allestimento, e le fasi dell'economia circolare, che non si possono non conoscere per contribuire, attraverso i gesti quotidiani, alla trasformazione dell'economia in un'ottica più sostenibile».

Nell’Unione europea si producono 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti

Il Goal 12 dell'Agenda dello sviluppo sostenibile 2030 richiede una riformulazione dei processi di produzione e consumo, una svolta più sostenibile e con minor impatto ambientale nell'utilizzo delle risorse. Nell'Unione europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. E l’Unione europea sta aggiornando la legislazione sulla gestione dei rifiuti per promuovere la transizione verso un'economia circolare. Secondo il Parlamento europeo «l'economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all'interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore».

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