MATTARELLA A recanati

L’«ermo colle» è caro al Fai

Nell'anno in cui ricorre il Bicentenario de «L’infinito» di Giacomo Leopardi, il Fondo Ambiente Italiano ha portato a compimento il restauro dell'Orto-giardino dell'ex Convento di Santo Stefano, inaugurato dal Presidente della Repubblica e ora aperto al pubblico

di Marco Carminati


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Il Presidente Sergio Mattarella nel corso della visita all'Orto sul Colle dell'Infinito in compagnia della figlia Sig.ra Laura e del ministro della Cultura, Dario Franceschini. In piedi, a sinistra, il presidente del Fai Andrea Carandini.

3' di lettura

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, hanno presenziato oggi a Recanati (Macerata) all'inaugurazione dell'Orto sul Colle dell'Infinito, il primo bene del FAI (Fondo Ambiente Italiano) nelle Marche, situato sull'altura che dal 1837 è intitolata a una delle più grandi poesie della nostra letteratura, «L'Infinito» di Giacomo Leopardi, scritta nel 1819. Nell'anno in cui ricorre il Bicentenario dalla stesura della lirica, il FAI - Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con l Comune di Recanati e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, ha portato a compimento il restauro dell'antico Orto-giardino dell'ex Convento di Santo Stefano, in cui l'idillio leopardiano è ambientato, e ha messo in campo un progetto di valorizzazione culturale unico nel suo genere: una “visita guidata” dentro una poesia, opera d'arte immateriale per definizione.

Il Presidente Sergio Mattarella, la figlia, Sig.ra Laura (a destra), Olimpia Leopardi (al centro) e il ministro Franceschini (a sinistra) durante la visita in anteprima dell’Orto sul Colle dell’Infinito (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Tutto ha avuto origine nel 2017 da un accordo (favorito dalla Presidenza Regionale FAI Marche), tra il Comune di Recanati, il FAI, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi”, che ha sancito l'affidamento in concessione al FAI di quella porzione del Colle definita “Orto delle Monache” da molti anni in stato di semiabbandono, con l'impegno della gestione e della valorizzazione culturale, dopo il restauro dell'intero edificio annesso all'Orto e di una parte degli spazi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani.

Oggi, grazie a questi interventi, vengono aperti al pubblico il Centro Nazionale di Studi Leopardiani (istituto nato nel 1937 in occasione del centenario della morte del poeta per promuovere la ricerca sull'opera di Leopardi) e l'Orto-giardino in cima al famoso “ermo colle” citato nella poesia, un tempo hortus conclusus del vicino monastero delle monache, e oggi luogo di semplice quiete, punteggiato di cipressi e alberi da frutto, con ortaggi, fiori e qualche filare di vite, in cui Leopardi ha sentito e pensato L'Infinito. Il recupero dell'Orto è avvenuto grazie al progetto donato al FAI dall'architetto Paolo Pejrone, realizzato assieme al Comune di Recanati.

Apre al pubblico l’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito

Apre al pubblico l’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito

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La visita al nuovo bene FAI inizia dagli spazi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dove sono collocati biglietteria e bookshop. Qui è stato allestito un percorso multimediale della durata di circa 25 minuti con un racconto in cinque atti - affidato alle voci di Lella Costa e Massimo Popolizio - che guida il pubblico dentro la poesia “L'Infinito”, letta e approfondita nel significato e nella forma, grazie al contributo di Luigi Blasucci, grande studioso di Leopardi.

Tale racconto precede la vera e propria visita all'Orto, che offre al pubblico contenuti e strumenti necessari per apprezzarne la storia, ma soprattutto per coglierne la suggestione e provare a vivere, seguendo i passi di Leopardi, la sua stessa esperienza, avvicinandosi al suo pensiero e alla sua poetica, come in nessun altro luogo potrebbe accadere.

Accanto a Palazzo Leopardi, la casa natale dove il poeta è cresciuto esercitandosi nello “studio matto e disperatissimo” sui libri raccolti dal padre Monaldo e che oggi è aperta al pubblico grazie alla dedizione della Famiglia Leopardi, l'Orto sul Colle dell'Infinito aggiunge all'itinerario leopardiano di Recanati un altro luogo fondamentale, che integra e completa la conoscenza dell'autore, restituendo con evidenza al pubblico la complessità del suo pensiero, la sensibilità della sua anima, e il conflitto della sua giovane vita trascorsa tra la biblioteca paterna e l'orto vicino casa, unico rifugio di solitudine e silenzio, dove liberare l'istinto nell'esperienza dolce ed appagante dell'infinito.

IL FAI ha destinato al progetto dell'Orto sul Colle dell'Infinito parte del 2 per mille ricevuto dai contribuenti italiani e altri fondamentali contributi di sostegno sono giunti dalla Regione Marche, dal Gruppo TOD'S, dal Gruppo Gabrielli e da iGuzzini.

Da domenica 29 settembre, l'Orto sul Colle dell'Infinito sarà aperto al pubblico (info: tel 071/4604521; faiortoinfinito@fondoambiente.it; www.ortoinfinito.it).

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