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L’Enea studia i nuovi tessuti smart per l’automotive

di Luigia Ierace

L'Enea sta studiando un sistema di lavorazione per un filato smart ad alta conducibilità elettrica

2' di lettura

Tecnologia, sostenibilità ambientale, economia circolare, made in Italy. C’è tutto questo nel nuovo filato hi-tech realizzato con scarti di fibra di carbonio nel Centro di ricerca Enea di Brindisi e già pronto al salto di qualità: dal laboratorio all'industria. «Ora si tratta di intercettare i mercati: dall'automotive, al tessile, alla moda e all'arredamento – dice Flavio Caretto, ricercatore del laboratorio Enea di Materiali funzionali e tecnologie per applicazioni sostenibili e responsabile del progetto di ricerca industriale Tex-Style con l’Università di Bergamo –. Abbiamo messo a punto un processo innovativo per produrre un filato elettricamente conduttivo a base di scarti di fibre di carbonio, che può essere integrato in tessuti e circuiti elettronici per sfruttarne le capacità di conduzione elettrica».

Il risultato è un filato smart per le particolari caratteristiche di conducibilità elettrica e al tempo stesso green, perché utilizza materiali da riciclo provenienti dai settori industriale e aeronautico. Le fibre di scarto mescolate con fibre di tipo plastico (poliestere) conferiscono ai filati queste caratteristiche. Pensato per il settore auto, con il filato si potrà realizzare, per esempio, un sistema di riscaldamento integrato nei rivestimenti interni di sedili e braccioli oppure cablaggi integrati con l'elettronica esterna per eseguire alcune funzioni, come l'accensione delle luci all’interno dell'autovettura. Ma altre applicazioni rendono il tessuto intelligente: inserito in un indumento può riscaldarlo e asciugare sfruttando la conducibilità elettrica del filato; in un divano di stoffa, invece, si potrebbero sperimentare applicazioni per domotizzare il salotto. Un design di prodotti creativi di alta qualità e a basso impatto ambientale con etichetta made in Italy.

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«Non abbiamo stime sui costi non essendo ancora su scala industriale – spiega Caretto – sebbene i filati e le modifiche ai processi di filatura non siano costosi. È un mercato promettente per i bassi costi di scarti che vanno in discarica e per i benefici all'ambiente». Inoltre, la domanda di fibra di carbonio in espansione (si è triplicata in un decennio) e anche se i grandi produttori sono in Francia, Giappone e Usa, gli scarti sono reperibili in Italia dove c'è una forte industria di trasformazione. «Occorre pensare a un circolo virtuoso di riutilizzo – conclude il ricercatore – con sistemi di raccolta anche a livello regionale o extraregionale per avere quantitativi industrialmente interessanti. Filiere robuste dal punto di vista tecnologico e imprenditoriale. Il trend del mercato dell'auto, tecnologicamente all'avanguardia, è molto vicino a questa idea di filiera e con prospettive interessanti anche per la collaborazione con il Centro Ricerche Fiat, coordinatore del progetto». Ambiti da esplorare e prodotti innovativi da approfondire con ricerche ad hoc su cui l'Enea si sta muovendo, disponibile a nuove collaborazioni. Un’opportunità per l'indotto lucano dell’auto, ma anche per il polo del salotto apulo-lucano e la moda con applicazioni di nicchia.

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