Congiuntura

L’export di febbraio dà spiragli di ripresa all’industria degli orologi

Cina, Medio Oriente e Usa traino della risalita (-0,3% annuo). Swatch Group chiude il 2020 con un -32% rispetto al fatturato 2019 e spera di recuperare quest’anno i livelli 2019

di Lino Terlizzi

3' di lettura

Si ampliano gli spiragli di ripresa per l'industria svizzera degli orologi. L'impatto della pandemia e delle restrizioni anti coronavirus per una parte delle attività economiche nel mondo si fa ancora sentire, ma l'andamento delle esportazioni migliora, seppur lentamente. Nel mese di febbraio l'export di orologi svizzeri si è attestato a 1,59 miliardi di franchi (1,44 miliardi di euro), con una flessione solo lieve (-0,3%) rispetto a un anno prima. Per quel che riguarda l'insieme dei primi due mesi di quest'anno, l'export è stato di 3,19 miliardi di franchi (2,88 miliardi di euro), cioè -5,9% in rapporto allo stesso periodo del 2020.

Export a febbraio, traino da Cina e Usa

Se si considera che per l'intero 2020 il calo è stato del 21% e che nel gennaio di quest'anno la flessione è stata dell'11% (in parte a causa di un giorno lavorativo in meno), si nota come la contrazione dell'export si stia attenuando. A fare da traino sono l'Asia (la Cina continentale in particolare), il Medio Oriente, gli Usa.

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Per le altre aree principali, Europa compresa, restano maggiori difficoltà. Questo l'andamento dell'export verso i dieci maggiori mercati nel mese di febbraio: Usa +8,8% (prima crescita in undici mesi) , Cina +161% (un anno prima c'era stata una forte caduta), Hong Kong +9,2% (qui ritorna il segno positivo dopo molti cali), Giappone -1%, Regno Unito -7%, Singapore -17,5%, Emirati Arabi Uniti +8,9% (è l'atteso rimbalzo), Germania -19,1%, Francia -20,3%, Italia -23,1% (la contrazione è forte, ma il decimo posto è mantenuto).

L’Italia resta in calo

Nel mese c'è stato un altro calo consistente per gli orologi della fascia di prezzo di base (sotto i 200 franchi), mentre ci sono stati incrementi per le fasce di prezzo media (200-500 franchi) e medio-alta (500-3.000 franchi); sostanziale stabilità per la fascia alta (sopra i 3.000 franchi). Guardando all'insieme dei primi due mesi 2021, si registra questo andamento per la top ten dei mercati: Cina +90,8% (unico segno positivo tra i grandi mercati), Usa -1,1%, Hong Kong -0,8%, Giappone -11,6%, Singapore -9,3%, Regno Unito -13,5%, Emirati Arabi Uniti -2,2%, Germania -16,45, Francia -21,3%, Sud Corea -29%. L'Italia è all'undicesimo posto nel bimestre, con un -23,6%.

Il polo elvetico degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. La Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh), che fornisce i dati sull'export, per ora non fa previsioni sulla possibile consistenza del rimbalzo nel 2021.

Il rimbalzo atteso

Gli esperti della banca Vontobel ipotizzano adesso una risalita dell'export a 20 miliardi di franchi annui, con un rimbalzo del 18% sul 2020. Naturalmente, molto dipenderà anche da chiusure e riaperture sui versanti dei negozi e del turismo.Nick Hayek, ceo e azionista di Swatch Group, ha ribadito che ci sono segnali di risalita in mercati importanti e che al tempo stesso le restrizioni anti virus su altri mercati continuano a pesare.

I numeri di Swatch Group

Per il gruppo Swatch, che dispone di marchi in tutte le gamme, le vendite stanno andando bene in Cina, Macao, Sud Corea, Taiwan, Thailandia; anche negli Usa c'è una buona ripresa. Sui maggiori mercati europei – tra i quali Germania, Italia, Svizzera – le restrizioni per le attività economiche e sui viaggi si fanno invece ancora nettamente sentire. Il ceo di Swatch Group ha comunque affermato che in questi primi mesi del 2021 gli affari del gruppo nel complesso hanno avuto un'evoluzione positiva.

Nel 2020 Swatch Group ha registrato un fatturato netto di 5,6 miliardi di franchi (-32% rispetto al 2019) e una perdita netta di 53 milioni di franchi (contro un utile di 748 milioni). «Quest'anno – ha detto Hayek – vogliamo tornare ai livelli di vendite del 2019, questo è il nostro obiettivo ma ora siamo a marzo, è presto per dire se sarà concretamente possibile».

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