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L'esercito delle 7mila scaleup europee ha raccolto 126 miliardi

di Gianni Rusconi

(Adobe Stock)

3' di lettura

L'ecosistema europeo delle imprese tecnologiche cresce (e in modo esponenziale), dando la sensazione che la marcia di avvicinamento alle aree del mondo più virtuose in fatto di innovazione sia finalmente avviata, fermo restando che – come osserva Alberto Onetti, Presidente di Mind the Bridge e Coordinatore Sep – “il divario con gli Stati Uniti e la Cina rimane enorme e difficilmente verrà colmato”. Peccato, inoltre, che l'Italia, nel computo del totale delle 7mila scaleup censite dal report “Tech Scaleup Europe 2019” elaborato dalla stessa Mind The Bridge, sia stazionaria al decimo posto della classifica con le sue 208 scaleup, segnando un passo molto più lento rispetto ai valori medi europei. Solo tre, inoltre, sono le scaler italiane (scaleup che hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari) che figurano nel ranking - e cioè Linkem, Prima.it e Yoox Net-a-Porter Group -, mentre in termini di raccolta gli 1,8 miliardi di dollari complessivamente raccolti dalle nuove imprese tech tricolori (di cui circa 500 milioni nel 2018) impallidiscono un po' al cospetto dei 126 miliardi che costituiscono i finanziamenti fin qui distribuiti in tutta Europa. Il fintech, si legge nel rapporto, è il settore più prolifico, con 7,1 miliardi raccolti nel 2018, mentre cybersecurity, energy e cleantech sono i comparti con la più rapida crescita, con circa tre miliardi di nuovi investimenti ciascuno.

Regno Unito in testa al gruppo
La ripartizione geografica delle scaleup ci dice immediatamente che il Regno Unito è l'isola felice dell'innovazione continentale e pesa per circa il 32% delle imprese (sono oltre 2.200) e il 31% dei capitali investiti (poco meno di 40 miliardi di dollari), nettamente davanti agli Stati dell'Europa centrale con Francia e Germania in testa, che rappresentano il 27% delle scaleup e il 30% degli investimenti, ai Paesi nordici (16% e 19% rispettivamente) e al fanalino di coda dell'Europa meridionale, che si ferma al 10% delle scaleup e al 6% del capitale raccolto. Il paragone fra Italia e primi tre Paesi capofila in Europa (dietro Regno Unito) è per certi versi impietoso: la Francia mette sul tavolo 859 scaleup e raccoglie 12,7 miliardi di dollari, la Germania 649 e 18,7 miliardi, la Svezia 542 e (ringraziando soprattutto Spotify) 17,5 miliardi.

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Stati Uniti davanti a tutti
Poco meno di 23mila scaleup a fine 2018, 22.910 per la precisione, di cui 6.496 nella sola Silicon Valley: gli Stati Uniti si confermano il più florido ecosistema del mondo in termini quantitativi, sopravanzando indiscutibilmente Cina (con 9.935), Europa (7.034) e Israele (1.159). La classifica è praticamente la stessa se guardiamo al capitale raccolto: le tech imprese statunitensi hanno raccolto complessivamente 731 miliardi di dollari, e di questi oltre 300 miliardi dalla Silicon Valley, distanziando come sopra la Cina (337 miliardi), Europa (126 miliardi) e Israele (19 miliardi). Cambiano le gerarchie, invece, se guardiamo agli indicatori di densità e di investimento, che premiamo la Silicon Valley in virtù delle 83,3 scaleup per ogni 100mila abitanti e una percentuale del 60,7% del Pil investito in progetti legati alla tecnologia. Alle spalle dell'ecosistema dell'innovazione per antonomasia c'è quello israeliano (13,6 e 5,6% i suoi parametri) e quindi nell'ordine Stati Uniti (con 7 scaleup e il 3,6%), Cina (0,7 e 1,3%) ed Europa (1,2 e 0,53%).
Venture capital e Ico sugli scudi
Del totale di 125,6 miliardi distribuiti alle scaleup europee, e veniamo alla componente investitori, la stragrande maggioranza (oltre 93 miliardi) proviene da capitali di ventura e soggetti privati, che solo nel 2018 hanno iniettato nel sistema 22,6 miliardi di dollari. Nel complesso, oltre 25 miliardi di dollari (circa il 20%) provengono dai mercati azionari tramite Ipo e i rimanenti 7,2 miliardi di dollari (circa il 6%) provengono da Ico, le operazioni basate su criptovalute. Prendendo in considerazione queste due ultime voci, il report evidenzia come l'anno passato la somma raccolta tramite quotazioni in Borsa sia più che raddoppiata (13,7 miliardi di euro) rispetto al 2017 e come solo il 2,6% delle scaleup tecnologiche europee sia diventato ad oggi una società pubblica e quotata. Viaggia a velocità maggiore, invece, il contributo offerto dalle Initial coin offering, strumento utilizzato nel corso del 2018 dal 4,3% delle scaleup tecnologiche europee (fanno scuola Paesi come Croazia, Slovenia e Serbia) e che ha generato l'equivalente di circa 4,8 miliardi di dollari di finanziamenti, dimostrandosi una validissima alternativa al classico e generico round series A.

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