ACCESSO ALLA PROFESSIONE

L’emergenza coronavirus accelera il tirocinio di avvocati e medici

Gli aspiranti legali non devono presenziare a 60 udienze e i professionisti della salute saltano l’esame di Stato

di Adriano Lovera

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3' di lettura

L’emergenza Covid sta sconvolgendo le modalità di accesso ad alcune delle professioni ordinistiche nevralgiche del nostro sistema. Alcune novità sono in via temporanea, altre resteranno per sempre. Prima era arrivato lo stop al tirocinio presso studi, aule di tribunali e uffici pubblici, con il ministero della Giustizia chiamato a riorganizzare le attività da remoto. Adesso, per effetto di nuovi interventi normativi, iniziano a delinearsi meglio alcuni percorsi di ingresso, con le novità più importanti che riguardano avvocati e medici.

La pratica forense
Sul versante forense, lo scossone è arrivato con il cosiddetto decreto Scuola (Dl 22/2020 dell’8 aprile) che semplifica di molto la conquista dell’abilitazione da parte di laureati e tirocinanti, rispetto al regime consueto che prevede, per i dottori in giurisprudenza, un praticantato di 18 mesi, in cui partecipare ad almeno venti udienze per ciascuno dei tre semestri di cui si compone il periodo.

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Grazie al decreto, per i praticanti avvocati che in questo periodo non possono partecipare alle udienze, poiché rinviate o sospese, viene considerato valido il semestre di tirocinio anche senza essere arrivati alle venti udienze.

Novità rilevanti anche per i neolaureati che conseguono il titolo nell’ultima sessione delle prove di laurea relativa all’anno 2018/2019, sessione che il decreto Cura Italia ha prorogato al 15 giugno 2020. Per loro, il praticantato viene ridotto a 16 mesi, in modo da poter ottenere l’abilitazione l'’anno prossimo. Questi soggetti dovranno procedere con l’iscrizione al Registro dei praticanti entro il 30 giugno, così da partecipare alla prova scritta di dicembre 2021.

Su disposizione del Consiglio nazionale forense sono sospesi anche i colloqui di “accertamento pratica”, passaggio con cui il Consiglio verifica appunto il concreto svolgimento del praticantato.

Il tirocinio dei medici
Per quanto riguarda invece i medici, il decreto cura Italia 18/20 aveva già disposto numerosi cambiamenti. Il più importante è l’abolizione dell’esame abilitante, con la laurea magistrale in medicina e chirurgia che diventa a tutti gli effetti il titolo idoneo per l’esercizio della professione medica, pur restando l’obbligo del tirocinio. Una norma nata dall’emergenza, ma che nell’intento dell’Esecutivo è da intendersi strutturale e proprio per questo giudicata positivamente dalla federazione di categoria Fnomceo.

Per entrare concretamente in vigore, la laurea abilitante ha bisogno delle modifiche ai regolamenti didattici sia da parte del Miur sia da parte degli atenei. Il ministero ha provveduto, con l’apposito decreto 8/2020, approdato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 20 aprile. Quando saranno emanati i decreti rettorali delle università, i laureati della Classe Lm/41-medicina e chirurgia saranno a tutti gli effetti medici abilitati, qualora abbiano esaurito per intero il tirocinio formativo all’interno del corso di studi.

La norma si applicherà anche a chi stava per concludere l’esame di abilitazione. Infatti tutti i candidati della seconda sessione del 2019, ammessi alla prova scritta del 28 febbraio 2020 inizialmente prorogata al 7 aprile, non dovranno più sostenere la prova e anche loro saranno abilitati, sempre che abbiano superato il tirocinio pratico-valutativo post-lauream.

Per quanto riguarda invece i futuri medici che ancora devono assolvere al tirocinio, il prossimo periodo utile per svolgerlo inizierà il 22 giugno e potranno accedervi sia i laureati sia i laureandi, iscritti alla prima sessione d’esame del 2020, nonché chi si laurea nella sessione straordinaria dell’anno 2018/2019, nel frattempo prorogata fino al 15 giugno 2020. Per questi ultimi le iscrizioni al tirocinio sono state riaperte fino al prossimo 30 aprile.

Intanto, rispetto ai medici laureati per i quali il titolo è già considerato abilitante, gli Ordini territoriali informano che è necessario inviare la domanda di iscrizione a mezzo Pec. Per quest’anno non sono dovute la tassa di concessione governativa da 168 euro, la marca da bollo da 16 euro né la quota di iscrizione all’Albo.

LE NOVITÀ
Le udienze per semestre
: vincolo ridimensionato

Gli aspiranti avvocati devono sostenere, per potere accedere all’esame di abilitazione, un praticantato di 18 mesi, che prevede, tra l’altro, la presenza ad almeno 20 udienze in ciascuno dei tre semestri di cui si compone il tirocinio. Poiché in questo periodo di emergenza i praticanti non possono partecipare alle udienze, perché sono sospese o si svolgono in modalità telematica, il decreto Scuola (Dl 22/2020) ha allentato il vincolo delle 20 udienze a semestre (il tirocinio è valido anche se non si raggiunge quel limite). Inoltre, in via straordinaria, il praticantato viene ridotto a 16 mesi.

L’abilitazione: per i medici niente esame di Stato
Il decreto “cura Italia” (Dl 18/2020) ha disposto l’abolizione dell’esame abilitante per chi si laurea in medicina e chirurgia. La laurea diventa, dunque, titolo abilitante per l’esercizio della professione, a condizione che si sia svolto il tirocinio durante il corso di studi.

Per approfondire:
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