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L’export cerca al Salone nuovi equilibri

Secondo il Monitor di FederlegnoArredo, nei primi tre mesi del 2022 le vendite sono cresciute ancora a doppia cifra, ma aumentano i timori per un rallentamento. Feltrin: «La fiera del Mobile occasione per sondare i mercati». Intesa Sanpaolo: «Importante investire sull’Europa e gli Stati Uniti»

di Giovanna Mancini

3' di lettura

L’export di design made in Italy ha proseguito nei primi tre mesi del 2022 la corsa iniziata nella seconda metà del 2020. È presto per valutare quanto incidano, su questa crescita ancora a due cifre, l’onda lunga di un 2021 straordinario per ricavi e raccolta ordini, unita agli aumenti di listino resi necessari per compensare i perduranti rincari di materie prime ed energia. Di sicuro, le testimonianze delle aziende che troverete nelle pagine a seguire raccontano di un mercato ancora estremamente dinamico, a livello sia nazionale, sia internazionale. Una conferma arriva dal Monitor realizzato dal Centro Studi di FederlegnoArredo (Fla) su un campione di aziende associate: nel primo trimestre dell’anno le vendite dell’intera filiera (che nel 2021 aveva raggiunto il record di 49 miliardi di euro di fatturato alla produzione, superando del 14% i valori pre-pandemia) sono aumentate del 24,5%, con una dinamica accentuata sia in Italia (+27,2%), sia all’estero (+21%). Dati analoghi, con incrementi attorno al 20%, hanno interessato anche i comparti dell’arredamento e dell’illuminazione che, insieme, hanno raggiunto lo scorso anno un fatturato di 26 miliardi di euro (+10,7% sul 2019), di cui 13,5 realizzati all’estero, con una bilancia commerciale attiva per oltre 9 miliardi di euro.

Ma se le imprese si presentano al Salone del Mobile di Milano che apre oggi alla Fiera di Rho (dove resterà fino a domenica) con bilanci in salute e portafogli ordini pieni, non mancano le preoccupazioni per i mesi a venire. Il timore è che a partire dall’autunno comincino a farsi sentire le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina, soprattutto l’inflazione, che potrebbe frenare la domanda a livello globale. «L’export al momento sembra risentire in maniera ancora marginale del conflitto in corso – afferma il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin –, tanto è vero che i nostri principali mercati di sbocco hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti nei primi tre mesi dell’anno». In particolare gli Stati Uniti, che tra gennaio e marzo del 2022 hanno registrato (secondo il Monitor Fla) un incremento del 28,3% per l’intera filiera, e il Regno Unito, con un +30%. Ma buone performance hanno interessato anche Francia (+9%) e Germania (+18%), le prime due destinazioni dei prodotti italiani. Anche sulle esportazioni, tuttavia, è atteso un rallentamento. Nessun allarme, ben inteso, perché dopo la crescita record dello scorso anno e dei primi tre mesi, anche una chiusura d’anno in linea con il 2021 sarebbe comunque un buon risultato. Tuttavia occorrono prudenza e lungimiranza per affrontare uno scenario con troppe variabili: il mercato russo è in contrazione (-7,3% nel solo mese di marzo) sebbene meno di quanto ci si potesse attendere e, in ogni caso, il peso di Mosca sull’export totale dell’arredo è relativo (il 2,7% circa). «Il problema è piuttosto sul le importazioni di materie prime, in particolare di legname, di cui Russia, Bielorussia e Ucraina sono importanti fornitori per le nostre aziende», spiega ancora il presidente Fla, che sottolinea l’importanza di investire, come sistema Paese, su una politica forestale seria che renda l’Italia finalmente indipendente sotto questo fronte. E poi c’è la Cina, che sebbene resti un mercato importantissimo, ha dato segnali di frenata dovuti ai prolungati lockdown in molte e importanti metropoli. «Diversificare i mercati è fondamentale per le imprese, soprattutto per quelle più esposte nei Paesi a rischio – osserva Feltrin –. Il Salone del Mobile rappresenta una grande opportunità anche in questo senso».

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Riposizionarsi sullo scacchiere internazionale è necessario anche secondo Giovanni Foresti, senior economist Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo: «Si stanno delineando nuovi equilibri nel commercio internazionale e sul medio termine potrebbero presentarsi alcune criticità, dovute ad esempio alla progressiva chiusura di alcuni mercati di sbocco o di approvvigionamento», dice. Per questo occorre riflettere sugli ottimi risultati raggiunti dall’arredo italiano in Europa e negli Usa lo scorso anno e nei primi tre mesi del 2022. «Sono mercati importanti, su cui vale la pena investire, anche alla luce di possibili nuovi scenari – osserva Foresti –. Gli Stati Uniti, in particolare, sono il mercato in cui il design made in Italy è cresciuto di più negli ultimi due anni e l’Italia è il primo Paese europeo per export di mobili. Eppure, la nostra quota è appena del 3%. I margini di crescita sono enormi». Un altro aspetto sottolineato da Foresti è la necessità, almeno per i gruppi più grandi e strutturati, di rispondere con una strategia “glocal” al possibile emergere di nuovi blocchi e protezionismi: «Le grandi aziende dovranno essere globali, ma al tempo stesso agire anche localmente, attraverso investimenti diretti esteri, sui mercati in cui potrebbero sorgere difficoltà commerciali», spiega.

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