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L’equo compenso torna nell’agenda della politica

Il ministero del Lavoro avvia una verifica sulla sua applicazione, mentre Lega e Pd si impegnano a una legge condivisa per potenziarlo

di Matteo Prioschi

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(davizro photography - Fotolia)

Il ministero del Lavoro avvia una verifica sulla sua applicazione, mentre Lega e Pd si impegnano a una legge condivisa per potenziarlo


3' di lettura

Proroga degli ammortizzatori Covid per far fronte al protrarsi dell’epidemia, lavorando al contempo a una loro riforma; impegno affinché l’equo compenso per i professionisti diventi realtà; proroga della presentazione del 770; possibile revisione dei protocolli di sicurezza anti Covid-19. Sono questi i temi su cui ieri, nel corso del Festival del lavoro, i politici e amministratori intervenuti hanno fornito indicazioni per il prossimo futuro.

Riforma degli ammortizzatori

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato l’intenzione del Governo di prolungare per dieci settimane gli ammortizzatori con causale Covid in modo da dare copertura almeno fino a gennaio dell’anno prossimo, dato che le aziende che hanno utilizzato in modo continuativo le 18 settimane introdotte dal Dl agosto le esauriranno a metà novembre. Proroga che dovrebbe trascinare con sé il divieto di licenziamento, anche se con regole ancora da definire. In legge di Bilancio, inoltre, dovrebbe esserci un finanziamento per ulteriori otto settimane di cassa integrazione.

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Contemporaneamente si sta ragionando a una revisione del sistema degli ammortizzatori, come confermato dall’onorevole Debora Serracchiani, presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati. Obiettivo è l’ammortizzatore universale, ma non unico, secondo Serracchiani, perché ci sono differenze che richiedono interventi specifici, tuttavia superando la divisione tra lavoro autonomo e dipendente. E per quanto riguarda le risorse per sostenere il sistema, si possono coinvolgere le Casse di previdenza private. Inoltre, secondo Serracchiani, sarà necessario semplificare le procedure.

Gli impegni dell’Inps

Su quest’ultimo aspetto, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha fornito delle indicazioni sulla gestione delle domande di ammortizzatori Covid che ha sollevato tante polemiche nelle scorse settimane a causa dei ritardi nell’erogazione degli importi da parte dell’istituto di previdenza. Al 19 ottobre, sono 17.134 i lavoratori in attesa di essere pagati, di cui 5.722 relativi a richieste giunte in ottobre. Quindi gli arretrati riguardano quasi 11.500 persone e sono causati spesso da errori relativi a Iban, codici fiscali, numero di settimane richieste, su cui una task force dell’Inps sta lavorando in interlocuzione con le aziende coinvolte.

Quanto alla semplificazione delle procedure e al rapporto con gli intermediari, Tridico ha annunciato l’implementazione, probabilmente già entro la fine dell’anno, di una work area integrata che consentirà a consulenti e aziende di seguire in tempo reale l’iter di gestione delle pratiche, con relativa possibilità di avere un dialogo continuo con l’istituto, mentre oggi con il cassetto previdenziale si vede solo ciò che è stato fatto. Tridico ha assicurato che l’istituto sta lavorando per migliorare il dialogo con gli intermediari anche tramite il piano di innovazione che verrà sviluppato entro il 2023. In uno dei webinar di approfondimento, organizzato da Fonarcom, è stato inoltre sottolineata l’importanza di adeguare le relazioni industriali alla luce dei nuovi modelli organizzativi.

Compensi dei professionisti

Più di un ospite intervenuto ha riportato l’attenzione sul tema dell’equo compenso per i professionisti. «Equo compenso e salario minimo sono temi che mi stanno particolarmente a cuore – ha affermato il ministro del Lavoro –. Intendo fare un focus nei prossimi giorni per capire come e se viene applicato e se ci sono difficoltà». Il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, si sono trovati invece d’accordo nel presentare in Parlamento un disegno di legge condiviso, che quindi si aggiungerebbe a quelli già presentati, tra cui quello del senatore Santillo ricordato dal ministro Catalfo.

Proroga 770

Il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, ha affermato poi che si sta lavorando per prorogare la data di presentazione del modello 770 (attualmente prevista al 2 novembre perché il 31 ottobre è sabato), per alleggerire i carichi sui professionisti.

Non escluso, infine, un aggiornamento dei protocolli per la sicurezza nei posti di lavoro, con l’obiettivo di rafforzarli. Il tema è all’attenzione del ministero.

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