malattie tecnologiche

«Sindromi da social»: dalla chirurgia per i like agli antidepressivi

Il rapporto con la tecnologia spesso degenera in forme di abuso e dipendenza e ha un impatto sempre più rilevante su corpo, psiche e immagine che abbiamo di noi stessi. Intanto il numero di schermi pro capite negli Usa è passato da 0,7 nel 2000 a 4 nel 2018 e le ore spese in connessione digitale sono passate da 2,7 a 6,3 .

di Rosanna Magnano


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4' di lettura

Boom di chirurgia estetica per avere più like su un selfie, con un intervento per aumentare il volume del seno (+4% nell'ultimo anno negli Usa), una liposuzione per diventare più snelle (+5%), un ritocco per cancellare i segni del tempo dal viso (+3%). Ed entro il 2023, vendite di antidepressivi (+2%) e sonniferi (+5,5%) che prendono il volo, lenti a contatto per correggere la miopia (+5,6%) e gocce contro la sindrome da occhio secco (+6,5%) sempre più richieste.

Sono solo alcune delle tendenze di mercato che saranno condizionate dal nostro legame sempre più forte con smartphone, computer e social network. Basti pensare che il numero di schermi pro capite negli Usa è passato da 0,7 nel 2000 a 4 nel 2018 e le ore spese in connessione digitale sono passate da 2,7 nel 2008 a 6,3 nel 2018. A fare il punto una ricerca di Morgan Stanley appena pubblicata sugli «Healthcare gains from tech pain».

Il confine tra uso e dipendenza
Un rapporto con la tecnologia che spesso degenera in forme di abuso e dipendenza e ha un impatto sempre più rilevante sul corpo, sulla psiche e sull’immagine che abbiamo di noi stessi. Incide sulla salute, moltiplicando i casi di depressione, ansia, disturbi del sonno, cefalee, problemi di vista e ortopedici, dolori muscolari, aumento di peso dovuto all'inattività, insicurezza estetica. E mentre le grandi tech companies come Apple, Alphabet, Amazon e Microsoft, corrono ai ripari con politiche proattive - dispositivi indossabili, app mirate alla prevenzione e al controllo dei tempi giornalieri di connessione - volte a limitare i danni, lievitano i fatturati legati alla salute nelle aree terapeutiche interessate da questi nuovi impatti.

La psiche dei bambini è la più esposta
È la salute mentale a subire le ferite più gravi. Tra il 2019 e il 2023 il mercato globale delle terapie destinate al Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) crescerà del 6,4% passando da 17,2 a 22 miliardi di dollari. Stime spiegate da trend già in atto da tempo: dal 1997 al 2016, la prevalenza di Adhd nei bambini e negli adolescenti statunitensi è aumentata dal 6% al 10%, e uno studio rileva che i bambini abituati a trascorrere più di 2 ore guardando uno schermo ogni giorno sono 8 volte più esposti.

Schermo blu, umore nero
E l’umore è sempre più nero. Le vendite globali di antidepressivi - si legge nella ricerca - passeranno da 6,8 a 7,3 miliardi di dollari (+2%). Nel mondo infatti il numero di persone con diagnosi di depressione è aumentato costantemente dal 1990, raggiungendo oltre 250 milioni nel 2017. E una ricerca del professor Jean Twenge della San Diego State University suggerisce che gli adolescenti statunitensi che trascorrono più di tre ore al giorno e più di cinque con dispositivi elettronici sono maggiormente esposti a depressione rispettivamente del 35% e 71% in più rispetto a chi passa solo un'ora davanti a un pc o a un cellulare.

Mamma ho perso il sonno
Numeri in crescita anche per i disturbi del sonno. Problemi che negli adolescenti sono cresciuti negli ultimi decenni all'aumentare della quantità di esposizione alla luce blu degli schermi, che sopprime la melatonina. E tecniche di neuro imaging hanno stabilito una connessione tra la dipendenza dei minori da internet e danni in aree del cervello che coinvolgono l’elaborazione emotiva, l’attenzione, il controllo del processo decisionale. E per i farmaci contro l'insonnia è attesa, non a caso, una crescita delle vendite da 3 a 3,7 miliardi di dollari, con un aumento del 5,5 per cento.

Mezzo mondo sarà miope
E se si passa dalla mente al corpo, anche l'occhio avrà la sua parte. Entro il 2050, si prevede che metà della popolazione mondiale sarà miope, con un rapido aumento notato a partire dall'introduzione dello smartphone nel 2007. E la ricerca di Morgan Stanley prevede una crescita delle vendite di lenti a contatto da 12,6 a 15,6 miliardi (+5,6% dal 2019 al 2023). Altro impatto è la sindrome dell'occhio secco, che ora colpisce circa 16 milioni di adulti negli Stati Uniti, con uno studio che rileva una forte associazione tra l'utilizzo del telefonino nei bambini e la versione pediatrica di tale patologia. E di conseguenza le vendite di gocce oculari per curare questo disturbo passerà dal 2019 al 2023 da 3,7 a 4,8 miliardi (+6,5%). E sono in corso ricerche per valutare il potenziale impatto della luce blu come driver delle problematiche della retina.

Sotto i ferri per un selfie
E il potere dell'immagine sui social network presenta come prezzo da pagare la crescente insicurezza estetica, degli adulti e soprattutto dei giovani, più vulnerabili a forme di cyberbullismo. Negli Usa il 18,2% dei giovani nel 2018 ha richiesto un intervento estetico (in salita di un punto percentuale rispetto al 2014) . E sempre nel 2018 ci sono stati quasi 250mila interventi di chirurgia estetica in più rispetto al 2017 e oltre 17,7 milioni interventi chirurgici mini-invasivi. A spopolare soprattutto gli interventi per aumentare il seno (+4% rispetto al 2017), seguiti da liposuzione (+5%) e plastica al naso (+2%). Secondo l’American Academy of Facial Plastic e and reconstructive surgery, l’impatto dei social media sull’estetica è stato enorme, soprattutto nel modo in cui le persone si percepiscono e proiettano all'esterno la propria immagine. I risultati di un sondaggio hanno mostrato che nel 2017 il 55% di chirurghi plastici è stato consultato da pazienti che volevano apparire meglio nei selfie, una tipologia di richiesta in aumento del 13% rispetto al 2016. E un altro studio ha dimostrato che la visualizzazione di immagini di donne che hanno subito interventi estetici ha generato un effetto emulazione, soprattutto tra le veterane dei social, con lo scopo di tenere alti i consensi dei propri follower. E le stime ancora una volta parlano chiaro. Entro il 2023 le liposuzioni aumenteranno del 9,2% generando un fatturato di 11,7 miliardi di dollari e la domanda di botox per ringiovanire il viso crescerà del 13,3 per cento. Insomma, “la morte ti fa bella” anche sui social.

Per approfondire:
Tablet e bambini? Se usato con regole può anche essere educativo (video)
Psicofarmaci, la mappa del disagio mentale: Toscana prima per depressione, Campania felix

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