RITRATTI

L'eleganza visionaria di Yiqing Yin fra libertà e movimento

Dal divertimento nel deserto del Marocco al relax fra montagne patrimonio Unesco. Dalle ispirazioni creative giapponesi allo scouting online. Per la fashion designer, lavoro, vita e passioni compongono un equilibrio polifonico

di Camilla Colombo

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Yiqing Yin con, al polso, un orologio Fasi Lunari di Vacheron Constantin con cui ha collaborato per la collezione Égérie (da 26.900 €).

Dal divertimento nel deserto del Marocco al relax fra montagne patrimonio Unesco. Dalle ispirazioni creative giapponesi allo scouting online. Per la fashion designer, lavoro, vita e passioni compongono un equilibrio polifonico


5' di lettura

La mia stanza preferita. Il giardino perché per me è un pezzo di natura in città dove potermi rilassare, rigenerare e meditare fuori dal caos e dal rumore.

L'oggetto da cui non mi separo mai. L'orologio Fasi Lunari della nuova collezione Égérie, che ho realizzato in collaborazione con Vacheron Constantin.

L'ultima cosa che ho acquistato. Durante il lockdown, ho comprato una pianta di fragole, che è cresciuta molto in fretta, e un divano outdoor di Paola Lenti, perfetto per rilassarsi e stare accoccolati nel verde

Un posto indimenticabile in cui sono stata negli ultimi anni. Il deserto in Marocco, dove un mio amico ha organizzato un festival party privato di tre giorni e tre notti. È stato fantastico trovarsi nel mezzo del nulla, ballare durante un tramonto o un'alba ipnotica, ritrovarsi a parlare sotto le stelle e percepire un'atmosfera quasi sciamanica, da Oriente perduto, e mangiare ottimo cibo. È stato come un sogno (per la collezione Travel Book di Louis Vuitton, è uscita una nuova guida illustrata sul Marocco, firmata da Marcel Dzama.

Il più bel regalo che ho fatto di recente. Penso che sia aver imparato a cucinare: è il miglior regalo che ho fatto alla mia famiglia. Cucinare è qualcosa che richiede tempo, e cura, che non ho mai abbastanza.

E il più bello ricevuto. La mia migliore amica ha sempre avuto una passione per i miei maglioni in cashmere, di designer diversi che tenevo nell'armadio, ma che non indossavo più perché troppo piccoli o vecchi. Non volevo, però, separarmene, perché mi piacevano troppo. Lei li ha presi e li ha messi insieme per realizzare uno stupendo capo per mia figlia di due anni. La mia amica sta anche lanciando un nuovo brand, Little Master, che trae ispirazione da questa esperienza e dà una seconda vita agli indumenti: trovo che sia un'idea poetica, non buttare i propri indumenti e, anzi, donarli ai propri figli.

Divano Ami tre posti, design Francesco Rota, con base in acciaio, rivestimento intrecciato in Light, cuscini in tessuto Brio, Paola Lenti (9.230 € + iva).

Il designer che mi ha ispirato di più. Yohji Yamamoto, perché ha realmente difeso l'idea dei capi funzionali e l'esperienza dell'identità e dell'emozione nella moda. È un vero architetto dell'abbigliamento, per me è un maestro: dopo aver ammirato la sua mostra Juste des vêtements, al Musée de la Mode et du Textile di Parigi, nel 2005, ho deciso di diventare una fashion designer. Quando poi ho visto il documentario di Wim Wenders su Yohji Yamamoto, Notebook on Cities and Clothes, sono rimasta scioccata: cogliere la bellezza, il significato dietro le sue creazioni, ha plasmato il mio modo di lavorare (Notebook on Cities and Clothes, 60,99 euro su www.amazon.it).

La prima app che guardo al mattino. Le previsioni del tempo per sapere come organizzare le mie giornate (www.meteofrance.com).

L'ultimo pasto che mi ha colpito. Una zuppa tipica di montagna, molto piccante, a base di noodle, che ho mangiato la scorsa estate nei Monti Wudang, in Cina. Era un piccolo locale, che, all'apparenza, non faceva una buona impressione, ma il gusto della zuppa era semplicemente indimenticabile. Ci tornerò solo per quello.

L'ultimo capo che ho aggiunto al guardaroba. Una tuta da pilota del 1930, comprata in un piccolo pop-up store nel diciannovesimo arrondissement, a Parigi, presso un antico rivenditore, con una ricca collezione di pezzi vintage. Una sorta di stanza delle meraviglie.

L'ultima musica che ho ascoltato. L'opera completa di Bill Withers, scomparso pochi mesi fa (Complete Sussex & Columbia Album Masters, 9 CD, 28,99 euro, su www.amazon.it).

Per la mia beauty routine non rinuncio mai... Non uso molto make-up, ma quando viaggio, non posso fare a meno dei prodotti di skincare di La Prairie e di un miracoloso olio per i capelli.

Il mio sito web preferito. Potrei passare ore su 1stdibs, non solo per farmi ispirare, ma anche perché mi piace comprare pezzi unici e speciali. È quasi un rito che mi concedo la mattina.

La mia icona di stile. Amo Jane Birkin per la sua autenticità e la sua semplicità, la sua bellezza sincera che travalica le generazioni, il suo impegno. Rappresenta sia la bellezza sia l'etica.

La persona a cui mi affido per il mio benessere. La mia migliore amica, l'unica persona che è in grado di motivarmi a fare sport e yoga insieme, perché io sono molto pigra e non farei nulla. Da poco ho iniziato a praticare anche Gyrotonic: durante il lockdown, ho seguito le lezioni su Zoom con la mia istruttrice che insegna all'Uma Center di Parigi.

Se dovessi limitare lo shopping a un quartiere di una città, sceglierei...Il sesto arrondissement di Parigi, in particolare Le Bon Marché. C'è tutto quello di cui ho bisogno (www.24s.com/fr-fr/le-bon-marche).

Pump Butina in satin, Manolo Blahnik (745 €).

I libri che ho sul comodino. Ho due libri molto diversi fra loro: The Power Of Now: A Guide To Spiritual Enlightenment di Eckhart Tolle (23,29 euro) e King Kong Théorie di Virginie Despentes (14,25 euro) (entrambi su www.amazon.it).

Un piacere a cui non posso rinunciare. I massaggi shiatsu che faccio all'Assa Spa, un luogo stupendo nel cuore di Parigi, dove rilassarsi e lasciarsi cullare dalle mani d'oro delle massaggiatrici.

L'artista che collezionerei, se potessi. Christopher Wool per l'impatto grafico delle sue opere, che è stato fonte di ispirazione per le mie precedenti collezioni. Adoro il modo in cui gestisce lo spazio e le composizioni: è veramente potente. Mi piace soprattutto quando ridipinge su più livelli, suggerisce l'idea che ci sia una lettura segreta da scoprire.

Le scarpe che preferisco. Mi piacciono molto sia le scarpe basse sia quelle alte, le scelgo a seconda delle occasioni. Le prime offrono una libertà e una comodità impareggiabile quando devi camminare molto, mentre non rinuncio alle scarpe con il tacco quando esco la sera. È una sorta di impegno che mi impongo per permettermi di essere una persona diversa dalla quotidianità. Per questo tipo di calzature, la mia preferenza va a Manolo Blahnik, per i dettagli, la qualità dei materiali e il comfort delle sue creazioni.

Travel Book Morocco, guida illustrata di Marcel Dzama per Louis Vuitton (45 €).

Il device da cui non mi separo mai. L'iPad Pro, dove faccio tutti i miei lavori, disegno le mie creazioni, il mio mondo creativo si trova lì. È pratico e funzionale (da 899 euro, www.apple.com).

Il pezzo di Haute Couture che preferisco. Non credo abbia un nome particolare, ma è un pezzo di Madame Grès, composto da più rettangoli di organza cuciti insieme che cadono in maniera incantevole sul corpo. È un lavoro brillante. Per quanto riguarda le mie creazioni, direi un abito della mia prima collezione Exil, modellato sulle figure delle statue che ritraggono le divinità greco-romane (www.yiqingyin.com).

Lo spazio verde che preferisco in città. Mi piace molto vivere Parigi a piedi e il luogo verde che preferisco, a parte il giardino di casa mia, è sicuramente il Parc des Buttes-Chaumont, nel diciannovesimo arrondissement.

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