Il governo locale: siamo stati informati

L’esercito Usa lancia la «madre di tutte le bombe» sull’Afghanistan contro i tunnel dell’Isis


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Ansa

2' di lettura

Gli Stati Uniti hanno sganciato una bomba Gbu-43 sull'Afghanistan orientale, nella zona di Nangarhar, con l'obiettivo di colpire l'Isis. Lo ha reso noto il Pentagono. Si tratta di una cosiddetta bomba Moab (la sigla significa «Massive ordnance air blast», ma è stata ribattezzata mother of all bombs - madre di tutte le bombe), che pesa quasi 10 tonnellate e ha la forza di distruggere tutto nel raggio di centinaia di metri. È la prima volta che viene utilizzata in combattimento: è stata lanciata da un aereo Mc-130. Era stata testata per la prima volta nel marzo 2003, pochi giorni prima dell’inizio della guerra in Iraq.

Il governo afghano ha assicurato di «essere stato al corrente» della decisione presa dagli Usa di lanciare su obiettivi Isis nella provincia orientale di Nangarhar la madre di tutte le bombe. In un comunicato diffuso dal Palazzo presidenziale, riferisce il portale di notizie Khaama Press, si sostiene che «gli adepti del terrore hanno sofferto gravi perdite nell'attacco aereo», auspicando comunque sempre «un ravvicinato coordinamento fra le forze afghane e quelle straniere dispiegate in Afghanistan». Le forze di sicurezza afghane, si dice ancora nel documento,
«continueranno la loro lotta per eliminare il terrorismo e mantenere la pace e la stabilità nel Paese, nella regione ed in tutto il mondo, perché esse sono in prima linea nella lotta ai gruppi terroristici».

Mentre il ministero della Difesa ha fatto sapere che la bomba «ha causato la morte di 36 miliziani dell'Isis».

«Un’altra missione di successo, sono molto orgoglioso dei nostri militari». Così Donald Trump ha risposto alle domande dei giornalisti sulla «superbomba» sganciata oggi, sottolineando che i militari hanno la sua «totale autorizzazione», cioè carta bianca.

Obiettivo: stanare l’Isis dai tunnel
Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha confermato in apertura del briefing quotidiano che gli Stati Uniti hanno colpito l'Afghanistan sganciando una bomba mirata a colpire «tunnel e grotte usate dai miliziani dell'Isis». Spicer ha quindi sottolineato che nell'azione «sono state prese tutte le precauzioni per evitare vittime civili e danni collaterali», rimandando poi al Pentagono per ulteriori dettagli. Il generale John Nicholson, capo delle forze Usa e internazionali in Afghanistan, ha spiegato: «È la giusta munizione per ridurre gli ostacoli e mantenere la nostra offensiva contro l’Isis».

Revisione della strategia afghana
La notizia del lancio giunge mentre l’amministrazione Trump è impegnata in una revisione a tutto campo della sua strategia in Afghanistan. I Talebani stanno continuando a guadagnare terreno e anche l’Isis ha ormai stabilito le sue roccaforti. Da almeno due anni inoltre i seguaci del “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi stanno cercando di installare un loro quartier generale nei distretti di Nangarhar, e nel contempo hanno realizzato numerosi cruenti attentati, compreso quello che ha causato ieri davanti al ministero della Difesa a Kabul, almeno cinque morti e dieci feriti. Le stime sugli effettivi dell’Isis in Afghanistan variano da 700 a 1.500.

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