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L’elettrico rivoluziona la fabbrica di Zwickau

Avviata la conversione del polo dove a fine anno sarà prodotta la ID.3

di Giulia Paganoni


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2' di lettura

La mobilità elettrica sarà il motore del futuro e Volkswagen ha creato una fabbrica ad hoc. A Zwickau, città della Sassonia (Germania), sorge su un’area di 1.800.000 metri quadrati, dei quali 1.400.000 edificati, uno stabilimento che cambia le regole della produzione automobilistica.

Nato nel 1990, dopo oltre 5,5 milioni di vetture realizzate, inizia una nuova era con la conversione della produzione solo per auto elettriche basate sulla nuova piattaforma modulare Meb, costata oltre 50 miliardi di euro e che darà vita ad oltre 60 modelli tra tutti i marchi del gruppo. Questo è il primo passo per rendere popolari e per tutti le auto a batteria. Infatti, se da un lato l’obiettivo produttivo è di 330.000 unità l’anno (per tre marchi del Gruppo) entro il 2021, dall’altro gli obiettivi di vendita del marchio di Wolfsburg entro il 2025 sono di un milione di vetture.

Il segreto delle auto elettriche targate Volkswagen si chiama Meb (Modularer Elektrobaukasten in inglese Modular Electric Toolkit) ed è anche il motivo del recente accordo con Ford. Questa è la base tecnologica (e modulare) per le auto 100% elettriche destinate ad una produzione di massa. E date le stime ottimistiche sulla diffusione, sono previsti altri stabilimenti in Europa, Cina e Nord America.

A partire dalla fine del 2019, prenderà avvio la produzione dell’auto della terza era Volkswagen, la compatta ID.3 (prima con pianale Meb) e in futuro verranno realizzati sei modelli elettrici di tre marchi del Gruppo, un livello di flessibilità e logistica mai visto prima d’ora. Si ricorda che comunque la produzione della Golf Variant proseguirà fino a metà 2020.

Inoltre, lo stabilimento sarà all’avanguardia anche dal punto di vista produttivo e logistico: una fabbrica intelligente e dotata di moderni impianti produttivi e innovative tecnologie. Questo polo produttivo è stato molto attivo in questi ultimi anni, basti pensare che negli ultimi dodici mesi sono uscite dalla linea 290mila unità grazie al lavoro di 7.700 dipendenti.

La prima fase di conversione prende avvio con la chiusura estiva, quando viene allestita la prima linea di produzione per le auto Meb. Mentre per la seconda bisognerà attendere lo stesso periodo del 2020. Si prevede che la capacità produttiva massima venga raggiunta nel 2021 e sarà del 10% maggiore rispetto a quella attuale: da 1.350 unità al giorno a 1.500. Questo grazie al lavoro congiunto di uomo e macchina, con circa 1.700 robot in azione. Anche la tutela dell’ambiente sarà uno dei punti cardine: l’obiettivo è produrre e consegnare vetture a fronte di un bilancio di CO2 neutro, questo utilizzando corrente ecologica prodotta da centrali idroelettriche.

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