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L’Europa perde il 24,3% delle immatricolazioni, il 2020 è l’anno nero dell’auto

I marchi confluiti nel Gruppo Stellantis rappresentano una quota del 20,3% del mercato nel Vecchio Continente, secondi dopo Volkswagen

di Filomena Greco

Auto: immatricolazioni Ue ancora giù a novembre -12%, Fca -2,6%

I marchi confluiti nel Gruppo Stellantis rappresentano una quota del 20,3% del mercato nel Vecchio Continente, secondi dopo Volkswagen


3' di lettura

L’Europa dell’auto ha perso nel 2020 un quarto dei suoi volumi. Questo il bilancio definitivo di un anno che il settore automotive farà fatica a dimenticare. Le immatricolazioni nell’intera area, compreso dunque Regno Unico e Efta, sono calate del 24,3%, a quota 11 milioni e 961.182 unità. Un livello, ricorda il Centro Studi Promotor, che torna al 1994, 26 anni fa.
Lockdown e pandemia da Covid 19 non hanno risparmiato alcun paese, con le vendite in calo in tutti e 30 i mercati dell’area e un picco negativo in Croazia, dove le immatricolazioni sono crollate del 42,8%.

Si tratta, come evidenzia l’Acea, l’organizzazione europea a che raccoglie le case automobilistiche, del calo più pesante nella storia del settore, con una perdita netta di quasi quattro milioni di esemplari sul mercato. Nel mese di dicembre, in particolare, la contrazione delle immatricolazioni è stata del 3,7%, contenuta per effetto dei provvedimenti adottati per sostenere il mercato in alcuni paesi, con Francia e Italia che hanno registrato cali a due cifre mentre la Germania è cresciuta nel mese del 9,9%, stabile infine la Spagna. Le prospettive per il 2021, però, restano fortemente negative sia per l’andamento della pandemia che per l’esaurirsi nel corso del 2020 di importanti misure di sostegno della domanda, non rinnovate nell’anno in corso.

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Volkswagen, il primo gruppo europeo per volumi perde il 21,7% delle immatricolazioni nell’anno e aumenta la sua quota di mercato di quasi un punto, al 25,4%. Alla luce della fusione, i marchi della neonata Stellantis rappresentano nel Vecchio Continente il 20,3% della quota di mercato, con un calo nell’anno del 26% per Fca e del 30,3% per il Gruppo Psa. Recuperano entrambi nel mese di dicembre che chiude con volumi in crescita grazie alle performance di tutti i brand di casa Fca – Jeep ad esempio cresce del 19,7% – e di Opel per quanto riguarda la scuderia Psa.

Renault mantiene la terza posizione sul mercato europeo e perde nel 2020 un quarto dei volumi mentre chiude il mese di dicembre a -15,6%. Bmw e Hunday migliorano la quota di mercato in Europa ma perdono nell’anno rispettivamente il 19,2 e il 21%. Toyota riduce le perdite e fa meglio del mercato con un calo delle immatricolazioni al 13% e una quota di mercato salita dal 5,1 al 5,8. Ford scivola dal 6,1 al 5,5% e perde nel corso dell’anno il 31,7% di immatricolazioni.

Mobilità elettrica spinta dagli incentivi

Sono stati gli incentivi varati dai governi per ridurre il calo di mercato ad aver spinto in avanti la mobilità elettrica, che ha visto crescere la sua quota di mercato, come sottolinea Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor. Tra i mercati più sensibili alla nuova mobilità ci sono la Germania e il Regno Unito, che hanno superato il tetto del 10%. Tra i 5 major market, meglio di tutti ha resistito la Germania dove le immatricolazioni sono calate del 19,1%, peggio fa la Francia che nonostante un piano di incentivi sostanzioso a sostegno della domanda chiude con un calo del 25,5%. Al terzo posto l’Italia con una perdita del 27,9% sul 2019. Il Regno Unito ha fatto registrare un calo del 29,4% e la Spagna chiude in maglia nera (-32,3%) nonostante il recupero di dicembre.

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