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L’energia coinvolgente di Santiago De Compostela

Al termine dell’esperienza del cammino più famoso al mondo (in tutto o in parte) ci si immerge in una città ricca di cultura e tradizione da visitare in ogni periodo dell’anno

di Erika Scafuro

(Foto: Erika Scafuro)

6' di lettura

Il dolce suono della gaita, una sorta di cornamusa con cui i musicanti di strada eseguono la tradizionale melodia galega sotto l’arco che da Praza da Inmaculada conduce a Praza do Obradoiro, indica la direzione da seguire a conclusione del Cammino di Santiago: scandisce e accompagna i miei ultimi passi da pellegrina e, in un crescendo di emozioni per l’arrivo, confonde realtà e immaginazione. La ascolto e mi chiedo: sto ancora sognando Santiago de Compostela, la città che ho evocato così tanto lungo il cammino, oppure l’ho davvero raggiunta a piedi con volontà e fatica? È proprio quando penso che il sogno sia concluso, sì sono proprio giunta davanti alla cattedrale che ho desiderato fortissimamente, che comprendo come invece il sogno sia solo iniziato.

(Foto: Erika Scafuro)

L’esperienza del cammino più famoso al mondo

“Chove en Santiago meu doce amor” esordisce così una delle poesie del poeta andaluso Federico García Lorca raccolte nel suo Seis poemas galegos, ricordando che a Santiago de Compostela verrete facilmente accolti dalla pioggia, ma che il capoluogo della Galizia conquista con la sua energia e che sa mostrare anche un cielo terso e luminoso. Questa città della Spagna del nord è speciale non solo per la spiritualità dei pellegrini che, sin dal X secolo, la raggiungono a piedi al termine del proprio Cammino di Santiago, antico pellegrinaggio che attraversa l’Europa occidentale per raggiungere la città che custodisce il sepolcro dell’apostolo Giacomo il Maggiore, ma anche per tutti i visitatori: chiunque, a Santiago de Compostela, trova qualcosa di unico. La città galiziana mantiene la sua identità culturale e spirituale, il suo centro storico è dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1985, e manifestando il suo dinamismo e la sua contemporaneità, si posiziona fra le migliori destinazioni da visitare in ogni momento dell’anno.

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(Foto: Erika Scafuro)

I luoghi della città

L’istantanea che rende famosa Santiago de Compostela ovunque nel mondo raffigura Praza do Obradoiro e la cattedrale. Meta finale di tutti i Cammini di Santiago, Praza do Obradoiro - chiamata così perché vi sorgevano gli obradoiros, le botteghe degli scalpellini che lavorarono alla costruzione dell’imponente edificio religioso - testimonia il primo incontro fra il pellegrino e San Giacomo, la cui statua è posta a coronamento della facciata barocca della cattedrale. In questo vasto spazio, ogni giorno dell’anno, si avverte la potente energia propagata dall’arrivo gioioso ed emozionante dei pellegrini. Una spiritualità contagiosa che continua all’interno della chiesa dedicata all’apostolo, aperta tutti i giorni dalle 7 alle 21. Varcato l’ingresso sono principalmente due i riti che vengono compiuti da chi ha terminato il proprio pellegrinaggio e che rappresentano una profonda valenza: il primo luogo che si raggiunge è la cripta posta sotto all’altare maggiore, dove sono conservate le reliquie di San Giacomo; successivamente si salgono i gradini che portano all’altare per abbracciare da dietro la statua del Santo.

(Foto: Erika Scafuro)

La cattedrale conserva un incredibile patrimonio storico artistico che è consigliato scoprire con l’ingresso al Museo, la cui visita completa comprende la collezione permanente e le esposizioni temporanee, la sala capitolare, il chiostro, la cripta, Palacio de Gelmírez e il Pórtico de la Gloria. Capolavoro di scultura romanica, il Pórtico de la Gloria è opera del maestro Mateo che lo realizzò fra il 1168 e il 1188 e rappresenta un prodigio dell’iconografia medievale. Un’altra particolarità di questo edificio religioso riguarda il botafumeiro: l’enorme incensiere, il cui peso è di sessanta chili e richiede la forza di otto uomini per farlo oscillare di fronte all’altare maggiore, durante il Medioevo veniva utilizzato per purificare l’aria nella cattedrale gremita di pellegrini, oggi la cerimonia del botafumeiro avviene soltanto in determinate celebrazioni liturgiche, in seguito a richieste particolari. Infine da non perdere la visita ai tetti della cattedrale, accessibili previa prenotazione: un punto di vista privilegiato da cui ammirare la città, soprattutto al tramonto. La porta santa della cattedrale, che viene aperta soltanto in occasione degli anni santi, affaccia su Praza da Quintana; questa piazza barocca è curiosa perché divisa in due parti: quella superiore chiamata Quintana de Vivos, e quella inferiore conosciuta come Quintana de Mortos poiché fino al 1780 questo spiazzo fu luogo di sepoltura. Ritornando in Praza do Obradoiro è da menzionare un edificio storico davvero notevole, il Parador Hostal Dos Reis Católicos: antica struttura destinata all’accoglienza per pellegrini, voluta dai re cattolici Isabella I di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona in occasione della loro visita a Santiago nel 1486, oggi il Parador è un albergo di lusso, i cui quattro cortili sono aperti ai visitatori. Nell’adiacente Praza da Inmaculada, anche il Monastero di San Martiño Pinario è oggi una struttura ricettiva, fondato nel X secolo con i suoi ventimila metri quadrati è il secondo monastero più grande della Spagna.

(Foto: Erika Scafuro)

Storia, cultura e gastronomia

Il centro storico del capoluogo della Galizia, dichiarato Patrimonio Unesco, invita a passeggiare fra le case signorili ed i portici di Rúa do Vilar e Rúa Nova, ammirare le piazze e gli angoli dove il tempo sembra essersi fermato, proseguire lungo le monumentali Rúa Franco, da Caldeirería e Preguntoiro che, fra antichità e contemporaneità, ospitano ristoranti, negozi e botteghe. Camminare per le vie di Santiago significa incontrare un altro dei tesori di questa città: la sua gastronomia. L’offerta è vastissima e di qualità, la cucina galiziana propone piatti tipici della tradizione di mare come il polbo á feira e i mariscos, polpo e frutti di mare, ma anche piatti di carne come il cocido, lo stufato, formaggi e verdure. Senza tralasciare i vini pregiati come l’Albariño, il Godello e il Ribeiro. Fra i ristoranti più popolari del centro storico ci sono Casa Marcelo, O Gato Negro, A Noiesa, O Piorno, O Curro da Parra. Praza de Abastos è invece la sede dello storico mercato della città: un edificio del XX secolo che propone, dal lunedì al sabato, pescato fresco, frutti di mare, carne ed altri prodotti locali. Fra i souvenir e l’artigianato, non mancate l’acquisto della deliziosa tarta de Santiago, il dolce tipico è questa soffice e gustosissima torta di mandorle. Santiago de Compostela è anche una storica città universitaria con una tradizione di oltre cinque secoli. L’edificio più rappresentativo è quello neoclassico della Facoltà di Geografia e Storia: un capolavoro che si può ammirare nella centralissima Praza de Universidad. Uno dei polmoni verdi di Santiago de Compostela, il Parco dell’Alameda, è uno spazio ideale per rilassarsi e passeggiare, oltre ad essere uno dei punti più panoramici da cui osservare la cattedrale ed il centro storico.

(Foto: Erika Scafuro)

Architettura contemporanea e i musei da visitare

Il Museo de las Peregrinaciones, nella centralissima Praza das Praterías, è stato creato per spiegare, conservare e promuovere il fenomeno del pellegrinaggio a Santiago de Compostela attraverso esposizioni permanenti e mostre temporanee. Presso il Convento di San Domingos de Bonaval ha sede invece il Museo do Pobo Galego: il luogo perfetto dove conoscere tradizioni, usi e costumi propri del popolo galego. Adiacente ad esso si trova il Centro d’Arte Contemporanea della Galizia che, con esposizioni e retrospettive su artisti noti a livello internazionali, contribuisce a celebrare e promuovere la scena dell’arte galiziana. Se negli ultimi anni si è diffusa la fama di Santiago de Compostela come città all’avanguardia, lo si deve alla creazione di alcuni spazi dedicati all’innovazione come la Città della Cultura della Galizia. Costruito sulla cima del Monte Gaiás, che dista circa un chilometro dal centro storico, è un complesso di design - ricorda un’onda che si innalza verso il cielo - progettato dall’architetto statunitense Peter Eisenman ed inaugurato nel 2011. Uno spazio che, oltre al Museo del Centro Gaiás, comprende la Biblioteca e l’Archivio della Galizia, il Centro per l’Imprenditoria, le Torri Hejduk, l’Edificio CINC dedicato alle nuove tecnologie, e l’Edificio Fontán. È presente anche un elegante ristorante, Canteen, riconosciuto come miglior ristorante di design al mondo nel 2011. La Città della Cultura della Galizia offre ai visitatori visite guidate (previa prenotazione) per una conoscenza più approfondita dell’architettura dello spettacolare complesso ed assicura, durante tutto l’anno, un programma che combina mostre temporanee, concerti, spettacoli, eventi e attività culturali per tutta la famiglia. Inoltre questo spazio è un perfetto connubio fra creatività e natura, è infatti circondato da quella che viene chiamata foresta della Galizia: trentaquattro ettari con una rete di cinque chilometri di sentieri da percorrere a piedi, un luogo ideale per passeggiare, rilassarsi e praticare sport all’aperto. Dall’alto del Monte Gaiás il fascino di Santiago de Compostela è ancora più evidente.

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