Studio della fondazione commercialisti

L’emergenza spinge verso aggregazioni digitalizzate

Il volume d’affari di chi esercita in forma associata è di 245mila euro, il triplo rispetto a quello del singolo professionista

di Valeria Uva

default onloading pic
(Coloures-Pic - stock.adobe.com)

Il volume d’affari di chi esercita in forma associata è di 245mila euro, il triplo rispetto a quello del singolo professionista


2' di lettura

I numeri lo hanno già dimostrato: chi riesce ad unirsi vede crescere il fatturato in modo esponenziale. Ha spiegato di recente uno studio della Fondazione commercialisti su «Aggregazione e digitalizzazione» che in media il volume d’affari di chi esercita in forma associata (totale o parziale) è di 245mila euro, tre volte tanto rispetto agli 80mila del singolo, mentre il reddito passa dai 49mila euro medi a 125mila in caso di aggregazione.

I vantaggi poi emergono anche dalla “natura” del fatturato, con gli studi associati più focalizzati nelle attività ad alto valore aggiunto: secondo la ricerca gli studi che dichiarano un fatturato proveniente all’80% da attività di base sono quasi uno su due (il 40%) tra quelli individuali, mentre solo il 23% tra gli associati.

Poca voglia di fare rete
Eppure solo uno studio su 5 finora si è associato: non solo per quelli che il documento definisce «limiti culturali del modello atomistico» che comunque ancora resistono in tutto il mondo delle partite Iva, ma anche per «limiti statutari e normativi». Come quelli, fiscali, indicati nell’articolo a fianco.

Ora l’emergenza Covid-19 ha drammaticamente reso impellente per i professionisti non solo la necessità di fare rete, ma prima ancora quella di digitalizzare gli studi. «Questi mesi ci hanno insegnato che non basta dare ai collaboratori un pc e una Vpn - precisa il consigliere del Cndcec, Maurizio Grosso, curatore dello studio - bisogna investire molto sulla dematerializzazione di tutti i documenti, sulle videoconferenze e sulle firme digitali, altrimenti da casa non si riesce a fare nulla».

Il passaggio al digitale
Il documento dei commercialisti (redatto prima dell’emergenza) indicava l’aggregazione “digitalizzata” tra studi come un primo step verso una piena integrazione. Con 5 passaggi altrettanto graduali che vanno dal semplice professional networking tramite LinkedIn e altre piattaforme fino alla condivisione di conoscenze e know how attraverso una specializzazione (che però significa anche trovare l’accordo su clienti e onorari) fino allo step finale: logo unico per studi aggregati in digitale (con competenze ripartite e onorari redistribuiti).

Di fatto un primo gradino «percorribile ad esempio -spiega ancora Grosso - dagli studi più piccoli che sono anche quelli oggi più in difficoltà ». La vera “ricetta” per crescere anche digitalmente - conclude - «sono gli investimenti che solo chi ha una certa dimensione aziendale si può permettere».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti