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L’eredità del governo M5S-Lega: un decreto su 4 è «salvo intese»

Le ultime vittime del «salvo intese» sono stati i provvedimenti varati martedì dal consiglio dei ministri: il decreto scuola, quello sul latte e quello sulle crisi di impresa

di Andrea Marini e Marta Paris


Crisi di governo: la sfiducia si voterà dopo Ferragosto

3' di lettura

Le ultime vittime del «salvo intese» sono stati i provvedimenti varati martedì dal consiglio dei ministri: il decreto scuola, quello sul latte e quello sulle crisi di impresa. Ma sono solo gli ultimi atti di una prassi che ha coinvolto quasi tutte le misure chiave del governo giallo-verde: a conti fatti un decreto su quatto. Una espressione, quella «salvo intese», che permette alla maggioranza di modificare il testo prima di sottoporlo al Parlamento. E che spesso è stata cartina di tornasole dei contrasti interni a una maggioranza, ieri arrivata nuovamente sull’orlo della crisi.

L’ITER ALLE CAMERE Tempi medi di approvazione delle proposte di legge
L’INIZIATIVA DELL’ESECUTIVO Tempi medi di approvazione deI Ddl dell’esecutivo

Già la sera del 2 luglio 2018, in uno dei primi consigli dei ministri dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, è stato dato il via libera al decreto dignità, cavallo di battaglia del M5S. Il testo, che limitava l’utilizzo dei contratti a tempo determinato, è uscito da Palazzo Chigi con la formula «salvo intese». Il testo è stato poi presentato alla Camera, per la conversione in legge, dieci giorni dopo. Stessa sorte è toccata, dopo la pausa estiva, al decreto Genova varato in seguito al crollo del Ponte Morandi.

L’ATTIVITÀ DI GOVERNO

Provvedimenti legislativi deliberati dall'esecutivo Conte. Dati 1 giugno 2018 - 6 agosto 2019

Ancora più eclatante il caso dello sblocca-cantieri: approvato dal Cdm «salvo intese» il 20 marzo scorso, ha atteso quasi un mese prima di essere incardinato al Senato. Tanto che lo stesso Capo dello Stato Sergio Mattarella non ha mancato di far trapelare il proprio disappunto. È dovuto passare per un lungo travaglio anche il decreto crescita: licenziato (sempre «salvo intese») dal consiglio del Ministri il 4 aprile, è stato depositato alla Camera il 30 aprile.

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Ma il «salvo intese» non è prerogativa solo dei decreti legge. Stessa sorte è toccata anche a tre disegni di legge particolarmente delicati: lo «spazzacorrotti» e la riforma della magistratura onoraria trasmessa al Senato il 30 luglio scorso (dopo l’ok della ragioneria dello Stato) in un testo modificato rispetto a quello varato dal governo il 21 maggio (e concordato con i diretti interessati, che ora minacciano scioperi); pochi giorni fa, infine, è stata la volta della riforma della giustizia, che ha provocato non poche tensioni tra M5S e Lega.

Una prassi che non è però prerogativa di questa maggioranza. Anche la riforma del lavoro del governo Monti (anno 2012) per esempio, è uscita da Palazzo Chigi con il «salvo intese». Stessa sorte è toccata al decreto post terremoto del 2016, varato dall’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

Al di là di queste misure dalla lunga gestazione, a quattordici mesi dal suo insediamento, il governo Conte ha adottato 190 provvedimenti. Di questi 122 sono disegni di legge, 40 decreti legislativi e 28 decreti legge. Di questi ultimi, da inizio legislatura il parlamento ne ha convertiti in legge 14 (più o meno nello stesso arco temporale, la scorsa legislatura, le Camere avevano approvato 11 Dl del governo Gentiloni e 16 di Renzi).

In questo primo anno abbondante da inizio legislatura, il Parlamento è stato più rapido rispetto a quanto fatto in media nei cinque anni precedenti. Particolarmente rapido è stato l’iter per dare il via libera ai provvedimenti presentati dal governo: 38 giorni al Senato (contro i 96 della XVII legislatura) e 32 alla Camera (contro i precedenti 61). Nel dettaglio in questa legislatura la conversione di un decreto legge ha impiegato in media 16 giorni alla Camera e 16 al Senato.

Nel complesso, sono stati presentati alle Camere 3.396 disegni di legge, ma solo poco meno del 2% è giunto al traguardo finale (per la precisione 64 testi sono diventati legge).

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