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L’estate promette il pienone e segnali di ripresa dalle città d’arte

L’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio lascia ben sperare sull’andamento della stagione. In netto recupero i tassi di occupazione delle camere ma pesano le conseguenze dell’inflazione

di Enrico Netti

3' di lettura

Positivo il primo bilancio dell’estate 2022. A giugno le camere vendute sono aumentare del 26% rispetto lo stesso periodo del 2021. Complessivamente si arriva così a un tasso di occupazione delle camere del 50% sul totale di quelle disponibili, trend in linea con quello registrato nel 2019. Per quanto riguarda le prossime settimane tra luglio e settembre ci si attende un assorbimento dell’offerta pari, in media, al 48% delle camere disponibili, che sostanzialmente raddoppia quella registrata nel 2021, con un picco nel mese di agosto del 62% di prenotazioni già effettuate, contro il 33% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. È quanto rivela l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio realizzato sulla base di interviste a titolari di imprese ricettive italiane nel periodo tra il 15 e il 30 giugno. Il report, realizzato da Isnart e Unioncamere, evidenzia l’atteso recupero delle città d'arte italiane, anche se mare e montagna rimangono la prima scelta. Coerentemente con la stagionalità, sono le strutture ricettive nelle località di mare a registrare le prenotazioni più elevate, con il 71,2% delle camere già prenotate per agosto. Bene anche la montagna: gli operatori segnalano il 51,7% delle camere prenotate per il mese di luglio e il 61,9% per il mese di agosto. Il recupero più significativo e incoraggiante è quello atteso per le città d’arte, finora tra le destinazioni più penalizzate a causa dell’emergenza sanitaria. Rispetto allo scorso anno, queste registrano prenotazioni pari a poco più della metà delle camere disponibili per i mesi di luglio (54,5%) e di poco inferiori ad agosto (45,7%), contro appena il 18% circa dello scorso anno. Se nel 2019 il record è stato raggiunto grazie agli arrivi dall’estero dei turisti quest’anno si registra un aumento di un terzo degli arrivi dalla Germania.

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ll 40% degli operatori dichiara un aumento della clientela straniera, mentre solo la metà ne prevede un calo. Un dato particolarmente rilevante in quanto indica una ripresa nel segmento che più aveva risentito della crisi Covid. Sono prevalentemente dei turisti provenienti dalla Germania (+31,9% rispetto al 2021), mentre trovano sostanzialmente conferma e potenziale di crescita rispetto ai livelli dello scorso anno i flussi provenienti da Svizzera, Austria, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Di segno opposto le previsioni relative alle prenotazioni dalla Russia, per il 60% degli operatori sono attese in diminuzione e per il 38% sono stabili rispetto allo scorso anno. Se il mercato risponde positivamente gli imprenditori del comparto hanno due grosse preoccupazioni: l’aumento dei prezzi e la carenza di personale. Gli effetti dell'inflazione si fanno sentire anche nel comparto turistico, aumentando le difficoltà di gestione delle imprese. Per due terzi degli imprenditori il nodo cruciale è nella gestione dell’impresa, nel definire il prezzo del servizio offerto a fronte dell’aumento dei costi. La quasi totalità delle imprese riscontra aumenti dei costi generali che solo in parte vengono scaricati sui prezzi di vendita e poco più di un terzo delle strutture, il 36%, ha dichiarato di aver aumentato le tariffe. Gli imprenditori restano fortemente preoccupati dei riflessi di difficile previsione rispetto alla gestione finanziaria: il 41% degli operatori teme di dover chiudere il proprio bilancio in perdita. Questo orientamento appare più diffuso tra le strutture alberghiere e relativamente più concentrato nelle località lacuali e termali del Bel Paese. Altra importante difficoltà segnalata è quella relativa al reperimento del personale, un problema per il 27,6% degli intervistati. Per finire un accenno alle attività extra alberghiere. Continua il loro trend positivo e Airbnb a maggio evidenzia oltre 11 milioni di notti prenotate tra giugno e agosto, 3,5 milioni in più rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2021 (+ 32%).

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