il negoziatore ue

L’Europa sarà equa e trasparente nel negoziato sulla Brexit

di Michel Barnier (*)

(Foto Epa)

3' di lettura

La decisione del popolo britannico di lasciare l'Unione Europea pone i nostri 44 anni di storia comune all’interno del progetto europeo di fronte a un bivio. Mercoledì prossimo Theresa May, il primo ministro del Regno Unito, avvierà l’iter regolato dall’articolo 50, mettendo in moto una serie di negoziati fra il Regno Unito e il resto dell’Unione Europea che non ha precedenti a cui fare riferimento. In questi negoziati noi difenderemo, con equità ma con fermezza, i nostri interessi in quanto unione di 27 Stati membri. Non serve dire che uno scenario in cui non si riuscisse a raggiungere nessun accordo, che è una possibilità concreta, avrebbe conseguenze gravi per i nostri cittadini e le nostre economie. È indubbio che a rimetterci di più sarebbe il Regno Unito.

Sconvolgimenti dei trasporti aerei e lunghe file al porto di Dover sono solo alcuni fra i tanti esempi delle conseguenze negative di un mancato accordo. Un altro problema serio sarebbe rappresentato dagli sconvolgimenti delle catene logistiche, inclusa la sospensione delle forniture di materiale nucleare al Regno Unito.

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Anche se per i 27 Stati membri dell’Unione sarebbe più semplice sopportare il colpo (perché continuerebbero a beneficiare dei vantaggi economici del mercato unico, dell’unione doganale e degli oltre 60 accordi commerciali con i partner internazionali), riteniamo che sia nell’interesse di entrambe le parti raggiungere un’intesa su un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione Europea. È il solo modo per proteggere adeguatamente i diritti dei cittadini comunitari. Per giungere a un accordo servirà che i 27 siano uniti, durante questi due anni di negoziati. Non è soltanto nell’interesse degli Stati rimasti nell’Unione: il Regno Unito avrà bisogno che tutta l’Unione Europea sia concorde per poter sottoscrivere un accordo, e dunque l’unità dell’Europa è un requisito essenziale. L’unità dei 27 sarà più forte se sarà basata su una piena trasparenza e un dibattito pubblico. Non abbiamo nulla da nascondere.

In questi negoziati noi difenderemo, con equità ma con fermezza, i nostri interessi in quanto unione di 27 Stati membri

Quando ci siederemo al tavolo negoziale dovremo immediatamente affrontare una serie di incertezze create dalla decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione. Innanzitutto sarà necessario tutelare i diritti dei 4,5 milioni di cittadini che si trovano confrontati a un futuro incerto nel luogo che chiamano casa. I 27 Stati membri, e la Commissione europea, si impegneranno con tutte le loro forze per preservare i diritti dei cittadini europei in tutto il nostro continente. Siamo pronti a discutere di questo tema fin dal primo giorno.

I beneficiari dei programmi finanziati con i fondi europei devono sapere se possono continuare a contare sul nostro supporto. Non perché ci sia un prezzo da pagare per lasciare l’Unione Europea, ma perché è necessario regolare i conti. I 27 Stati membri onoreranno i loro impegni e ci attendiamo che il Regno Unito faccia lo stesso, perché è un modo di agire reciprocamente responsabile.
Molti cittadini europei dovranno affrontare le conseguenze di ritrovarsi a vivere lungo i nuovi confini esterni dell’Unione Europea. Non sosterremo nessuna posizione che indebolisca il dialogo e la pace in Irlanda del Nord. Ma perché questo succeda è necessario che il Regno Unito si assuma le sue responsabilità come co-garante dell’Accordo del Venerdì Santo, un elemento centrale del processo di pace.

Se non riusciremo a risolvere queste tre importanti incertezze in tempi rapidi, correremo il rischio di andare incontro a un fallimento. Fare le cose nell’ordine corretto accresce le speranze di arrivare a un’intesa. Questo significa che prima di negoziare qualunque trattato commerciale futuro sarà necessario raggiungere un’intesa su un’uscita ordinata dal Regno Unito. Prima ci accorderemo su questi principi, più tempo rimarrà per discutere della nostra collaborazione futura.

Questa collaborazione potrà essere basata su un ambizioso accordo di libero scambio, purché assicuri una concorrenza equa e garantisca standard elevati in tema di protezione dell’ambiente, tutele sociali e difesa dei consumatori. Potrebbe includere anche una cooperazione in diversi campi, in particolare sicurezza e difesa. L’attentato a Londra della scorsa settimana ci ricorda in modo tragico il nostro interesse comune nella lotta contro il terrorismo.

La mia convinzione personale è sempre stata che il Regno Unito e l’Unione Europea hanno valori e interessi in comune. Questo non cambierà.
L’autore è il negoziatore capo dell’Unione Europea per le trattative con il Regno Unito sulla Brexit.

* Responsabile dei negoziati sulla Brexit per la Commissione europea

(Traduzione di Fabio Galimberti)

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