l’accordo di governo sulla manovra

L’ecotassa spinge leasing e noleggio esteri delle auto di lusso

di Maurizio Caprino


Incentivi auto 2019: ecotassa rimodulata per «salvare la Panda» e le utilitarie

2' di lettura

Sull’ecotassa auto il governo del cambiamento rischia di fare come quello dell’odiato Mario Monti. Sbagliando anche più di come accadde in quella fine del 2011, quando si inasprì il superbollo sulle vetture potenti. All’epoca, invece di aumentare il gettito, si incentivarono leasing e noleggio con targa estera, che lo azzeravano. Adesso si aggiunge il fatto che, col decreto sicurezza appena entrato in vigore, leasing e noleggio esteri sono stati pienamente legalizzati, togliendo ogni remora a chi vorrebbe avvalersene.

Il sospetto che si stia cadendo in questo errore viene dalle parole del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che ha annunciato aggravi per le auto di lusso per mantenere il finanziamento degli incentivi fino a 6mila euro a chi acquista esemplari elettrici o ibridi. Secondo indiscrezioni che arrivano dallo stesso ministero, le misure allo studio sono più sfumate. Ma resta il fatto che le auto di lusso saranno più penalizzate e che questo si rivelerebbe probabilmente un boomerang, invece che uno strumento di equità.

Lo dimostra la storia del superbollo: secondo le stime iniziali, doveva portare in cassa 168 milioni. e invece ne avrebbe fatti perdere 116, tra mancati pagamenti della sovrattassa e minor gettito causato dagli effetti negativi che essa ha avuto sul mercato. Lo stimarono nel 2015 - senza mai essere smentiti - gli operatori (le associazioni dei costruttori, dei concessionari, delle società di leasing e noleggio e delle agenzie di pratiche automobilistiche): 93 milioni in gettito Iva perso con gli acquisti dirottati all’estero e 13 milioni di superbollo. A questo si aggiungono le perdite per le Regioni (19,8 milioni di bollo) e le Province (5,2 milioni di Ipt e circa 9 di addizionale Rc auto). È anche per questo che ieri pomeriggio Anfia, Federauto e Unrae hanno ribadito il loro no a nuove tasse sull’auto.

Rispetto a quei tempi, l’emorragia di immatricolazioni di mezzi di lusso potrebbe essere maggiore. All’epoca, si poteva essere trattenuti dal rischio di incappare in controlli su strada o addirittura indagini, da cui si sarebbe potuto accertare che il veicolo circolava stabilmente in Italia, violando l’obbligo di munirlo di targa italiana dopo un anno di permanenza. Adesso, il decreto sicurezza consente esplicitamente la circolazione senza alcun limite se si stipula un contratto di leasing o di noleggio con un operatore che non ha sedi in Italia.

Il mercato di questi operatori è sempre stato attivo. Ora, con la legalizzazione definitiva, potrebbe svilupparsi. Spingendo anche imprese italiane a trasferirsi all’estero. A questo punto, il rischio concreto è che il gettito reale si riveli inferiore al preventivato, lasciando senza copertura gli incentivi alle auto ecologiche.

Il tutto mentre i furbi ricchi e con targa estera nascondono al redditometro parte della loro ricchezza e invece italiani onesti non possono guidare nemmeno per un attimo le vetture dei parenti che vivono all’estero quando tornano in patria per le vacanze natalizie, pasquali o estive. E mentre vengono stangati a migliaia gli stranieri che hanno approfittato del precedente regime di favore, ma di certo non nella stessa misura degli italiani furbi e ricchi.

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