tecnologia

L’Europa pubblica un codice etico sull’intelligenza artificiale. Ecco cosa dice

di Luca Tremolada


default onloading pic

2' di lettura

L'Europa ha pubblicato ieri un codice etico sull'intelligenza artificiale (Ai). Da martedì è online un documento che contiene le linee guida per illustrare soluzioni tecniche e non tecniche su come fornire trasparenza e responsabilità intorno all'Ai, e incoraggiare le aziende e i ricercatori a sviluppare protezioni della privacy, non discriminazione e supervisione umana nei loro progetti in una fase iniziale. Il documento è aperto a suggerimenti in attesa della versione definitiva che arriverà a marzo dell’anno prossimo.

Cosa contiene. Il ruolo della dignità umana è al centro di questo codice. L'Ai non dovrà mai danneggiare gli esseri umani (ma pure gli animali o la natura); questa tutela dovrà essere garantita sotto diversi profili: quello della dignità, della sicurezza fisica, psicologica e finanziaria. Inoltre, si legge, le macchine intelligenti dovranno sempre operare in favore della realizzazione

dell'autonomia dell'uomo e mai riducendola.

Secondo i i 52 esperti selezionati dal mondo accademico, dell'industria e della società civile che hanno lavorato per conto della Commissione europea al documento, va evitata un'eccessiva dipendenza da questi software per salvaguardare l'autonomia dell'uomo. È indispensabile inoltre -ed è questo forse il punto più importante- che i meccanismi di funzionamento di questi dispositivi siano trasparenti, accessibili e in linea di principio comprensibili a tutti, in modo tale che lo sfruttamento delle loro potenzialità vada a beneficio della collettività e non del singolo e in modo che non venga permessa alcun tipo di discriminazione nei confronti delle minoranze

La mossa dell'Europa. L'Ue sta spingendo affinché aziende e ricercatori sviluppino l'intelligenza artificiale in modo etico e trasparente. Le linee guide vanno in questa direzione e distinguono l’Europa nell’approccio a

questa tecnologia di Stati Uniti o Cina. Su questa tecnologia, ricordiamo, il Vecchio Continente è in grande ritardo. Sopratutto nei confronti delle grandi multinazionali. cino-californiane come Amazon, Facebook, Microsoft e Baidu che hanno accesso a una mole di dati superiore alla nostra, anche perché l’Europa non ha piattaforme digitali globali. Per questo l’anno scorso si è data l’obiettivo di aumentare gli investimenti con almeno 20 miliardi di euro (22,8 miliardi di dollari) nella ricerca dell'intelligenza artificiale entro il 2020 e la stessa quantità all'anno nel decennio successivo. Insieme agli investimenti, l'Ue scommette sul fatto che questo documento contribuirà a generare fiducia da parte degli utenti. La strada sembra quella che è stata imboccata con la Gdpr per la protezione dei dati: fissare regole che valgono per tutti e a tutela dei consumatori e delle aziende.

loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti