il quesito del lunedì

L’Esperto risponde: per gli odori condominiali intollerabili la competenza è del giudice di pace

di Cesarina Vittoria Vegni

2' di lettura

Il quesito. Abito al terzo piano di un condominio di sei piani. Da qualche mese al primo piano abitano nuovi condòmini, che cucinano (a pranzo e cena) producendo odori terribili: oltre ad attivare la ventola della cappa, aprono la porta d’ingresso dell’alloggio e inondano le scale con i loro odori. A nulla sono valse le lamentele degli altri condòmini e dell’amministratore. Dobbiamo, quindi, rivolgerci a un legale e perseguire penalmente questi condòmini? S.B. - Alessandria

La risposta. In caso di immissioni di fumi o odori, potrebbe essere approntata la tutela prevista dall’articolo 844 del Codice civile, che stabilisce la riduzione delle immissioni cosiddette intollerabili. La norma si trova nell’ambito della disciplina dei rapporti di vicinato nella proprietà fondiaria, ma da tempo è ritenuta applicabile anche in ambito condominiale. L’articolo 7 del Codice di procedura civile stabilisce la competenza del giudice di pace per le immissioni di odori, rumori e altro, che superino la normale tollerabilità all’interno di edifici adibiti a civile abitazione.

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Le immissioni devono naturalmente avere la consistenza indicata e quindi essere di tal natura da superare la normale tollerabilità. Di solito si fa riferimento alla propagazione di odori che provengono da impianti di combustione anche ad uso domestico o che propagano da luoghi di ristorazione, sempre nell’ambito di edifici dove vi siano residenze. Più difficile è stabilire che l’attività culinaria domestica sia di tal natura da provocare delle immissioni intollerabili.

Tuttavia, a fronte del diritto dei singoli condòmini o inquilini di poter cucinare liberamente nelle proprie abitazioni, potrebbe intervenire una delibera condominiale che lungi dal vietare l'attività possa magari regolamentarla, per esempio richiedendo che vengano poste in essere delle precauzioni, al fine di evitare il propagarsi nelle parti condominiali di odori e fumi che possano risultare molesti.

Il quesito è tratto dall'inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 5 marzo.

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