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L’europa decide il suo futuro in orbita

di Leopoldo Benacchio

2' di lettura

Il 22 novembre, a Parigi, i ministri dei ventidue Paesi membri di Esa, l’Agenzia Spaziale europea, decideranno il futuro della politica spaziale del nostro continente. È la Conferenza Ministeriale, che si tiene ogni tre anni, della massima importanza per governi, industria e scienza. Ci si arriva in condizioni complicate, sia per l’Esa che per l’Italia. Esa presenta una richiesta di budget con un grosso aumento, da 14,4 a 18,5 miliardi di euro. L’Italia arriva con un Governo in carica da poche settimane. Allo spazio è delegato il ministro per le Imprese Adolfo Urso, che nella passata legislatura presiedeva il Copasir, che ha prodotto anche un’analisi del comparto, ma certo il tempo per approfondire i dossier lasciati da Vittorio Colao è poco.

Bisognerà capire se saranno confermate dalla nostra delegazione alcune scelte: l’Italia aveva deciso di alzare la cifra messa sul piatto di almeno il 50%, verso quindi i 4 miliardi, anche per tamponare una situazione in cui la Francia, che ha preso lo leadership europea, ha promesso oltre 9 miliardi. Queste scelte sono state fatte però prima della guerra in+ Ucraina, quando non c’erano timori per la disponibilità del budget.

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Fondamentale una delle voci di investimento italiane, ossia il trasporto spaziale. In questo abbiamo le carte più che in regola, dato che il vettore Vega C di Avio, che corre con le insegne europee, ha fatto un perfetto primo lancio e ha un portafoglio ordini di tutto rispetto. Le altre linee di sviluppo attuali riguardano le comunicazioni satellitari, l’In-Orbit Economy che cura la riparazione o modifica dei satelliti in volo, e l’osservazione della Terra, fondamentale per i piani italiani. Il nostro Paese tende a diventare un riferimento per questo campo, con la partecipazione in primo piano al progetto della costellazione Iride, per cui è stanziato più di un miliardo sostanzialmente dal Pnrr, che verrà però gestito dal centro Esa in Italia, Estec, a Frascati. Una ragnatela di decine di mini satelliti con strumenti a bordo di varia tecnologia: ottico, radar, multispettrale, che doterà l’Europa di un sistema unico al mondo. Esa poi proporrà un piano da 150-200 milioni per il progetto Moonlight, un’altra costellazione di satelliti, ma attorno alla Luna, per il geo posizionamento e le telecomunicazioni sul nostro satellite che permetterà all’Europa di arrivare per prima. Su questo l’industria e l’università italiane sono state coinvolte in tutti gli aspetti degli studi preparatori. Siamo in pole position insomma.

A Parigi verranno anche resi noti i nomi dei due nuovi direttori per il centro tecnologico Esa, Estec, e per la divisione Scienza, posti importanti o di prestigio. L’italia “avanza” un direttorato, magari anche fra gli altri che verranno decisi entro il 2024.

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