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L’export di orologi archivia il 2019 in positivo

Nonostante la lenta crescita economica mondiale e la forza del franco svizzero che non facilita le vendite all'estero, le esportazioni hanno toccato i 21,68 mld di franchi, +2,4%

di Lino Terlizzi

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(Dieter Hawlan - stock.adobe.com)

Nonostante la lenta crescita economica mondiale e la forza del franco svizzero che non facilita le vendite all'estero, le esportazioni hanno toccato i 21,68 mld di franchi, +2,4%


2' di lettura

L'export di orologi svizzeri ha chiuso il 2019 con il segno positivo, superando gli ostacoli posti da una crescita economica mondiale dal passo lento e da una forza del franco che non facilita le vendite all'estero. Nell'anno appena chiuso le esportazioni di segnatempo elvetici hanno toccato i 21,68 miliardi di franchi (20,30 miliardi di euro al cambio attuale), il 2,4% in più rispetto a fine 2018. Nel solo mese di dicembre, l'export rossocrociato è stato di 1,72 miliardi di franchi (1,61 miliardi di euro), il 5,8% in più rispetto allo stesso mese del 2018.

Il polo elvetico degli orologi rappresenta oltre la metà del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% di quanto produce, i dati della Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sull'export sono quindi un indicatore rilevante.

L'aumento, seppur contenuto, delle esportazioni elvetiche nel 2019 è significativo anche perché è stato ottenuto nonostante gli effetti economici delle turbolenze politiche a Hong Kong, che è il maggior mercato mondiale nel settore e che ha registrato una chiara contrazione. Gli Usa, la Cina, altri mercati asiatici hanno controbilanciato la discesa di Hong Kong; i principali mercati europei sono saliti solo di poco, l'Italia ha accusato una leggera flessione.

Questo l'andamento dei dieci maggiori mercati nell'intero 2019: Hong Kong -11,4%, Stati Uniti +8,6%, Cina +16,1%, Giappone +19,9%, Regno Unito +10,8%, Singapore +14,6%, Germania +0,2%, Francia +0,2%, Italia -4,2%, Emirati arabi uniti +2,4%.

Nel solo dicembre, mese importante anche perché comprende le vendite natalizie, queste sono state le variazioni percentuali per la top ten dei mercati: Cina +49,4%, Stati Uniti +9,5%, Hong Kong -20,7%, Giappone +1,8%, Singapore +25,1%, Francia +27,2%, Regno Unito -4,3%, Emirati arabi uniti +11,8%, Germania +6,3%, Italia -5,5%. A permettere l'avanzata nel mese sono stati soprattutto il forte incremento della Cina, un giorno lavorativo in più e un effetto statistico leggermente positivo (l'anno scorso in dicembre l'export aveva registrato una lieve frenata).

A fare da traino in dicembre è stata ancora una volta la gamma alta, quella degli orologi con prezzi sopra i 3 mila franchi; le altre gamme nel mese hanno invece registrato flessioni. Prosegue dunque la tendenza verso maggiori ricavi ottenuti nel complesso con un minor volume di pezzi prodotti.

Tornando all'insieme del 2019, l'export di orologi svizzeri ha accentuato la sua crescita nel corso del secondo semestre. La Federazione dell'industria orologiera svizzera sottolinea il segno positivo ma al tempo stesso indica le sfide per questo 2020 appena iniziato. Il contesto internazionale complesso, caratterizzato anche da una crescita economica contenuta, richiederà ancora una grande capacità di adattamento alle imprese del settore, afferma la Federazione dei produttori elvetici di orologi.

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