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L’edilizia in legno regge l’urto della crisi Attesa la svolta con Superbonus e incentivi Ue

Il settore è cresciuto del 2,3% nel 2019, raggiungendo un fatturato di 1,35 miliardi. Sulle stime dei prossimi anni incideranno le misure Ue in tema di sostenibilità

di Giovanna Mancini

Casa Rubner

3' di lettura

Un nuovo rinascimento per l’edilizia in legno. Da anni questo settore – che in Italia conta quasi 500 imprese e nel 2019 ha generato un fatturato di 1,35 miliardi di euro secondo il quinto Rapporto Case ed edifici in legno di Assolegno – continua a crescere e guadagnare quote di mercato all’interno del comparto delle costruzioni, soprattutto nel segmento delle nuove realizzazioni, in cui rappresenta ormai quasi l’8% del totale (17,5 miliardi di investimenti nel 2019, secondo Ance).

Poi è arrivata la pandemia, che ha rallentato i cantieri ma, osserva il presidente di Assolegno Angelo Luigi Marchetti, «da una nostra indagine tra gli associati, il sentiment delle imprese indica una tenuta del mercato della bioedilizia. Certo – precisa Marchetti – lo stop di 4-6 settimane durante il primo lockdown ha inciso, perciò ci aspettiamo una flessione nei numeri di quest’anno, ma la domanda non è diminuita, anzi: da maggio abbiamo registrato una buona ripresa del mercato italiano, spinto anche dalle nuove esigenze abitative». Più evidente sarà, probabilmente, il calo sul fronte delle esportazioni, che invece nel 2019 avevano fatto registrare una vera e propria impennata (+20% rispetto al 2018), portandosi a 60 milioni di euro. «L’aspetto interessante – spiega il presidente di Assolegno – è che ai tradizionali mercati di vicinato, come Svizzera, Francia, Germania o Croazia, si sono aggiunti nuovi Paesi, in particolare la sponda Sud del Mediterraneo. Segno che anche in questo settore comincia a essere percepito un valore aggiunto del made in Italy, legato al design e alla qualità».

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Il Rapporto sull’edilizia in legno (elaborato dal Centro studi di FederlegnoArredo con Assolegno) fotografa un comparto in espansione, che nel 2019 ha registrato una crescita del 2,3 nel fatturato, per un totale di 3.154 nuovi edifici realizzati pari al 55% del fatturato complessivo del settore. Il resto è rappresentato da coperture di edifici e strutture, solai, tetti e porticati in legno. Un settore che negli anni si è evoluto: dalle prime villette monofamiliari diffuse nel Nord del Paese, si è passati a costruire edifici anche di grandi altezze, nei centri urbani, oltre a edifici pubblici come scuole e del terziario.

Proprio la parte delle costruzioni in senso stretto è quella destinata ad avere nei prossimi anni lo sviluppo più significativo: il mercato dell’edilizia in legno è stato infatti sino a oggi concentrato soprattutto nel segmento delle nuove costruzioni che, in Italia, dopo la crisi del 2010 ha subito un tracollo, passando dai 128.700 permessi di costruire nel 2010 al record negativo di 48.600 nel 2015, per poi tornare lentamente a crescere, attestandosi nel 2019 a quota 58.700 (di nuovo in calo sul 2018). «Sul mercato del nuovo le nostre aziende hanno guadagnato progressivamente quote di mercato, mentre il segmento delle manutenzioni e ristrutturazioni, che è poi il grosso del comparto edilizia (in totale 130 miliardi nel 2019 secondo i dati Ance, ndr), è rimasto in mano all’edilizia tradizionale».

Ma ora, grazie in particolare alle opportunità messe in campo dal Superbonus 110%, per il settore delle costruzioni in legno si aprono nuove prospettive. La proroga di questa misura attraverso l’utilizzo del Recovery Fund apre infatti all’uso degli incentivi anche in caso sostituzione urbana, ovvero agli interventi di demolizione e ricostruzione, in cui le imprese di costruzioni in legno possono giocare un ruolo importante.

Anche perché, osserva Marchetti, la bioedilizia in legno presenta numerosi vantaggi: a quelli ormai noti e consolidati di sostenibilità ambientale, risparmio energetico e sicurezza antisismica, si aggiungono le opportunità di investimento per i clienti, legate a tematiche di finanza verde e agevolazioni fiscali. Inoltre, l’evoluzione del mercato delle costruzioni sarà inevitabilmente influenzata dalle politiche europee in materia di sostenibilità ambientale legate al Green New Deal e al Next Generation Ue, che prevedono finanziamenti a sostegno di progetti di sviluppo a ridotto impatto ambientale. «La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato, tra i fattori strategici per lo sviluppo sostenibile, anche la riduzione delle emissioni da parte dell’industria dell’edilizia, che oggi incide per il 40% sulla produzione di CO2 – spiega il presidente di Assolegno –. È un punto di svolta per il nostro settore, perché l’uso del legno riduce l’impatto ambientale di un edificio e questo inciderà sul suo valore finale, che sarà legato a certificazioni come oggi già accade per i consumi energetici».

Tutto questo implica d’altro canto la necessità, per le imprese costruttrici in legno, di acquisire nuove competenze, legate anche ai settori tradizionali, dall’ingegneria alla gestione di interi appalti. «Deve cambiare l’approccio delle aziende – conclude Marchetti –. Si apre una grande sfida per noi».

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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