NAzionale italiana

L’Eni sponsorizza ancora la Figc, accordo fino a dicembre 2022

di Redazione Sport24


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2' di lettura

Eni e Figc ancora assieme fino al dicembre del 2022. La società del “cane a sei zampe”, infatti, continuerà a essere top partner di tutte le 19 squadre nazionali della Federazione italiana giuoco calcio. Il rinnovo è stato annunciato il 2 aprile 2019 in occasione della prima tappa della fase interregionale del torneo del «Progetto Rete!» disputata a Gela (Caltanisetta), sul campo del Centro federale

territoriale Enrico Mattei. Con l'accordo, Eni rinnova anche il sostegno ai progetti di crescita e inclusione portati avanti dal settore giovanile e scolastico della Federcalcio, in particolare il progetto dei Centri federali territoriali (poli di educazione e formazione calcistica per bambini e adolescenti) e il « Progetto Rete! », iniziativa che mira a promuovere, attraverso il calcio, i processi di inclusione sociale e interculturale dei ragazzi accolti nei Progetti Sprar/Siproimi (sistema di accoglienza e protezione per minori stranieri non accompagnati).

Gli introiti della Figc
La notizia del rinnovo dell’accordo tra Eni e Figc, dunque, porta ancora linfa nelle casse della Federcalcio. Il fatturato al 31 dicembre 2017 della Figc (l'ultimo disponibile) rivela come il 27% circa dei ricavi derivi infatti da pubblicità e sponsorizzazioni. Per queste due voci la Figc incassa 43,4 milioni. La Figc è poi legata a 13 sponsor distribuiti su vari livelli di partnership. Lo sponsor tecnico Puma nel 2017 ha garantito 18,9 milioni a stagione, cui bisogna aggiungere royalties per 600mila euro.

Gli sponsor principali

I top sponsor sono Fiat, Eni, Tim e Poste Italiane. I premium partner sono Acqua Lete e Lidl (quest’ultima ha rinnovato di recente la partnership con la Figc fino al 2022 con spot che vedranno come protagonista il Ct della nazionale maschile Roberto Mancini).
Il valore di produzione complessivo della Figc è stato nel 2017 di 163 milioni. I contributi del Coni, ridotti notevolmente negli anni della gestione Malagò, sono stati pari a 40 milioni (erano intorno agli 80 milioni fino al 2011). Le quote degli associati valgono invece 19,8 milioni. Senza grandi appuntamenti internazionali il 2017 ha portato ricavi “sportivi” per 44,6 milioni, di cui 39 milioni grazie ai diritti tv.

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