COMMISSIONE UE

Commissione Ue, Europarlamento boccia la candidata francese Sylvie Goulard. Smacco per Macron

Goulard è contestata a causa di una irregolarità amministrativa relativa a un suo assistente parlamentare e della consulenza remunerata per un think tank americano durante il suo mandato di eurodeputata

di Beda Romano


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3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Dopo un lungo tira-e-molla e ben due audizioni, la candidata commissaria all'industria e al mercato unico, la francese Sylvie Goulard, è stata bocciata da una commissione del Parlamento europeo. La clamorosa decisione, legata a due vicende poco chiare che riguardono l'ex deputata europea, getta nell'incertezza il futuro della Commissione von der Leyen. Si rischia il rinvio del voto di voto di fiducia previsto il 23 ottobre. L'Eliseo ha denunciato “un gioco politico” da parte del Parlamento europeo.

Solo i liberali a suo favore
La clamorosa bocciatura è intervenuta in un voto a scrutinio segreto qui a Bruxelles. Secondo le informazioni trapelate dal Parlamento europeo, 82 deputati si sono opposti alla candidatura, 29 si sono detti favorevoli e un parlamentare si è astenuto. A esprimersi contro la signora Goulard sono stati chiaramente i popolari, i conservatori, i verdi, la sinistra radicale, i nazionalisti. A favore i liberali, da cui l'ex deputata europea proviene. Più incerti i socialisti.

Il voto è giunto dopo che nel corso di due diverse audizioni la signora Goulard non è riuscita a convincere i deputati. Ex parlamentare, ex ministra, ex banchiere centrale, l'esponente politica è coinvolta in una inchiesta francese sui modi in cui ha dato lavoro ai suoi assistenti parlamentari, offrendo sospette occupazioni fittizie. Inoltre, ai deputati non è piaciuto che durante il suo mandato a Strasburgo sia stata remunerata, pur legalmente, da una fondazione americana, il Berggruen Institute.

Un affronto per Macron
Politicamente, la bocciatura della signora Goulard è un affronto al presidente Emmanuel Macron, che ha proposto la sua candidatura nonostante i tanti avvisi contrari. Molti osservatori ritengono che il partito popolare abbia voluto bocciare la candidata commissaria per vendicarsi della scelta del leader francese di silurare il principio dello Spitzenkandidat, ossia della nomina a presidente della Commissione del capolista del partito vincitore alle ultime elezioni europee.

Portafoglio troppo ampio
Altri ritengono che dietro alla bocciatura possa nascondersi il timore di affidare a un solo commissario un portafoglio amplissimo, che comprende la difesa, lo spazio, il digitale, l'industria e il mercato unico. “Prendo atto della decisione del Parlamento europeo nel rispetto della democrazia. Ringrazio il presidente della Repubblica e Ursula von der Leyen per la loro fiducia e tutti i deputati che hanno votato per me”, ha scritto su Twitter la signora Goulard.

Dal canto suo, il presidente Macron è stato molto duro. Parlando da Lione, ha detto “di non capire” le ragioni dietro al voto contrario contro la sua candidata commissaria. “Mi sono battuto per per un portafoglio, ho presentato tre nomi. Mi è stato detto ‘il suo nome è formidabile, lo prendiamo'. E poi in ultima analisi mi si dice: “Non lo vogliamo più'. Ho bisogno di una spiegazione”. Ha evocato da parte dei deputati “rissentimento” e anche “bassezze”.

La parola passa alla von der Leyen
Cosa succederà ora? Si apre un negoziato tra il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Macron. In ultima analisi, la scelta dipende dalla signora von der Leyen. Quest'ultima potrebbe chiedere alla Francia di nominare un nuovo candidato. Oppure potrebbe optare per un rimpasto delle competenze nella speranza che ciò possa convincere i parlamentari.
Infine la signora von der Leyen potrebbe decidere di oltrepassare la scelta del Parlamento europeo e chiedere comunque la fiducia dell'assemblea, poiché le audizioni come tali non sono previste dai Trattati e non hanno valore giuridico. Quest'ultima possibilità appare a questo punto poco probabile, tenuto conto dell'ampia maggioranza che si è venuta a formare contro la signora Goulard, così come della risicata maggioranza che la stessa signora von der Leyen ha ottenuto nel suo voto di fiducia a metà luglio.

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