aziende al tempo del covid

L’Erbolario risponde all’emergenza con un comitato per la sicurezza e formazione

L’azienda di Lodi ha prodotto e regalato 38mila confezioni di gel igienizzanti per le mani a ospedali, Croce Rossa, Ordine dei medici, Croce Bianca, ONG, case di riposo, forze dell’ordine e strutture carcerarie

di Marika Gervasio

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L’azienda di Lodi ha prodotto e regalato 38mila confezioni di gel igienizzanti per le mani a ospedali, Croce Rossa, Ordine dei medici, Croce Bianca, ONG, case di riposo, forze dell’ordine e strutture carcerarie


2' di lettura

«L’Erbolario - che con codice Ateco 20 avrebbe potuto rimanere sempre aperto - ha sospeso volontariamente le attività lavorative dal 10 marzo scorso a massima tutela della salute di tutti i suoi colleghi. Il 18 marzo ha parzialmente riaperto per qualche giorno solo per confezionare e spedire - con dipendenti volontari - 38mila confezioni di gel igienizzanti per le mani, da noi donati a ospedali, Croce Rossa, Ordine dei medici, Croce Bianca, ONG, case di riposo, forze dell’ordine e strutture carcerarie. Dal 15 aprile L’Erbolario ha ripreso produzione, distribuzione ed e-commerce con personale fortemente ridotto»: così Franco Bergamaschi, fondatore de L’Erbolario di Lodi, racconta come l’azienda sta affrontando l’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda il lavoro, le misure adottate in conseguenza del lockdown sono andate dal ricorso allo smart working all’anticipo della cassa integrazione fino alla costituzione di un comitato composto da RSPP, RLS, RSU, medico competente, RSE e Cda per l’adozione del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro”; oltre a misurazione della temperatura corporea, fornitura di dispositivi di protezione individuale (mascherine chirurgiche e FFP2, guanti monouso, occhiali di protezione), installazione di dispenser di gel igienizzanti negli spazi comuni, gel igienizzanti personali e spray igienizzante per strumenti e superfici di lavoro a ogni dipendente; sanificazione degli ambienti, informazione/formazione continua, adeguamento degli spazi comuni-sala ristoro, spogliatoi, servizi igienici-al fine di garantire un’opportuna rarefazione delle presenze, anche mediante turnazione dei pochi lavoratori oggi in attività.

Sul fronte del retail «benché l’attività dei negozi L’Erbolario potesse legalmente proseguire senza interruzione - prosegue Bergamaschi -, a piena tutela della salute dei colleghi e dei clienti, abbiamo volontariamente optato per una chiusura totale dal 10 marzo scorso. Contestualmente abbiamo inviato ai proprietari delle unità immobiliari all’interno delle quali operano i nostri negozi, una comunicazione relativa alle ragioni per cui crediamo che i canoni del periodo di chiusura non siano dovuti e quelli successivi alla riapertura necessitino di una rinegoziazione per una revisione in buona fede dei contratti».

In questo quadro «sebbene sia difficile fare oggi una previsione speriamo, per quanto assurdo sembri sperare in una decrescita, in una riduzione del fatturato 2020 sul 2019 contenuta entro il 15%» auspica l’imprenditore. Con un lato positivo, volendo essere ottimisti, scoperto in questa crisi: «avere scoperto il coraggio e l’altruismo del personale sanitario italiano; aver avuto l’ennesima conferma dell’affetto, della vicinanza dei nostri clienti; aver toccato con mano, ancora una volta, il senso di appartenenza, di forte coesione di tutti i colleghi di questa grande famiglia che si chiama L’Erbolario; non avere mai smesso di credere in tre parole chiave che accompagnano la storia di noi italiani da sei secoli: Rinascimento, Risorgimento, Resistenza! Nei momenti difficili noi italiani abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi: sarà ancora una volta così».

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