In libreria e nel guardaroba

L'eleganza maschile è un viaggio nel tempo, ma anche un tour nella capitale della bellezza, Roma

Alla vigilia dell'uscita del suo nuovo libro in Italia, lo scrittore André Aciman racconta la sua passione per la moda e le sue scelte di stile.

di Lisa Corva

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André Aciman. Foto di Sigrid Estrada.

Alla vigilia dell'uscita del suo nuovo libro in Italia, lo scrittore André Aciman racconta la sua passione per la moda e le sue scelte di stile.


2' di lettura

Un viaggiatore nel tempo. Ma senza dimenticare cappello e, possibilmente, giacca e cravatta. Dopo “Chiamami col tuo nome”, bestseller anche grazie al film con la regia di Guadagnino, André Aciman torna in Italia con il suo nuovo romanzo, che esce il 25 febbraio per Guanda. “L'ultima estate” è un piccolo libro magico, dove il protagonista, nella luce abbacinante della Costiera Amalfitana, incontra una ragazza, che è quella che aveva amato quarant'anni prima… Lui ha sessant'anni; lei è sempre una ragazza. Gli amori incompiuti, le persone che abbiamo amato e che sono scomparse, ma che possiamo abbracciare ancora. Viaggiare nel tempo, non perdersi mai. Possibile?

In ogni caso è un piacere parlare di moda con Aciman. Perché il protagonista del libro, una specie di suo alter ego (tranne i super poteri), già nelle prime pagine si veste con uno stile preciso, elegante, quasi d'autrefois: “Quella sua giacca a doppio petto blu marino in seersucker stirata alla perfezione, la camicia di lino e la cravatta color grigio argento abbinata a un vivace fazzoletto da taschino”.

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E dunque allo scrittore abbiamo chiesto: quali sono i segni distintivi del suo stile?

“Il cappello, sempre, di solito Borsalino; mi piace d'inverno, ma anche d'estate per proteggermi dal sole. È perfetto, così leggero che posso piegarlo e mettermelo in tasca. E poi mi piacciono le camicie fatte su misura; se cucite da un sarto, cadono sempre perfette. Le ordino da Bracci a Roma”.

Roma, città dove Aciman ha abitato da ragazzo e dove ha ambientato un racconto per un libro d'arte appena uscito e commissionato da Bulgari: “Travel Tales for Beauty Lovers” (Rizzoli International). C'è lui a sedici anni a Trinità dei Monti; lui che torna ogni settimana, si siede sulla scalinata, legge un libro, sempre diverso, e capisce che da grande vuole fare lo scrittore, mentre la città si avvolge a spirale intorno a lui. Roma, dove sono tuttora i negozi che più gli piacciono: “Anche se vivo a New York, preferisco comprare in Italia: in via Condotti a Roma, via Spiga e via Montenapoleone a Milano. E poi adoro fare shopping a Napoli. Mi manca, in questo periodo di lockdown”.

Altri dettagli del suo guardaroba?

“Sono un fanatico del brand inglese Crockett and Jones: amo le scarpe ben fatte”.

Sappiamo che ha una passione per le cravatte, accessorio quasi scomparso dal guardaroba maschile. Ne ha una preferita?

“Sì, la comprai da Hermès a Parigi quando avevo vent'anni, con i soldi regalati da mia nonna. Ce l'ho ancora in armadio, ma è un po' lisa e rovinata – del resto, la comprai mezzo secolo fa - e perciò non la indosso più. Mi piacciono però molto le cravatte di Isaia a Napoli, e poi Brioni, Kiton; tra i francesi Charvet, tra gli inglesi Duchamp”.

Uno stile preciso insomma, quello che si trova da Inzerillo a Palermo, e negli Histores di cui abbiamo parlato su How To Spend It, un nuovo network che mette insieme più di 30 negozi italiani di abbigliamento maschile. E che sono diventati una pagina del nostro Atelier, dove ogni mese raccontiamo i multibrand in Italia e nel mondo.

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