ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

L'Europa tira il fiato dopo il rally di Natale. Milano chiude a -0,37%, spread giù a 133

In un clima semifestivo, gli scambi sono stati ridotti e legati ad aggiustamenti di portafoglio.Anche Wall Street ha registrato un andamento incerto

di Eleonora Micheli e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici del 29 dicembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in lieve calo per le Borse europee, che hanno preso fiato dopo la corsa delle ultime cinque sedute e in vista della chiusura dell’anno. Gli scambi sono stati ridotti in un periodo semivacanziero. Gli operatori si interrogano sulla ripresa del 2022 e intanto cercano di comprendere l’impatto della variante Omicron, che pur essendo meno pericolosa, fa innalzare a livello esponenziale i contagi, mettendo a rischio la tenuta dei sistemi produttivi. A tal riguardo numerosi Paesi stanno adottando misure per ridurre i tempi delle quarantene per asintomatici e contatti di positivi. Il FTSE MIB ha chiuso in calo dello 0,37%, mentre lo spread è notevolmente calato in area 133,6 punti. A Parigi il CAC 40 ha perso lo 0,27% e a Francoforte il DAX 40 lo 0,70%. Ha terminato le contrattazioni in territorio positivo, invece, Londra (+0,66%) che ha riaperto dopo la pausa natalizia.

Wall Street contrastata

Wall Street chiude contrastata ma con lo S&P 500 che tocca la sua 70esima chiusura record dell’anno. Il Dow Jones sale dello 0,25% a 36.488,63 punti, il Nasdaq perde lo 0,10% a 15.766,21 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,14% a 4.793,60 punti. Gli investitori guardano con ottimismo al nuovo anno, durante il quale si attendono che la ripresa economica vada avanti e che le società quotate continuino a registrare trimestrali solide. In più gli analisti sono sempre più convinti che la variante Omicron del coronavirus non porterà a restrizioni più dure e non influirà quindi sulla ripresa.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano Bper e Sondrio sotto osservazione

A Piazza Affari le vendite che hanno colpito soprattutto Nexi (-1,3%) ed Eni (-1%), mentre è rimasta alta l'attenzione su Banca Pop Er (+0,77%), dopo che l'agenzia Moody's ha migliorato l'outlook sul rating a lungo termine "Ba3" a "positivo" da "stabile" e dopo la notizia che l'istituto ha raggiunto un accordo con i sindacati sul processo di «ottimizzazione degli organici» che prevede l'uscita di 1.700 dipendenti anche con il ricorso al Fondo di solidarietà del settore. Ma soprattutto gli investitori scommettono che Bper possa essere presto protagonista della creazione di un terzo polo bancario, complice anche l'assemblea della Banca Pop Sondrio (+1,5%), che ha dato il via libera alla trasformazione in Spa. Va ricordato infatti che Unipol (-0,69%) è socia al 9% di Banca popolare di Sondrio e al 20% di Bper. Il ceo di Unipol, Carlo Cimbri, del resto, non ha mai nascosto il suo interesse per la banca valtellinese, ma nel contempo ha sempre chiarito di non voler fare alcun blitz nel capitale. Comunque la partita su Sondrio, secondo gli osservatori, sarà lunga e non c'è alcuna necessità di forzare la mano. Peraltro, anche un eventuale dossier Banca Carige, se dovesse maturare, non andrà a impattare minimamente sulle dinamiche con l'istituto valtellinese. Quanto alle altre banche quotate, Banco Bpm ha chiuso sulla parità, Mediobanca ha limato dello 0,15%, Intesa Sanpaolo dello 0,28% e Unicredit dello 0,29%

Inwit la migliore del Ftse Mib, frena la galassia Agnelli

A Piazza Affari la maggior parte dei titoli ha risentito di movimenti legati ad aggiustamenti di portafoglio. Comunque la migliore performance del Ftse Mib è stata quella di Inwit, che ha guadagnato lo 0,86% Tra i titoli che hanno chiuso in terreno positivo ci sono anche Amplifon (+0,66%), Davide Campari (+0,63%), Moncler (+0,53%) eItalgas (+0,53%). Il cambio di passo del prezzo del petrolio nel corso della seduta non ha sostenuto i titoli del comparto, che hanno terminato sotto la parità: sono andate male oltre alle Eni (-1%), anche le Saipem (-0,64%) e le Tenaris (-0,17%). Penalizzata dalle vendite la galassia Agnelli-Elkann, con la holding Exor in flessione dello 0,96%, Stellantis giù dello 0,90%, in una giornata di vendite per il comparto auto europeo (-1,11% lo Stoxx600 Auto), Ferrari dello 0,79%. Cnh Industrial ha limitato i danni (-0,20%) dopo aver passato la prima parte della seduta in fondo al Ftse Mib, piegata dai realizzi dopo le nuove performance messe a segno in attesa dello scorporo di Iveco Group, che sarà effettivo dal primo gennaio 2022, con la nuova società quotata a Piazza Affari dal 3 gennaio. Deboli anche Atlantia (-0,90%) e Leonardo - Finmeccanica(-0,88%).

Vola Beghelli, esordio incandescente per Finanza.Tech

Fuori dal paniere principale, le Beghelli sono volate del 20,64%. La giornata è stata poco mossa anche per le banche fuori dal segmento principale, con Bca Carige che ha chiuso invariata, Banca Mps che è scivolata dello 0,49%. Banco Desio Br , inoltre, ha perso l'1,64%. Su Euronext Growth Milan, la debuttante Finanza.Tech ha chiuso con un +50%, rispetto al prezzo di collocamento di 1,2 euro per azione. Per altr per gran parte della seduta le azioni sono rimaste sospese. «La chiusura con successo del bookbuilding e l’ammissione alle negoziazioni di Finanza.tech è un grande risultato. Gli investitori hanno dato fiducia al nostro progetto e al nostro modello di business» e la quotazione «è solo l’inizio di un percorso pluriennale di crescita», ha commentato il fondatore e a.d. Nicola Occhinegro.Hanno inoltre continuato a correre le Directa Sim, segnando un +25,97%.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro si rafforza su dollaro, greggio in rialzo dopo scorte Usa

Sul mercato dei cambi, l'euro vale 1,1349 dollari (1,13 in avvio e 1,1294 ieri in chiusura) e 130,445 yen (129,87 e 129,69), quando il dollaro passa di mano a 114,906 yen (114,89 e 114,71). Dopo aver passato la maggior parte della seduta in calo, il prezzo del petrolio è tornato a salire, con le scorte settimanali Usa scese oltre le attese. Nel dettaglio la scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite per l'ottava volta nelle ultime 15 settimane e lo hanno fatto più di quanto atteso dagli esperti, registrando un calo di 3,576 milioni di barili a 419,995 milioni di unità, contro attese per un -3,2 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono diminuiti di 1,459 milioni di barili a 222,659 milioni di barili, contro attese per un +0,2 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un ribasso di 1,726 milioni di barili a 122,428 milioni di barili, contro stime per un +0,2 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è aumentata di 0,1 punti all'89,7%, contro attese per un dato all'89,4%.

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