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L’Eurocamera boccia risoluzione sui porti aperti, decisiva l’astensione dei Cinque stelle

Il Parlamento europeo ha respinto con soli due voti di scarto una risoluzione su ricerca e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Il testo, che prevedeva l’apertura dei porti alle Ong, è stato affossato anche dall’astensione dei deputati dei Cinque stelle

di Alberto Magnani


Migranti, +16% dal Mediterraneo centrale a Settembre

3' di lettura

Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, ha bocciato con 290 voti contrari, 288 favorevoli e 36 astensioni un testo di risoluzione sulle attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. La mozione, avanzata dal presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni Juan Fernando López Aguilar, esortava gli Stati membri a favorire «proattivamente» le misure di salvataggio, avviare un meccanismo di ridistribuzione dei migranti e mantenere i porti aperti alle organizzazioni non governative.

Il flop della risoluzione è stato determinato anche dall’astensione dei 14 eurodeputati grillini, in aperta divergenza rispetto agli attuali alleati di governo del Partito democratico: i Socialisti&Democratici, la famiglia che raccoglie il Pd, si è compattato in maniera quasi assoluta sul sì al testo presentato all’Eurocamera da Aguilar.

Cosa diceva il testo bocciato a Strasburgo
Lo stop al testo è arrivato dalla plenaria che avrebbe dovuto ospitare il voto di fiducia dell’Eurocamera sul collegio dei commissari von der Leyen, poi slittato a novembre dopo le tre bocciature inflitte ad altrettanti candidati all’esecutivo comunitario. Il testo presentato da Aguilar includeva un totale di 18 raccomandazioni agli Stati membri dell’Ue per una maggiore collaborazione (ed efficienza) nelle attività di search and rescue dei migranti naufragati sulla rotta del Mediterraneo. In particolare il punto 9 del testo richiedeva agli Stati membri di «mantenere i porti aperti alle imbarcazioni delle Ong», mentre il punto 16 spingeva la Commissione a lavorare su un meccanismo di distribuzione dei migranti «equo e sostenibile».

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L’Eurocamera si è spaccata quasi a metà fra 288 voti favorevoli e 290 contrari, con il sì quasi uniforme di Socialisti& Democratic i, Verdi, l’ultrasinistra del Gue e i liberali di Renew Europe (che però hanno contato 10 defezioni) e il no altrettanto coeso di Popolari, Conservatori e riformisti, il gruppo sovranista Identità e democrazia (quello della Lega) e una buona quota di Non iscritti (solo due i favorevoli nell’intero gruppo). L’ago della bilancia è dipeso così anche dalle 36 astensioni, con un totale di 14 “schede bianche” in arrivo dalle delegazione europea dei Cinque stelle: Adinolfi, Beghin, Castaldo, Corrao, D'Amato, Evi, Ferrara, Furore, Gemma, Giarrusso, Pedicini, Pignedoli, Rondinelli e Zullo.

I Cinque stelle: ecco perché ci siamo astenuti
Raggiunto dal Sole 24 Ore, un portavoce del Movimento Cinque stelle ha rimandato alla linea già espressa dall’eurodeputata Laura Ferrara. In un comunicaro, Ferrara ha spiegato che l’astensione del gruppo è stata dettata dall’e sclusione di alcuni emendamenti presentati (anche) dai Cinque stelle e capaci di dare «concretezza a un testo altrimenti vago e polarizzato». In particolare, si legge nel comunicato, il gruppo aveva cofirmato con esponenti dei Socialisti e dei Verdi un emendamento per ribadire il «rispetto delle leggi internazionali» nell’ottica dell’apertura dei porti affermata nella mozione.

«Al paragrafo sull'apertura dei porti chiedevamo il rispetto delle leggi internazionali e di altre leggi applicabili, con un emendamento cofirmato dal Movimento 5 Stelle e dai gruppi Verdi e S&D - dice Ferrara - Il rimando esplicito al rispetto della Carta dei diritti umani e delle leggi e convenzioni internazionali metteva a tacere chi, nelle scorse ore, voleva pretestuosamente e strumentalmente sintetizzare le nostre proposte come emendamenti anti-Carola». Non è la prima volta che la linea del Movimento Cinque stelle sulla questione migratoria scatena qualche controversia. Fra i casi più noti c’è il voto ostile alla proposta di riforma del regolamento di Dublino formulata dall’Europarlamento e approvata nel 2017 con 390 sì, 175 no e 44 astenuti. In quel caso sia Lega che Cinque stelle avevano remato contro , ma a ruoli invertiti: astenuti i leghisti, contrari gli eurodeputati del Movimento.

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    Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, formazione, esteri, innovazione

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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