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L’ex consigliere diplomatico di Draghi: con la crisi in Ucraina rafforzato il legame Ue-Nato ma nessuna strategia sull’energia

L'ambasciatore, intervenuto a un webinar organizzato dalla 24Ore Business school, ripercorre tutti i principali dossier affrontati nel corso della sua permanenza a Palazzo Chigi

di Dino Pesole

(Ansa)

3' di lettura

Non vi è dubbio che l'Europa con la crisi in Ucraina si sia rafforzata soprattutto sulle strategie che condivide con la Nato, e ha reso ancor più stabile il legame transatlantico in quella che è stata percepita fin dall'inizio come una grave minaccia nel cuore dell'Europa. Per quel che riguarda invece la strategia messa in atto finora per far fronte alle conseguenze economiche del conflitto, soprattutto sul versante dell'energia, non vi è stato quel cambio di paradigma che si è messo in atto in seguito alla pandemia.

L’ex consigliere diplomatico di Draghi Mattiolo

L'ambasciatore Luigi Mattiolo, ex consigliere diplomatico di Mario Draghi, intervenuto a un webinar organizzato dalla 24Ore Business school, ripercorre tutti i principali dossier affrontati nel corso della sua permanenza a Palazzo Chigi. Certamente il risultato ottenuto al termine del G20 nell'ottobre del 2021 è da ascrivere tra le esperienze più rilevanti del suo mandato, al pari della preparazione dei vari vertici internazionali e dei diversi “bilaterali”. Nonostante le resistenza di Cina, India, Russia, Indonesia, “si è arrivati a un accordo sul clima che prevede il tetto di 1,5 gradi per la crescita della temperatura globale e un fondo di 100 miliardi per i Paesi in via di sviluppo”. Il summit “è il risultato di una squadra di 25 e 35enni, che mi hanno dato supporto in termini di competenze, energia ed entusiasmo. Insomma, ha concluso, rimanere chiusi nella Nuvola dell'Eur di Roma è stata una questione di tattica e lavoro negoziale, che sono poi il fulcro del lavoro diplomatico. Ci sono stati attimi in cui ho vacillato, ma il momento più difficile si è rivelato il momento che più mi ha dato soddisfazione”.

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Price cap sul prezzo del gas

Mattiolo ricorda come sia stata l'Italia a presentare per prima in sede europea la proposta di un price cap sul prezzo del gas. Ora a pochi giorni dal prossimo Consiglio europeo si discute se e come proseguire sulla strada tracciata dalla Commissione europea, che tuttavia ha proposto un tetto troppo alto, e non è ancora del tutto chiaro quando debba eventualmente essere attivato e in quale arco temporale debba poter dispiegare i suoi effetti. Mattiolo è stato tra l'altro ambasciatore in Israele, Turchia e in Germania e ritiene che il ruolo di Erdogan possa essere rilevante nel costruire in questa fase le condizioni per l'apertura di un negoziato tra Russia e Ucraina. “Non dimentichiamo che la Turchia è l'unico paese della Nato che da mesi dialoga sia con Mosca che con Kiev, ed ha già avuto un ruolo centrale nello sblocco delle esportazioni di cereali verso l'Africa. Altrimenti sarebbe stata una catastrofe alimentare. La Turchia dovrà far parte del meccanismo di sicurezza che avrà il compito di fornire garanzie all'Ucraina quando si arriverà al tavolo del negoziato”.

Cina, cambio di indirizzo negli ultimi mesi

Quanto alla Cina, il cui atteggiamento è più difficile da decifrare, si registra un oggettivo mutamento di indirizzo negli ultimi mesi. Pur con tutte le incognite che l'hanno accompagnato, da molti punti di vista il recente vertice del G20 di Bali si può considerare un oggettivo passo in avanti, espresso con chiarezza nel comunicato conclusivo laddove si osserva come la maggioranza dei paesi membri del G20 condanni la guerra in Ucraina.

Il ruolo guida della Germania

La Germania, nel contesto europeo dovrà continuare ad avere “un ruolo di guida”, profondamente ancorato all'interno del mercato unico. Non si può sottovalutare che in Germania è avvenuto un cambiamento di paradigma non indifferente: da paese che storicamente aveva mostrato una precisa contrarietà a forme di indebitamento comune ha sostenuto a pieno il Recovery Fund che prevede appunto il ricorso a debito comune per finanziare le risorse dirette ai paesi membri.

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