Made in Japan

L’ecosistema di Toyota per l’auto più sostenibile

Il colosso esprime una strategia basata su un mix di tecnologie e soluzioni per sviluppare vetture abbordabili da tutti

di Giulia Paganoni

3' di lettura

Nuove tecnologie e, soprattutto, auto per tutti. Toyota è partita in forte anticipo rispetto agli altri costruttori automobilistici nello sviluppo di auto ibride (Prius 1997), anticipando i tempi della elettrificazione e ora, pur aprendo alle elettriche, sia a batteria (Bev) sia a idrogeno (Fcev) non abbandona il motore termico e per voce del suo, numero uno Akio Toyoda, manifesta critiche nei confronti dell’introduzione a tappe forzate delle full electric.

I dubbi di Toyoda stanno nel reale impatto ambientale delle auto elettriche: dalla produzione di elettricità che alimenta le auto a quella necessaria per produrre le batterie, le stesse che secondo il ceo dimostrano di avere un impatto sull’ecosistema, ma soprattutto sui costi sociali della transizione energetica che oltretutto non sarebbero ricompensati da benefici climatici. Da qui la due priorità suggerite caldamente dal numero uno di Toyota: rendere più green la produzione di elettricità e di adeguare le infrastrutture. E non di puntare soltanto sulle vendite di vetture ad emissioni zero, campo dove Toyota scommette sia sull’idrogeno (Fuel Cell electric vehicle esia sulle batterie li-ion di nuova generazione a stato solido.

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La strategia di innovazione della gamma, da un lato, prosegue la sua corsa con una lunga serie di collaborazioni che di fatto creano un ecosistema nipponco dell’auto futura. Dal marchio di lusso del gruppo (Lexus) ad altri costruttori giapponesi che per diversi motivi sono ormai parte integrante del mondo Toyota. Mazda, dopo aver avviato 2015 un’alleanza con Toyota estesa poi a Denso che ha come l’obiettivo progettare una piattaforma modulare per auto a batteria, ha lanciato il suo primo progetto l’elettrica MX-30. Mentre a Suzuki, Toyota ha fornito la piattaforma ibrida che la utilizzerà per due modelli elettrificati per l’Europa. E infine la collaborazione con Subaru si rafforzerà dopo l’acquisizione da parte di Toyota di un’ulteriore quota di capitale del brand Subaru salita dal 16,83 all’attuale 20%. Al salone di Shanghai (21 al 28 aprile) presenterà o il primo suv elettrico di medie dimensioni firmato Toyota a cui faranno seguito altri cinque modelli, tutti basati sulla piattaforma e-Tnga (Toyota New Global Architecture) che il marchio giapponese ha sviluppato in collaborazione con Subaru. Questa può essere adattata a dei diversi propulsori in posizione sia anteriore che posteriore e anche a trazione integrale oltre che con un’ampia gamma di capacità della batteria. Da ricordare che Toyota è già nel mondo dei Bev (battery electric vehicle con la Lexus UX 300e)

Ma le novità non sono finite. Infatti, come delineato nelle parole di Toyoda, il marchio vuole anche poter costruire delle auto per tutti. Ne è un esempio il continuo investimento sulle auto di segmento A: la Aygo X Prologue. La terza serie dell’utilitaria giapponese è stata anticipata da una show-car molto vicina alla produzione di serie che mostra una palese personalità da urban-suv (la X del nome sta anche per crossovee).

Diversamente dalle precedenti, la nuova generazione della citycar non ha più nessun legame con Citroën C1 e Peugeot 108. È un modello indipendente, sviluppato dalla Toyota e prodotto nel polo di Kolin (Repubblica Ceca) che il brand ha prima condiviso e poi completamente rilevato dal gruppo Psa all’inizio di quest’anno (prima della fusione Stellantis). In questo periodo si procede alla riconversione dello stabilimento, dove sarà prodotta anche la nuova Yaris basata sull’architettura Tnga la cui evoluzione in formato ridotto è destinata all’Aygo X.

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