ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCINQUE VOLTE IL BUDGET EURoPEO

L’evasione può costare 825 miliardi agli stati Ue. Maglia nera? L’Italia

di Alberto Magnani


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(M. Schuppich - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il «tax gap», il totale di tasse evase, potrebbe costare agli stati membri della Ue l’equivalente di 825 miliardi di euro: una cifra pari a cinque volte i 166 miliardi di euro di spese previste dal budget comunitario per il 2019. In cima alla lista dei paesi con più buchi nel proprio erario svettano Francia, Germania e Italia, il paese che “vanta” il tax gap maggiore in valori assoluti: 190,9 miliardi di euro. È quanto emerge da un report pubblicato per conto del gruppo dei socialdemocratici europei da Richard Murphy, professore in economia politica internazionale alla City University di Londra.

L’indagine, elaborata su dati riferiti al 2015, prova a quantificare la perdita generata dal non pagamento delle imposte nei paesi membri della Ue. La buona notizia, fa notare l’autore, è che il gap fiscale si è ridotto dell’11,8% rispetto alle rilevazioni risalenti al 2009. Quella cattiva è che siamo comunque di fronte a volumi importanti di evasione domestica, erodendo una quota di entrate che arriva incidere fino al 30% dell’incasso atteso.

Il peso dell’economia-ombra sulla crescita
Il report, spiega Murphy al Sole 24 Ore, cerca di sviluppare «un’approssimazione» dei costi sociali delle pratiche di evasione fiscale. Il «tax gap» può essere inteso sia come un tax policy gap (la scelta governativa di esentare alcuni settori o categorie di contribuenti, penalizzando le entrate complessive) sia come tax compliance gap: lo scarto fra il gettito che dovrebbe essere raccolto al pieno di efficenza di un sistema fiscale e il gettito davvero contabilizzato da uno stato. L’indagine si focalizza solo sul secondo caso, «che a a sua volta viene fatto corrispondere qui solo all’evasione - dice Murphy - Ovviamente ci sono altri casi di ’tax gap’, ma qui ci concentriamo su uno di quelli che crea più disuguaglianze». Il calcolo del “nero” è affidato a tre indicatori: l’evasione media dell’Iva nei paesi Ue, estratta dalle rilevazioni dell’agenzia Eurostat; uno studio pubblicato dal Fondo monetario internazionale sulle dimensioni delle «economie ombra» nel mondo, incentrato sull’impatto sul Pil di comportamenti illeciti; uno studio accademico a cura dell’economista Konrad Raczkowski sull’evasione nei paesi Ue.

In Italia evasi 190 miliardi in un anno
Risultato finale? Nei vari paesi europei, il gap medio di tasse evase oscilla da minimi del 7,98% in Lussemburgo (ben più attivo però sul fronte delle politiche di «ottimizzazione fiscale», cioè di sconti ad hoc per le aziende ) a massimi del 29,5% in Romania. L’Italia si colloca fra i paesi più inclini all’evasione sia in valori percentuali (il tax gap è del 23,28%) sia, e soprattutto, in valori assoluti: circa 190 miliardi di euro, 65 miliardi in più rispetto ai 125 della Germania e circa 73 miliardi in più rispetto ai 117,9 miliardi della Francia. Cifre che non meravigliano, se si considera che la Penisola ha bruciato solo nel 2016 un totale di 35,9 miliardi di Iva non incassata . «L’Italia sconta un problema storico di debolezza politica nella raccolta delle tasse - dice Murphy - Per migliorare l’efficacia servirebbe un sistema più efficente, è vero. Ma anche un cambiamento politico, che non vedo».

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