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L’elettrico spinge la mobilità a due ruote, necessarie regole per i monopattini

Dalle ciclabili ai parcheggi al trasporto sui mezzi pubblici, ontinuano a crescere le misure dei Comuni per le due ruote. Fa eccezione lo sharing

di Pierangelo Soldavini

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(ANSA)

Dalle ciclabili ai parcheggi al trasporto sui mezzi pubblici, ontinuano a crescere le misure dei Comuni per le due ruote. Fa eccezione lo sharing


3' di lettura

Come ogni anno arriva il momento dell’emergenza polveri sottili: sul banco degli imputati salgono le automobili in primo luogo, un po’ meno i riscaldamenti. E in ogni caso i Comuni, sia perché adottano blocchi del trafico o altre misure poco condivise sia perché ritenute responsabili dell’insufficiente azione contro l’inquinamento.

Di fronte a questo scenario che si ripete ogni anno uguale a se stesso, i Comuni puntano sempre più sulla mobilità sostenibile, quella a due ruote, spinta dalla trazione elettrica, sia a pedali che a motore, sulle soluzioni in sharing e sull’innovazione,stando ai risultati di Focus 2R, l’Osservatorio sulle infrastrutture per la mobilità a due ruote di Confindustria Ancma insieme a Ambiente Italia e Legambiente.

La potenzialità dei monopattini

Proprio l’innovazione della micromobilità, quella basata sui monopattini elettrici, ha la potenzialità di sbloccare il potenziale ancora inespresso della mobilità sostenibile a livello urbano, con benefici anche a livello di intermodalità. Ma serve una regolamentazione chiara: «È necessario prendere decisioni chiare e coerenti prima che il fenomento sfugga di mano, vista anche la velocità di espansione», sostiene Paolo Magri, presidente di Confindustrai Ancma.

«Bisogna evitare di lasciare i Comuni da soli, ci vuole certezza delle regole, continuare a modificare le norme è il modo migliore per continuare a rinviare l’applicazione», gli fa eco Marco Granelli, assessori ai Trasporti del Comune di Milano, uno dei primi tra le grandi città , insieme a Torino, a puntare sulla micromobilità. Tra accelerazioni e modifiche i Comuni si trovano a gestire il problema con più di un imbarazzo: basti solo pensare ai cartelli appositi richiesti dalla sperimentazione, ora resi inutili dal recente emendamento che equipara i monopattini alle biciclette. E ora c’è aria di ulteriori modifiche.

Il traino elettrico

Quel che è certo è che la mobilità elettrica sta trainando l’intero comparto delle due ruote. Le vendite delle biciclette sono in flessione (-5% nel 2018 in valore), ma la pedalata assistita mette a segno un balzo del 17% che dovrebbe essere stato ancora più convinto l’anno scorso. A sostenere l’elettrico è soprattutto l’espansione dei servizi di sharing di scooter: il rapporto relativo al 2018 rileva solo tre servizi (Milano, Roma, Torino), ma con una forte propensione alla crescita, testimoniata dall’aumento del numero di veicoli (+320%) e di abbonati (+226%).

Ma anche gli incentivi potrebbero fare la loro parte. I Comuni fanno fatica a sostenere con misure finanziarie, ma ora sono pronti 255 milioni di euro di incentivi a livello governativo, «che però sono ancora in attesa dei decreti attuativi», sottolinea Magri.

A Torino si sta sperimentando una piattaforma che integra le soluzioni di mobilità alternative all’automobile di proprietà, con l’obiettivo di creare “crediti di mobilità” che vadano a premiare gli utenti più virtuosi della mobilità sostenibile. Compreso il premio per chi utilizza in misura maggiore le bicicletta, anche private, per muoversi all’interno della città.

Infrastrutture e servizi in crescita

In ogni caso le misure dedicate ai veicoli a due ruote delle amministrazioni comunali si confermano in costante crescita dal 2015. Cresce del 4% la disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone 30, mentre è in aumento dal 20 al 24% il numero di Comuni che consentono l’accesso delle bici nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.

Più della metà dei comuni (55%) autorizza il trasporto sui mezzi pubblici (nel 2015 era uno su tre), mentre il 74% offre postazioni di interscambio bici in corrispondenza delle stazioni ferroviarie e cresce il numero dei Comuni che ospitano più di 500 stalli.

Il bike sharing è l’unico servizio a registrare una contrazione delle città che lo offrono, per lo più confinate al Centro-Nord, dato però compensato dall’incremento del numero di mezzi (+49%) e di abbonati (+240%). In netta controtendenza, come detto, anche lo scooter sharing trainato dall’elettrico.

Anche se il 78% delle amministrazioni comunali non contempla nei propri piani di mobilità urbana misure destinate alla sicurezza a due ruote, che rimane un’emergenza reale, sono raddoppiate quelle che hanno installato guardrail dotati di protezioni a tutela dei motociclisti: dal 17% del 2015 al 31%.

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