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L’economia lombarda resiste nonostante il “caro energia” e i tassi più alti

Il sistema produttivo locale già un anno fa, per primo, aveva lanciato allarmi per far fronte a quella che si è poi rivelata la “tempesta perfetta”

di Flavia Carletti

(Kavalenkava - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I rincari dei prodotti energetici che stanno colpendo le imprese hanno raggiunto dimensioni eccezionali. Secondo i recenti dati di Unioncamere Lombardia, che fanno riferimento al secondo trimestre 2022, l’industria manifatturiera vede raddoppiare il costo del gas a +98,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e quello dell’elettricità crescere del 73,5%, addirittura il reparto siderurgico registra variazioni di costo di +143% per il gas e +107% per l’elettricità. Anche il tessile (rispettivamente +157% e +90%) e alimentari (+142% e +85%) mostrano incrementi molto rilevanti. Questa impennata dei costi energetici si innesta in una situazione economica resa ulteriormente critica dall’aumento dei tassi di interesse, innescato dalle politiche restrittive messe in atto dalle banche centrali per contrastare l’inflazione. Le imprese segnalano in particolare una crescita dei costi connessi alla richiesta di prestiti: in tutti i settori circa la metà del campione rileva infatti un peggioramento per quel che riguarda il tasso applicato e il costo complessivo del finanziamento.

L'economia lombarda continua a crescere

Nonostante queste difficoltà oggettive il sistema produttivo ed economico lombardo, il più importante d’Italia e tra i principali in Europa, continua a registrare numeri in crescita e a mostrare una tenuta. Il 2021 è stato l’anno dei record per la Lombardia: si sono registrati infatti numeri storici per l’export e per la produzione industriale. Gli ultimi dati ci dicono di un sistema ancora in salute anche se con difficoltà sempre più evidenti e con un futuro incerto, con l’occupazione che ha intanto è tornata a un passo dai livelli pre-Covid. A ostacolare la robusta ripresa registrata fino a ora si inseriscono, però, fattori esterni come i prezzi dell’energia e delle materie prime, rischiando di compromettere il lavoro e gli sforzi fatti insieme da Regione Lombardia e mondo produttivo ed economico. Proprio per scongiurare conseguenze negative il sistema Lombardo, coordinato dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, già un anno fa, aveva posto per primo l’attenzione su questi temi e a fare proposte concrete agli enti sovraregionali. Il governo Draghi in molti casi ha condiviso tali progetti mentre la Commissione europea non è stata altrettanto aperta ad accogliere gli appelli arrivati dall’Italia.

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Le misure messe in campo da Regione Lombardia

Contestualmente, la Regione ha messo in campo misure, nel limite delle risorse disponibili e nelle competenze in materia. Tra queste, i 73 milioni di euro per l’efficientamento energetico di tutte le realtà produttive lombarde, o i 175 milioni del bando “Credito Adesso Evolution” per sostenere la necessità di liquidità delle imprese e i 63 milioni della misura “Confidiamo” per gli investimenti delle imprese. Di fronte però alla necessità di gestire gli eventi straordinari di questa difficile fase, il rischio però è che gli imprenditori non possano concentrarsi su tematiche fondamentali per la crescita e l’innovazione come ad esempio quella della digitalizzazione, della formazione, dell’attrattività e dell’internazionalizzazione. Le imprese infatti hanno bisogno di programmazione per valutare gli investimenti da sostenere; per questo da più parti arriva la richiesta alla Commissione europea di intervenire sul tema del caro energia, per evitare di compromettere seriamente il sistema produttivo della Lombardia e dell’intero paese.

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