ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista

«L’Europa traina i conti di Vf e l’Italia diventa strategica»

Il presidente dell’area Emea Martino Scabbia Guerrini spiega la visione per il futuro del gruppo americano che ha in portafoglio marchi come Vans, The North Face e Timberland

di Giulia Crivelli

2' di lettura

L’esercizio fiscale di Vf è iniziato bene: nel primo trimestre, chiuso il 2 luglio, il gruppo americano di casual e sportswear è cresciuto del 7% a 2,3 miliardi di dollari, trainato dai suoi quattro marchi di punta (The North Face, Vans, Timberland e Dickies) e dai mercati Emea, che hanno chiuso il periodo aprile-giugno sfiorando i 600 milioni di dollari, con un balzo del 24% rispetto al primo trimestre fiscale dell’esercizio precedente. A spiegare l’ottimo andamento dell’Europa è Martino Scabbia Guerrini, executive vicepresident del gruppo e presidente per l’area Emea.

Insieme al Nord America, l’Europa ha compensato il calo di vendite in Asia-Pacifico. Vi aspettavate questo ribilanciamento?

Loading...

I segnali erano arrivati dallo scorso esercizio fiscale, chiuso il 2 aprile a 11,8 miliardi di dollari di fatturato, in crescita del 28% sull’esercizio 21-22: negli Stati Uniti la crescita era stata del 33%, a 6,18 miliardi, al secondo posto l’area Emea, a 3,34 miliardi (+30%) e poi l’Asia-Pacifico, che aveva già iniziato a rallentare, crescendo “solo” a una cifra. Ma come sappiamo nella prima parte di quest’anno in Cina sono proseguiti i lockdown e c’è molta incertezza, nell’area, sul futuro a breve. In Europa, almeno fino a questo punto, i consumatori hanno continuato a riassaporare la libertà riconquistata e a riabbracciare la vita all’aperto. I nostri marchi, non solo i quattro di punta, sono perfetti per questa scelta: The North Face, che da solo vale quasi mezzo miliardo di dollari di ricavi, è cresciuto del 37% a livello globale. Timberland ha chiuso il trimestre a 270 milioni (+17%), e questi due marchi del gruppo Vf sono, non a caso, tra quelli di maggior successo in Europa.

Come procede l’integrazione tra negozi fisici e web?

I mesi più difficili della pandemia ci hanno permesso di riflettere sui progetti di medio e lungo termine, visto che l’operatività giornaliera era forzosamente ridotta. Forse più di altre aziende abbiamo accelerato sulla digitalizzazione, che va ben oltre l’e-commerce, sull’evoluzione dei negozi e sulla sostenibilità. La crescita
a due cifre indica che stiamo raccogliendo i frutti
degli sforzi economici e di evoluzione della cultura aziendale in tutti i campi.

Il format del flagship di Milano, aperto alla fine del 2020, sarà applicato anche altrove?

Il grande negozio di via Orefici 11 (foto in alto) è diventato una destinazione per i clienti locali e per chi viene da fuori proprio perché è una vetrina di prodotti e forse ancora di più di idee, con un calendario di eventi e iniziative, e dove ci sarà sempre più rotazione tra i brand meno conosciuti di Vf. Una formula che stiamo estendendo ad altre città: come spesso accade nel nostro mondo, quel che funziona in Italia può funzionare ovunque.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti