Sviluppo a due facce / 2

L’economia costiera resta fragile

Territori ancora troppo condizionati dal turismo

di Sara Monaci

Territori ancora troppo condizionati dal turismo


2' di lettura

Quella costiera è la Toscana più “lenta”, dove il Pil cresce meno e dove inevitabilmente gli impatti delle crisi si fanno sentire di più. Si parla principalmente delle province di Grosseto, Livorno, Pisa e Massa Carrara. A quest’area si potrebbe aggiungere anche quella montuosa e del Sud (la Maremma principalmente). Qui storicamente, spiega il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti, le grandi aziende degli anni 70-80 erano a partecipazione statale. Finito quel periodo l’occupazione ne ha risentito, essendo una zona «meno creativa sotto il profilo imprenditoriale». Ed è questa la zona dove ancora si continua a pagare di più il prezzo dei mancati investimenti in infrastrutture.

Il turismo è la caratteristica forte della costa e del Sud della regione: rappresenta il 10% (con punte fino al 20%), a riprova di un’economia fragile, legata alla stagionalità e anche agli andamenti delle crisi delle emergenze territoriali. In ogni provincia il turismo ha una sua potenzialità: più ricco in Versilia, più “esperienziale” in Maremma e nell’entroterra - un modo nuovo con cui gli economisti definiscono il trend degli ultimi anni, che ha visto lo sviluppo di agriturismi e la “ripopolazione” estiva di vecchi centri storici dei paesi.

Le potenzialità di queste zone sono dunque legate al turismo. In teoria, la posizione strategica di queste province permetterebbe di sviluppare le funzioni logistiche. Di particolare rilievo è lo sbocco sul Mar Mediterraneo. Non a caso la Regione Toscana sta seguendo il piano Darsena Europa dell’Unione europea, così da migliorare la logistica portuale. E non a caso proprio in questa zona, tra Viareggio e Livorno, ci sono i leader mondiali dell’industria degli yacht.

Mancano tuttavia le infrastrutture stradali. Un esempio per tutti è la Tirrenica, la Livorno-Civitavecchia, mai nata di fatto, tranne un piccolo pezzo fino a Rosignano. Ora si pensa di nuovo di rafforzare la superstrada Aurelia. La storia va avanti da 20 anni.

La geotermia, nonostante le opposizioni delle comunità nel Monte Amiata, è di fatto stata valorizzata per volontà dell’Enel. Secondo Casini Benvenuti «è una ricchezza irrinunciabile, che permette alla Toscana di essere allineata ai parametri dell’energia verde richiesti dall’Europa, e in prospettiva renderà la regione più indipendente».

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