la questione industriale

L’elettronica riparte con il piano Industria 4.0

di Matteo Meneghello

(Olycom)

3' di lettura

L’industria elettronica aggancia la ripresa, trainata dal manifatturiero e dal Piano Industria 4.0, ma sorretta anche dalle aspettative legate alle commesse nel ferroviario e dalle applicazioni legate al mondo delle costruzioni, che confermano i timidi segnali di inversione di tendenza dell’anno precedente. È il quadro presentato dal presidente di Anie, Giuliano Busetto, durante l’assemblea di Anie, l’associazione che raggruppa l’industria tecnologica italiana, con 1.300 aziende associate, 468mila addetti e un fatturato di 74 miliardi.

I dati 2016, indicano un aumento del fatturato del 4,2% per le imprese dell’elettronica, mentre l’elettrotecnica registra un -0,7 per cento. Conferma il trend anche un’indagine interna di Anie: il 65% degli intervistati prevede nei primi sei mesi di quest’anno un incremento dell’ordinato e quasi il 53% indica per il 2017 un aumento del fatturato.

Loading...
LE TENDENZE

L'andamento del settore nel 2016, var % rispetto al 2015. (Fonte: Anie)

Loading...

Indicazioni in larga parte influenzate dal consolidamento del piano Industria 4.0. L’attenzione è ai massimi, come confermano gli oltre 2.200 contatti avuti dagli ingegneri Anie (attraverso il portale dedicato e lo sportello Anie 4.0) con le aziende. «Già oggi - ha confermato il presidente Giuliano Busetto - possiamo parlare di un aumento sensibile del fatturato. Il mercato è in movimento e molte richieste lasciano presagire un’accelerazione negli investimenti nei prossimi mesi».

L’auspicio è che le misure decise dal Governo vengano confermate nei prossimi anni. «I dati positivi confermano che siamo all’inizio di una potenziale uscita dalla crisi - ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia -: dobbiamo ancora fare tanto, e soprattutto stare attenti a non fare errori che ci facciano arretrare. Gli iper e super-ammortamenti - ha aggiunto - non sono incentivi, ma una linea di indirizzo della politica industriale del paese: il Governo commette un errore se decide di non proseguire il piano, non si può fare politica industriale un anno e poi smettere, ci aspettiamo una proroga».

I benefici della rivoluzione digitale per le imprese sono stati confermati anche da Alberto Bombassei, presidente di Brembo: «Non credo alla tesi secondo la quale l’automazione cancellerà posti di lavoro - ha detto -: in Brembo nell’ultimo anno abbiamo assunto 400 nuovi addetti per progetti di innovazione, su un totale di 3mila in organico. Cambiano tecnologie e attitudini, ma non l’apporto delle risorse umane».

Dello stesso avviso il presidente di Anie, convinto che l’associazione possa farsi da portavoce della necessità di una formazione adeguata, in grado di disinnescare il rischio di un digital mismatch sul mercato del lavoro. «Dobbiamo supportare una formazione che sia tecnica e multidisciplinare, perchè le fabbriche del futuro saranno sempre più luoghi in cui si interfacciano sistemi tecnologici differenti» ha detto Busetto, candidando Milano a polo europeo della formazione industriale manifatturiera.

Sosteniamo Milano affinché diventi la capitale europea per la formazione dei giovani ingegneri

«Già oggi Milano - ha detto - è la seconda meta scelta in Europa dagli studenti in Erasmus: grazie alla partnership tra Università e impresa può diventare la capitale europea per la formazione dei giovani ingegneri per riposizionare l’Italia al centro dell’industria manifatturiera europea». Il partner strategico è il Politecnico di Milano. «Il nostro network di alunni - gli ha fatto eco Ferruccio Resta, rettore dell’ateneo - conferma che la preparazione politecnica sia sempre più apprezzata dal mondo produttivo per le sue caratteristiche di multidisciplinarietà e capacità di lettura delle esigenze emergenti».

Il trend positivo non investe solo il manifatturiero. Sul fronte infrastrutturale Busetto ha sottolineato l’impatto, per le commesse degli associati, dei programmi dei principali committenti: le sole Fs hanno varato un piano decennale di investimenti per 94 miliardi in infrastrutture e materiale rotabile. In questo segmento il fatturato a consuntivo risulta in calo dell’1%, ma si tratta di un dato che tradisce il disallineamento temporale con la contabilizzazione delle commesse, tipicamente pluriennali.

Nel settore building, infine, Anie ha lanciato un modello di sviluppo imperniato sulla «città elettrica» e ha proposto un piano di riqualificazione degli edifici.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti