APPROVATA RISOLUZIONE

L’Europarlamento dichiara l’emergenza climatica: «Ridurre le emissioni del 55% entro il 2030»

L'Unione europea dovrebbe ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 per diventare climaticamente neutrale entro il 2050; anche trasporti marittimi e aerei devono ridurre le emissioni


Eurocamera, e' emergenza clima, piu' tagli a emissioni

3' di lettura

La Commissione Ue deve garantire che tutte le proposte siano in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C; l'Unione europea dovrebbe ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 per diventare climaticamente neutrale entro il 2050; anche trasporti marittimi e aerei devono ridurre le emissioni. È quanto chiede l'Europarlamento con una risoluzione sulla dichiarazione di “emergenza climatica e ambientale” stata approvata con 429 voti a favore, 225 contrari e 19 astensioni.

Inoltre gli eurodeputati chiedono alla Ue di impegnarsi alla conferenza delle Nazioni Unite COP25 che si volge a Madrid dal 2 al 13 dicembre per una riduzione a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. Nella nuova fase politica europea le risoluzioni parlamentari acquisiscono un significato politico rilevante dato l'impegno della presidente della Commissione von der Leyen di «dare ascolto» alle sollecitazioni dei deputati. L'obiettivo attuale della Ue è di ridurre le emissioni del 40% entro il 2030.

Inserire il trasporto marittimo nello scambio delle emissioni
Il Parlamento nella risoluzione approvata a Strasburgo ha voluto dichiarare formalmente che nel mondo esiste “un'emergenza climatica e ambientale” e di qui la richiesta alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio siano pienamente in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale. Per gli eurodeputati le ambizioni attuali del trasporto aereo e marittimo non sono all'altezza delle riduzioni necessarie riduzioni delle emissioni. Tutti i Paesi dovrebbero includere tali emissioni nei loro piani di contribuzione nazionale. Chiedono inoltre alla Commissione di proporre l'inclusione del settore marittimo nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione (Ets).

Poi l'Europarlamento indica che gli Stati dovrebbero almeno raddoppiare i loro contributi al Fondo verde internazionale per il clima. Gli impegni dei paesi sviluppati non raggiungono l'obiettivo collettivo di 100 miliardi di dollari all'anno a partire dal 2020. Infine si chiede con urgenza a tutti i Paesi Ue di eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette per i combustibili fossili entro il 2020.

La risoluzione sulla COP25 è stata approvata con 430 voti favorevoli, 190 contrari e 34 astensioni. Diversi Stati, amministrazioni locali e scienziati hanno dichiarato che il pianeta sta affrontando un'emergenza climatica. La Commissione europea ha già proposto l'obiettivo delle emissioni nette-zero entro il 2050, ma il Consiglio europeo non l'ha ancora approvato poiché Polonia, Ungheria e Cechia sono contrarie.

«Una sede unica per l’Europarlamento»
L'Eurocamera ha anche approvato una risoluzione che chiede «una sede unica del Parlamento europeo». È il contenuto di un emendamento presentato dai Conservatori Ecr alla risoluzione per dichiarare l'emergenza climatica in Europa, passato con 405 sì, 219 contrari e 41 astensioni. Oltre all'Ecr, hanno votato per l'abolizione della doppia sede di Strasburgo la maggioranza degli eurodeputati del Ppe, di Renew Europe, dei Verdi, di Identità e democrazia (Id), mentre la Sinistra Gue si è spaccata e la maggioranza dei socialisti S&D ha votato contro.
In aula è passata anche la prima parte dell'emendamento dell'Ecr, spezzato in due prima del voto, in cui l'Eurocamera propone di «adottare misure proprie per ridurre le emissioni» di CO2, inclusa la sostituzione dei suoi attuali veicoli con altri «a zero emissioni».

Per approfondire:
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