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L’Espressionismo Astratto americano riscopre le sue artiste

L’arte oggi è donna, questa necessità della critica di rileggere la storia dell’arte recente getta luce sulla componente femminile della Scuola di New York. Il mercato coglie l’attimo

di Chiara Buzzi e Angelo Grasso*

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JOAN MITCHELL, STRAW, 1976, STIMA 5/7 MILIONI $ DA SOTHEBY'S

L’arte oggi è donna, questa necessità della critica di rileggere la storia dell’arte recente getta luce sulla componente femminile della Scuola di New York. Il mercato coglie l’attimo


6' di lettura

L'attenzione del mercato e delle istituzioni nei confronti delle artiste continua a crescere. La fiera Chart di Copenaghen ha appena annunciato che la prossima edizione, dal 28 al 30 agosto, sarà al 100% al femminile. “Lo squilibrio di genere è una delle sfide strutturali più grandi del mercato dell'arte” ha dichiarato la direttrice della fiera Nanna Hjortenberg portando a sostegno della sua tesi i dati dell' Ubs Global Art Market Report del 2019, secondo cui la presenza delle artiste nelle fiere internazionali è pari al 24% contro il 76% degli uomini.
Anche all'asta è in arrivo una grande collezione di arte al femminile, il 29 giugno da Sotheby's a New York, la raccolta di Ginny Williams, gallerista, collezionista e mecenate scomparsa a 92 anni lo scorso settembre, fondatrice della Ginny Williams Gallery a Denver negli anni ’80, dedicata alla fotografia e alle artiste del Novecento. Tra le sue passioni c'era l'Espressionismo Astratto americano e, in particolare, la sua attenzione si è rivolta alle protagoniste femminili del movimento: Joan Mitchell, Lee Krasner, Helen Frankenthaler, artiste che negli ultimi anni hanno visto crescere il loro valore di mercato, soprattutto grazie all'ingresso nel loro mercato di gallerie potenti come, rispettivamente, David Zwirner, Kasmin Gallery e Gagosian .

LESS KRASNER, RE-ECHO, 1957, STIMA 4/6 MILIONI $ DA SOTHEBY'S

Espressioniste astratte all'asta
Tra le 450 opere della collezione che andranno all'asta c'è un importante dipinto di Joan Mitchell, “Straw” del 1976, con una stima di 5-7 milioni di dollari, opera appartenente agli ultimi decenni della produzione dell'artista, caratterizzata da tele di grandi dimensioni con pennellate gestuali estese e colori accesi. Con un'altezza di oltre tre metri, l'opera è stata realizzata nel villaggio francese di Vétheuil, dove l'artista è stata influenzata dalla bellezza naturale della campagna e ha saputo fondere l'immaginario sensoriale di Monet e Cézanne e l'astrattismo dei suoi contemporanei Pollock e de Kooning.
Di Lee Krasner va all'asta con una stima di 4-6 milioni di dollari un esempio superlativo e precoce della serie germinale “Earth Green”, intitolato “Re-Echo”, testimonianza del risveglio artistico dell'artista nei mesi immediatamente successivi alla morte improvvisa di suo marito Jackson Pollock nell'agosto del 1956: un momento cruciale in cui l'artista, nella tragedia personale, riesce a riguadagnare la propria indipendenza personale e artistica. Oggi, i dipinti di questa serie sono considerati i più importanti e significativi della carriera di Krasner.
Anche Helen Frankenthaler è presente con una tela monumentale e luminosa, “Royal Fireworks”, con una stima di 2-3 milioni di dollari, un capolavoro del suo periodo acclamato di produzione della metà degli anni ’70. Già nel 2011 Ginny Williams aveva riconosciuto il ruolo significativo di Frankenthaler nel linguaggio dell'Espressionismo Astratto e, con l'acquisto di questo dipinto, aveva segnato da Christie's il record per l'artista in quel momento storico per 680.000 $ ( 493.612 €), record negli successivi superato più volte fino a raggiungere gli attuali 2.500.000 $ per “Blue Reach” battuti nel maggio 2018 a New York da Sotheby’s.

HELEN FRANKENTHALER, ROYAL FIREWORKS, 1975. ESTIMATE $2/3 MILLION SOTHEBY'S

La riscoperta delle artiste della Scuola di New York
La “Scuola di New York” è una corrente artistica da sempre impressa nell'immaginario collettivo. Gli alti valori di mercato, la fortissima personalità dei suoi membri (Jackson Pollock su tutti), nonché la pluralità di vie interpretative sono i motivi che hanno fatto la sua fortuna.
Di recente, questo movimento è oggetto di una riscoperta del mercato anche per le sue esponenti femminili. “Negli ultimi anni importanti artiste dell'Espressionismo Americano come Joan Mitchell e Lee Krasner hanno visto un'importante rivalutazione nel mercato” ha affermato David Galperin, Head of Sotheby's Evening Auctions of Contemporary Art in New York. “Alla luce dei molti nuovi record di aste mondiali stabiliti per queste artiste nelle ultime stagioni si è verificata una rivalutazione per queste figure sino a pochi anni fa sottovalutate e sottorappresentate”.
Joan Mitchell (1925-1992) è in testa a questo processo di rivalutazione. La sua pittura possiede tutte le caratteristiche dell'Espressionismo Astratto: pennellate veloci, calligrafiche o sfumate con spessi strati di colore. I temi a cui l'artista si ispira non è la scena urbana di New York bensì la natura, il paesaggio e il tempo. Questi cederanno il posto, verso la fine della sua vita, ad altri più introspettivi: il modo di dipingere cambia con una preferenza per le pennellate blu e arancioni compattate su una tela bianca. Il 2018 è stato il suo anno: a maggio David Zwirner ha annunciato di rappresentare il lascito. Nello stesso mese, da Christie's a New York, è stato segnato il suo record (e anche per una donna dell'Espressionismo Astratto) con la vendita di “Blueberry”, del 1969, a 16,6 milioni di $. In quello stesso anno il fatturato dell'artista è triplicato rispetto all'anno precedente fino a 84 milioni $, seguito da 63 milioni di $ nel 2019. Sette dei primi dieci risultati all'asta sono stati battuti negli ultimi due anni. Che il momento sia caldo è dimostrato dall'arrivo sul mercato di un'altra opera da Phillips a New York il 2 luglio: “Noël”, un importante lavoro dei primi anni ’60, stimato 9,5-12,5 milioni di $, un periodo molto travagliato della vita dell'artista, in cui fu diagnosticato un cancro alla madre e la sua relazione con il compagno e artista Jean-Paul Riopelle vacillava. Il dipinto è stato esposto a Berna nel 1962, poi è rimasto in deposito in Svizzera fino al 1985, quando è stato portato a New York per essere esposto alla galleria di Xavier Fourcade.

Joan Mitchell, Noël, 1961-1962, oil on canvas, 204,5 x 200 cm., stima 9.500.000-12.500.000 $ da Phillips

All'ombra di Pollock
La performance sul mercato di Lee Krasner (1908-1984) è stata più irregolare anche a causa del minor numero di lotti offerti all'asta. La carriera dell'artista è stata oscurata dalla personalità del marito. Per Krasner, femminista impegnata a livello sociale, la pittura era una vera e propria missione spirituale, contraddistinta da segni e toni drammatici, ispirati da Van Gogh, per poi avvicinarsi al Cubismo di Picasso e al Neoplasticismo di Mondrian. Dalla metà degli anni '50, dalla sovrapposizione di pennellate aggrovigliate è passata ad uno stile più lineare e soggettivo in ascolto della natura. Dal 2016 la sua fondazione è rappresentata dalla Kasmin Gallery di New York, che le dedicherà una mostra nella prossima primavera. In programma c'è anche un’esposizione al Guggenheim di Bilbao, in agenda questa primavera e rimandata all'anno prossimo per via del Coronavirus. Il suo record d'asta è stato segnato nel maggio dell'anno scorso per “The Eye is the First Circle”, venduto da Sotheby's a New York per 11 milioni di $. Il fatturato totale delle sue opere nel 2019 è stato pari a 21 milioni di $.

Helen Frankenthaler (1928-2011), invece, è entrata nella scuderia di Gagosian nel 2012, l'anno dopo la sua scomparsa. Nelle sue opere la luce, il colore e le forme sono protagonisti. L'artista è maestra del Color Field Painting, uno stile spontaneo e sensuale, fondato su una libera diffusione del colore su superfici di grandi dimensioni grazie all'utilizzo della tecnica del Soak-stain. Anche lei ha registrato una crescita nell'ultimo decennio fino a totalizzare 21 milioni di $ di fatturato all'asta nel 2019. Il record attuale di 3.015.000 dollari per “Blue Reach” (1978), segnato da Sotheby's New York nel 2018, potrebbe adesso essere superato con l'opera della collezione di Ginny Williams.

Le artiste ancora poco note
Ma ci sono ancora altri nomi ancora meno noti della Scuola di New York, pensiamo a Grace Hartigan (1922-2008) e Elaine de Kooning (1918-1989) che ancora faticano a trovare spazio nel mercato. Ma che in questo momento senza troppi clamori sono oggetto di molti scambi d’asta: la prima con il top lot “Months And Moons” del 1950 a 350.000 $ segnato nel 2018 ha visto diverse opere aggiudicate da inizio anno, principalmente negli Stati Uniti, l’ultima “Flower Still Life” (1954) scambiata per 150.000 $ da Doyle Auction lo scorso 20 maggio. Anche la seconda con un top lot in asta “Man in a Whirl”, del c.1957 per 85.000 franchi svizzeri battuti da Germann Auktionshaus a Zurigo il 3 giugno del 2019 è al centro di molti scambi nell’ultimo anno. Un'altra figura dimenticata è la scultrice Mary Callery (1903-1977): personalità di spicco nella Grande Mela dell’epoca e particolarmente apprezzata dai suoi coevi, come dimostrano le numerose committenze di opere pubbliche presenti in diverse città americane. Nelle sue sculture in metallo, l'artista unisce lo stile del Modernismo europeo con il Movimento espressionista creando un vocabolario di elementi lineari, circolari e contorti che evocano un ritorno a figure primitive mai completamente astratte.
La sua origine sociale privilegiata, fu collezionista delle opere dei suoi amici artisti, potrebbe spiegare la sua rarefatta presenza sul mercato e i suoi valori contenuti: l'artista non ebbe mai necessità di carattere economico e quindi di essere rappresentata e promossa da una galleria, ma lavorò sempre e solo per esprimere la propria poetica. Il top lot dell'artista, “Acrobat with birds”, è stato battuto all'asta di Sotheby's nel 2005 per un valore di soli 15.600 $. Ben più alto è, invece, il valore della sua collezione personale, battuta all'asta da Christie's a Parigi nel 2009 per 2.473.587 euro, contenente opere dei suoi contemporanei e amici Picasso, Dali, Léger e Arp.

*Allievi della XVII edizione del Master in Economia e Management dell'Arte e dei Beni Culturali di Roma - 24Ore Business School

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