Enna e Catania

L’escavatore, il bancomat da rapinare, il maialino salvacondotto

di Roberto Galullo

2' di lettura

Forse neppure la Compagnia dei Carabinieri di Nicosia (Enna) guidata dal capitano Marco Montemagno avrebbe mai pensato di trascorrere delle festività natalizie così movimentate. Sulla scena sono comparsi, in rapida successione, un escavatore, una rapina ai danni di un bancomat e un maialino salvacondotto. I Carabinieri del Comando Provinciale di Enna e Catania, delegati dalla Dda di Caltanissetta (Santi Roberto Condorelli e Gabriele Paci aggiunto), dopo due precedenti arresti, hanno fermato un trentenne di Adrano, ritenuto responsabile di estorsione aggravata e continuata in concorso, con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso e al fine di agevolare il clan Santangelo di Adrano collegato alla famiglia Santapaola di Catania. Il retroscena di questa operazione dimostra tre cose. L'impunità con la quale agiscono i sodalizi criminali, il lavoro certosino e quotidiano di investigatori e inquirenti e il coraggio della denuncia di un imprenditore, pur tra mille difficoltà.

L'indagine, nata sotto Natale 2016 e condotta dai Carabinieri della compagnia di Nicosia, ha consentito di accertare che un imprenditore edile della provincia di Catania, che operava nel territorio del comune di Centuripe, aveva ricevuto frequenti minacce e pressioni affinché mettesse a disposizione del clan un escavatore.

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La realtà supera la fantasia perché il mezzo edile non serviva per fare buchi sul terreno o rimuovere macerie ma per asportare un bancomat di un istituto di credito in un comune della provincia catanese. Il vero scopo - anziché essere tenuto celato - è stato spiattellato senza problemi all'imprenditore che, per paura di ritorsioni ben maggiori, ha fatto finta di stare al gioco.

La persona oggi fermata ha fornito anche precise istruzioni su come comportarsi nell'eventualità che durante lo spostamento dell'escavatore ci fossero stai dei controlli delle Forze dell'ordine, invitandolo a dichiarare di averlo dati in prestito. Nel caso in cui, invece, l'azione delittuosa fosse andata a buon fine, l'imprenditore edile avrebbe dovuto sporgere denuncia di furto dei propri mezzi contro ignoti, sollevandosi da ogni responsabilità. Il colpo al bancomat, inizialmente programmato sotto Natale, venne rimandato alla notte tra il 5 e il 6 gennaio 2017 e così i soggetti si presentarono a casa dell'imprenditore per prendersi e caricare l'escavatore.

Ma qui arriva il servizio di osservazione e controllo dei Carabinieri che fermano il camion con a bordo l'escavatore. I due - quello alla guida e il passeggero - vengono arrestati. In sede di interrogatorio in occasione della convalida dell'arresto, scatta il genio: uno dei due fermati afferma di avere condotto il camion su richiesta dello stesso imprenditore, come corrispettivo per la vendita di un maialino del valore di 50 euro. Strano a dirsi: nonostante sotto le festività natalizie i maiali finiscano a bandire le tavole anche dei siciliani, investigatori e inquirenti non hanno creduto alla storia.

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