STUDIO DEL POLITECNICO DI MILANO

L’effetto Flixbus non taglia il costo dei biglietti degli autobus

di Andrea Carli


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Nonostante la liberalizzazione del mercato della lunga percorrenza su gomma i prezzi sono in leggero aumento (nella foto Ansa un autobus Flixbus)

3' di lettura

La liberalizzazione del settore del trasporto interurbano con autobus, ovvero le autolinee a lunga percorrenza, con l’ingresso quattro anni fa di nuovi operatori quali Flixbus e Megabus ha portato il mercato a crescere molto in termini di offerta. Ma, nonostante la presenza di nuovi concorrenti, i prezzi sono in leggero aumento. I bilanci della maggior parte delle aziende hanno tenuto, sopratutto grazie a una tendenza diffusa di innovazione ed evoluzione del settore. A delineare il quadro complessivo è lo studio “Il trasporto interurbano con autobus. Analisi del mercato delle autolinee a lunga percorrenza dalla liberalizzazione ad oggi e focus sulla sicurezza rispetto agli incidenti stradali”, realizzato dal Laboratorio di Politica dei Trasporti del Politecnico di Milano e presentato oggi nel capoluogo lombardo.

Prezzi più alti nonostante la liberalizzazione
Per quanto riguarda i costi, in particolare, l’indagine mette in evidenza che «l’indice dei prezzi negli ultimi tre anni ha avuto un andamento stagionale diverso, seguendo l’evoluzione dinamica del mercato, con la presenza dei picchi estivo e natalizio. Complessivamente - si legge ancora nello studio del Politecnico di Milano - i prezzi di 2017 e 2018 sono poco più alti del 2016. Il prezzo al km conferma sui tre anni la curva decrescente all’aumentare della distanza percorsa, con un minimo tra i 600 e i 1000 km. Dal 2016 al 2018 i prezzi al km delle rotte interne al nord sono quasi raddoppiati. Al sud, invece, dopo una
fase di crescita, i prezzi sono tornati nella media. I collegamenti aeroportuali costituiscono un mercato con dinamiche differenti: interno al nord e verso il
centro sono nuovi terreni di competizione con tariffe in calo, partendo da soglie molto elevate». Se dunque la domanda è: «La concorrenza sta minando la tenuta del mercato? C’è sovra-offerta? C’è una guerra di prezzo in corso?», la risposta a cui giunge la ricerca è la seguente: «Non si vede una generalizzata guerra di prezzo, anzi i prezzi sono in leggera crescita. I bilanci delle aziende in generale «tengono» (con alcune eccezioni), a differenza di quanto osservato, per esempio, in Francia. È possibile che vi sia una sovra-offerta su singole relazioni».

MERCATO DELLE AUTOLINEE A LUNGA PERCORRENZA IN SALUTE
MERCATO DELLE AUTOLINEE A LUNGA PERCORRENZA IN SALUTE
MERCATO DELLE AUTOLINEE A LUNGA PERCORRENZA IN SALUTE

Con la liberalizzazione non diminuisce il livello di sicurezza
La ricerca evidenzia come con la liberalizzazione i livelli di sicurezza del comparto non siano diminuiti. Dall’analisi dei dati considerati, è possibile affermare che non si profila un problema di sicurezza generale nel settore del trasporto passeggeri con autobus sulla lunga percorrenza, quanto piuttosto la necessità di controllare alcuni fattori critici come le dotazioni a bordo dei mezzi, verificare la manutenzione del bus, accertarsi dello stato psicofisico dei conducenti. La media annuale del numero di incidenti con feriti che vede coinvolti autobus in servizio extraurbano rispetto al numero totale di incidenti con feriti è di 6 su 1.000. In 3 casi su 1.000 l’autobus risulta incolpevole». Le principali cause? Eccesso di velocità e sbandamento. E la nebbia si conferma la condizione atmosferica più sfidante per chi si trova alla guida di un mezzo pesante. Ma come cercare di prevenire gli incidenti dipendenti dal fattore umano? «Attraverso il monitoraggio delle condizioni dei percorsi e la garanzia di un supporto ai conducenti da una centrale operativa - conclude lo studio -. Importante è garantire agli autisti adeguate pause dalla guida in termini di frequenza e durata in relazione anche alle condizioni esterne (traffico, notte)».

Tra il 2011 e il 2017 fatturato cresciuto in maniera significativa
Lo studio non si limita a tratteggiare trend e statistiche relative all’incidentalità, ma fornisce anche una fotografia di un settore che, dalla liberalizzazione del 2014 ad oggi, «è cresciuto molto. Pochissime aziende storiche hanno ridotto l’offerta, nonostante l’espansione di FlixBus», si legge nella ricerca. Tra 2011 e 2017, «il fatturato complessivo è cresciuto in maniera significativa, ma nel frattempo si sono ridotti risultati operativi e utili. Un dato che testimonia come la concorrenza sia reale».

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