la giornata dei mercati

L'Europa fa dietrofront nel finale, a Milano forti vendite su Fiat Chrysler

di Cheo Condina


default onloading pic
(FOTOGRAMMA)

5' di lettura

Le Borse europee si afflosciano nel finale nonostante la nuova seduta record di Wall Street con il Dow Jones che, dopo un'apertura sopra i 26mila punti, ha comunque limato i guadagni. Piazza Affari archivia la giornata con un ribasso dello 0,2% su cui pesano soprattutto le performance di due titoli protagonisti delle ultime sedute: Fiat Chrysler Automobiles e Azimut. La prima, che ieri era arrivata a sfiorare i 20 euro sulla conferma dei target da parte del Ceo Sergio Marchionne, ha chiuso con un passivo del 4,15%; la sgr, invece, ieri era balzata di oltre il 13% in scia ai dati 2017 e all'annuncio di un rafforzamento del patto di sindacato e oggi, quasi fisiologicamente, ha ceduto il 2,4%. Vendite anche su Tenaris (-2%) con il Wti che torna sotto 64 dollari al barile, per la precisione a quota 63,9 (-0,6%), e sulle banche a partire da Unicredit (-2%). In controtendenza invece le utility con Atlantia(+2,8%), A2a (+1,4% dopo l'inserimento tra le top picks di Intermonte per il primo semestre 2018) e Italgas (+1,2%). Sul fronte dei cambi, l'euro vale 1,223 dollari e risale a 135,51 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 110,75.

Realizzi su Fca dopo la grande corsa
A Piazza Affari gli occhi rimangono puntati sulle azioni di Fiat Chrysler Automobiles , che oggi ha subìto pesanti realizzi, all’indomani delle parole del numero uno, Sergio Marchionne, pronunciate al Salone dell’auto di Detroit. Parole con le quali il manager ha escluso operazioni di integrazioni con altri grandi gruppi.

«La fusione sarebbe stata la cosa peggiore che avrei potuto fare», ha dichiarato, spiegando: «Non ci avrebbero mai pagato quello che valiamo ora». Il numero uno di Fca ha inoltre incalzato che il gruppo non ha bisogno di nessuno «Siamo al pari di altri. Se noi abbiamo bisogno di qualcosa, è vero anche per gli altri». Comunque l'ad ha rinviato alla data del primo giugno, quando verrà presentato il piano industriale, per avere più chiarezza sul futuro del gruppo italo-americano, anche se la rotta specialmente in Usa sembra comunque già tracciata e destinata a passare attraverso i veicoli che rendono di più come pickup truck e Suv (che comprendono i marchi Jeep e Ram). «L'azienda ci ha visto lungo spostando la sua attenzione dalle auto ai light truck in Usa», ha detto ieri alla stampa Marchionne, confermando i target del 2017 e del 2018, anno in cui potrebbe esserci lo spinoff di Magneti Marelli con quotazione solo a Milano. Il manager ha anche dichiarato che già nel secondo trimestre di quest’anno la casa auto potrebbe riuscire ad azzerare il debito. Quanto all’eventualità di acquistare Ferrari, rumor circolato nei giorni scorsi, Marchionne ha tagliato corto asserendo: «Sono tutte menate». In Borsa le azioni di Fca prendono fiato dopo la corsa all'impazzata registrata da inizio anno. Della galassia Agnelli sono deboli anche le Cnh Industrial e le Exor, mentre sono in lieve rialzo leFerrari.

Ynap debole dopo pubblicazione vendite del 2017
Yoox Net-A-Porter Group è partita debole, ma poi ha chiuso vicino alla parità all’indomani dei numeri sulle vendite del 2017 pari a 2,1 miliardi di euro, con una crescita organica del 16,9%, e dell'11,8% reported (cambi correnti e perimetro effettivo).

