Europa

L'export in Germania cresciuto del 19% nel 2021

di Roberta Miraglia

Potsdamer Platz, il centro nevralgico di Berlino.

3' di lettura

Il principale mercato di destinazione delle esportazioni italiane, la Germania, è ripartito con vigore dopo la crisi del 2020, l’anno dei lockdown.

Nei primi dieci mesi del 2021, il dato complessivo di export ha superato lo stesso periodo del 2019: in Germania sono state vendute merci prodotte in Italia per 55,4 miliardi di euro, contro i 46,3 del 2020 mettendo a segno un incremento di oltre il 19 per cento. L’export complessivo dell’intero anno 2020, del resto, aveva registrato un calo dell’1,8% a 55,7 miliardi di euro. Ma la performance di gennaio-ottobre 2021 ha superato anche quella del 2019 quando le esportazioni avevano avuto un valore di 49,6 miliardi.

Loading...

Il 2021 quindi ha visto una ripresa oltre le attese, che ha confermato la Germania come primo mercato di sbocco per le imprese italiane, con chimica, metalli e apparecchi elettrici sul podio delle categorie merceologiche.

Tutti i principali settori sono in crescita non solo rispetto al 2020, ma anche rispetto al 2019 e il bilancio parziale del 2021 conferma che sono stati superati i livelli pre-crisi. E a questo punto la previsione della Camera di commercio italo-germanica (Ahk) è che anche il dato complessivo dell’anno scorso mostri un incremento rispetto ai valori pre-pandemici. L’unico settore rimasto in linea con il 2019 (dove non c’è stato un superamento) è quello dei macchinari, ma è appunto quasi identico alla performance pre-crisi.

«I dati in nostro possesso per il 2021 mostrano chiaramente come l’anno appena passato abbia visto una buona ripresa degli scambi italo-tedeschi» commenta Jörg Buck, consigliere delegato di Ahk. «In questo senso, la ripresa si dimostra essere non tanto l’effetto di un rimbalzo fisiologico, quanto piuttosto l’espressione di legami storici, strutturali e consolidati tra i nostri Paesi. Tutti i settori centrali dell’interscambio tra Roma e Berlino, infatti, si attestano su livelli simili a quelli pre-crisi, e non mancano addirittura settori che superano i dati del 2019. Tra le cause di ciò, c’è anche il rientro in Europa di alcune catene del valore, situazione che apre interessanti prospettive all’export italiano».

La diversificazione delle fonti di approvvigionamento si è imposta tra le priorità delle imprese dopo che la pandemia ha mostrato la fragilità delle catene del valore. In questo sforzo la Germania ha volto lo sguardo verso un partner consolidato quale è l’Italia.

«Nella situazione pandemica che viviamo, e ancora di più nel contesto di trasformazione di questi anni - continua Buck - tali dati dimostrano ancora una volta come le nostre due economie siano interconnesse, e sia necessario sviluppare strategie comuni per affrontare le sfide dei tempi. Per il 2022 bisogna quindi lavorare in questa direzione e consolidare la ripresa, ovviamente anche monitorando gli effetti di eventuali recrudescenze della pandemia».

Il peso dell’interscambio tra Italia e Germania emerge anche dai risultati di Campioni dell’export 2022, il report condotto da Il Sole 24 Ore e la società di ricerca internazionale Statista che redige la lista di 200 aziende con il maggior tasso di export nel 2020. La Germania è il mercato principale di destinazione dei Campioni dell’export 2022: il 65% delle imprese della lista esporta i propri prodotti in Germania e al secondo posto c’è il mercato americano.

Le aziende inserite sono quelle con tassi di export quasi massimi (99%), la cui produzione è dedicata quasi interamente al mercato estero. Tra esse molto attive in Germania sono risultate l’impresa tessile del distretto di Como-Lecco Castello del Barro che genera all’estero il 94,6% del suo fatturato e Aetna Group, azienda della packaging valley romagnola con sede a Stoccarda da vent’anni.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti