imprese in ritardo su industria 4.0

In Toscana è stagnazione. Cresce il turismo ma resta il gap tecnologico

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

La macchina dell’economia toscana ormai marcia a singhiozzo, e il rischio è che si stia ingolfando. «Sostanziale stagnazione», certifica la sede fiorentina della Banca d’Italia nel report annuale relativo al 2018 e all’inizio del 2019, nel quale esprime preoccupazioni per i segnali di peggioramento emersi nella seconda parte dell’anno scorso, collegati al «deterioramento del quadro macroeconomico nazionale».


«L’incertezza sulle prospettive di crescita continua a condizionare negativamente le aspettative degli operatori per l’anno in corso», sottolinea Bankitalia prevedendo per quest’anno un Pil regionale a +0,2% dopo il +0,8% registrato nel 2018, in linea con l’andamento nazionale (+0,9%).

L’anno scorso l’occupazione è aumentata (+0,7%) e la disoccupazione è diminuita di oltre un punto percentuale (al 7,3%). L’occupazione aumenta sostenuta dal turismo che nel 2018 è cresciuto nei flussi (+4,5% gli arrivi, +3,8% i pernottamenti) sia stranieri che italiani. L’industria ha continuato a espandersi a un ritmo moderato, l’edilizia ha mostrato qualche debole segnale di ripresa.
Resta irrisolto il principale elemento di debolezza del sistema economico regionale, il gap tecnologico che separa la Toscana dalle regioni forti del Paese, collegato (anche) all’utilizzo dei fondi governativi Industria 4.0: il divario con la media nazionale - secondo Bankitalia - è di dieci punti e addirittura di 20 punti con l’Emilia Romagna.

In ritardo i pagamenti dei fondi Ue

Qualche nube si addensa anche su un altro strumento considerato strategico per spingere l’economia, l’utilizzo dei fondi europei 2014-2020 contenuti nei programmi operativi Fesr e Fse che hanno una dotazione di 1,5 miliardi. Se è vero che i pagamenti effettuati dalla Regione hanno accelerato nel 2018 - in corrispondenza della prima rilevante scadenza per evitare il disimpegno automatico delle risorse non spese - arrivando a fine anno al 25% della dotazione complessiva (in linea con le regioni del CentroNord e sopra la media nazionale che non raggiunge il 20%), è anche vero che Bankitalia suona un campanello d’allarme.

«La percentuale di avanzamento in Regione è inferiore a quella raggiunta alla fine del quinto anno del precedente ciclo di programmazione, che era pari al 29,1%». Tradotto significa che l’utilizzo dei fondi europei 2007-2013 è stato più efficiente rispetto alla gestione dei fondi 2014-2020. E che ora - nonostante i “premi” ottenuti dalla Regione per aver centrato gli obiettivi previsti durante il percorso - ci sarà da correre nei pagamenti per tagliare il traguardo finale.

A fine 2018 la percentuale di spesa più alta raggiunta dalla Regione Toscana ha riguardato le misure per ricerca e sviluppo e competitività delle imprese, e per mercato del lavoro e capitale umano, mentre in forte ritardo appariva il finanziamento degli interventi dedicati all'ambiente, all'efficienza energetica e al trasporto sostenibile (5% contro il 17% del CentroNord e il 18% della media italiana).
Sul fronte dell'impegno delle risorse europee, la Toscana risulta superiore alla media del Centro Nord. «Alla fine del 2018 risultava impegnata circa la metà della dotazione dei Programmi operativi regionali toscani» segnala Bankitalia.

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