Azimut rallenta dopo volata della vigilia

In rosso le azioni di Azimut che, dopo la volata di oltre il 12% della vigilia, sono partite al rialzo, ma poi nel primo pomeriggio hanno invertito rotta risentendo della pressione dei realizzi Ieri la società ha indicato di prevedere di chiudere il 2017 con «il secondo migliore utile della storia del gruppo, tra 215 e 225 milioni di euro». La società ha anche annunciato un dividendo ordinario, ancora soggetto all'ok di cda e assemblea, pari a 2 euro per azione (il doppio rispetto al 2017), «di cui indicativamente il 50% verrà corrisposto in contante e il restante 50% verrà corrisposto in natura mediante utilizzo di azioni proprie in portafoglio, sulla base di un rapporto che sarà definito in sede di delibera dal cda stesso». Si tratta di una proposta di dividendo equivalente ad un payout superiore al 100% ed uno yield del 12%. Nel 2017 il gruppo ha registrato una raccolta netta record di 6,8 miliardi, portando così il patrimonio complessivo a superare la soglia dei 50 miliardi di euro (50,4 miliardi; +16% rispetto a fine 2016). Il target indicato nel business plan quinquennale, previsto per la fine del 2019, è stato così raggiunto con due anni di anticipo. Anche alla luce di questi risultati, l’ad Sergio Albarelli ha confermato l’ultimo target rimasto da raggiungere nell’attuale piano quinquennale, ossia quello relativo al raggiungimento di un utile netto consolidato di gruppo di 300 milioni previsto entro il 2019. Il manager ha inoltre commentato che «Il titolo è lontano da suo reale valore e il fatto di proporre metà del dividendo da 2 euro in azioni è un segnale forte che si rivaluterà ancora nei prossimi mesi».

Euro sopra 1,22, petrolio in retromarcia, spread a 138 punti
Sul mercato dei cambi, l’euro è stabile sopra 1,22 nei confronti del biglietto verde, anche se si è allontanato dal top di 1,2297 segnato ieri (segui qui i cambi) . Prende fiato il petrolio (segui qui Brent e Wti), mentre lo spread italiano è in calo in area 138 punti (segui qui lo spread).

Investitori si interrogano sulle mosse della Bce

Il rebus che gli investitori cercano di risolvere è quello relativo alla politica monetaria della Banca centrale europea. Se fino a qualche settimana fa gli esperti mettevano in conto un eventuale rialzo del costo del denaro a 2019 inoltrato, da fine dicembre iniziano a scommettere su un rialzo del costo del denaro già a fine 2018, subito dopo la fine del quantitative easing che potrebbe avvenire a partire da ottobre, con gli acquisti dell’istituto centrale che da trenta miliardi di euro al mese, come adesso, si azzereranno. Proprio ieri Ardo Hansson, capo della Banca centrale estone e membro del comitato a 25 della Bce, ha dichiarato che l'Eurotower potrebbe interrompere il suo programma di acquisto di titoli di Stato nel mese di ottobre 2018 se l'economia della zona euro continuerà ad andare bene. «Credo che potremmo passare a zero in un unico passo senza problemi», ha detto Hansson, riferendosi agli acquisti della Bce.

Inflazione italiana 107 all'1,2%, in Germania all'1,8%

Intanto dal fronte macro è emerso che la crescita dei prezzi al consumo in Germania a dicembre si è confermata allo 0,6% mensile e all'1,7% tendenziale secondo i dati definitivi dell'istituto federale di statistica Destatis. L'inflazione rallenta quindi leggermente rispetto a novembre soprattutto per la netta frenata dei prezzi energetici (+1,3% contro un +3,7% a novembre). Nell'intero 2018
i prezzi al consumo tedeschi sono saliti dell'1,8%, come non avveniva dal 2014. In Italia, secondo le rilevazioni di Istat, nel 2017 i prezzi al consumo sono tornati a crescere, dopo la flessione dello 0,1%del 2016., registrando un progresso dell’1,2%. L’ufficio nazionale di statistica ha infatti confermato la stima iniziale di un rialzo su base mensile dei prezzi di dicembre dello 0,4% e dello 0,9% su base annua. Tuttavia il dato dell’inflazione italiana dell’intero 2017 è ancora lontano dal target del 2% indicato dalla Banca centrale europea. Per altro l’inflazione di base, quella al netto di energia e alimenti, è stata dello 0,7%, contro lo 0,5% dell’anno prima.Sempre oggi l’Istat ha indicato che a novembre il surplus commerciale della bilancia italiana è stato pari a 4,8 miliardi, in miglioramento dai 4 miliardi del novembre 2016. Così nei primi undici mesi dell'anno l'avanzo commerciale ha raggiunto i 42,2 miliardi, con una crescita sostenuta sia per l'export (+7,9%) sia per l'import (+9,5%)

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...