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L’export di orologi svizzeri archivia un semestre di crescita

Il più importante indicatore per i modelli di lusso segna +1,4%, ma in giugno c’è stato un rallentamento

di Lino Terlizzi


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3' di lettura


Le esportazioni di orologi svizzeri chiudono il primo semestre 2019 con il segno positivo, nonostante un marcato calo nel mese di giugno. Nei primi sei mesi dell’anno l’export di segnatempo elvetici ha toccato i 10,6 miliardi di franchi (9,6 miliardi di euro), l’1,4% in più rispetto a dodici mesi prima. Nel solo mese di giugno le esportazioni sono state di 1,7 miliardi di franchi (1,5 miliardi di euro), il 10,7% in meno in rapporto allo stesso mese del 2018. Questo dato mensile è in parte influenzato sia dai due giorni lavorativi in meno di quest’anno, sia dal cosiddetto effetto statistico: nel giugno dell’anno scorso c’era stato un forte balzo dell’export, difficile da ripetere (nella foto qui sopra, la foto dello storico velicolo Spitfire appena restaurato da Iwc, maison del gruppo Richemont da sempre molto legata all’aviazione).

Hong Kong in calo, bene Usa e Cina
Nel primo semestre il mercato numero uno, Hong Kong, è andato male
(-6,6%), anche e soprattutto a causa dei riflessi economici delle tensioni politiche locali. Bene invece il secondo e il terzo mercato, rispettivamente Usa (+7,1%) e Cina (+13,5%). Alle loro spalle, in progresso Giappone, Regno Unito (la sterlina debole è tornata a favorire gli acquisti esteri), Singapore. In negativo la Germania e la Francia, in aumento gli Emirati arabi. L’Italia (-8,2%) soffre ancora ed è decima nella top ten dei mercati.
Nel mese di giugno sono gli Usa ad occupare il primo posto nella classifica dei mercati, seguiti da Hong Kong in forte calo (-26,8%), dal Giappone, dalla Cina, dal Regno Unito, dalla Francia in marcata discesa, da Singapore, dalla Germania in lieve flessione, dall'Italia in deciso calo
(-16,6%), dalla Corea del Sud pure in forte contrazione. Nel mese tutte le fasce di prezzo hanno registrato flessioni. La gamma alta, quella della fascia di prezzo sopra i 3 mila franchi, è però quella che ha sofferto di meno.

I risultati dei grandi gruppi
Intanto i due maggiori gruppi orologieri svizzeri, Swatch Group e Richemont, hanno reso noti i rispettivi dati. Swatch Group, che è presente in tutte le gamme, ha diffuso le cifre del primo semestre 2019. Il fatturato del gruppo guidato dal ceo Nick Hayek è sceso del 4,4% rispetto ad un anno prima, a 4,078 miliardi di franchi (3,7 miliardi di euro), ai cambi attuali; l’utile netto è calato dell’11,3%, a 415 milioni di franchi (377 milioni di euro). Buona parte di analisti e operatori attendeva cifre peggiori e quindi ieri, dopo la diffusione dei dati, i titoli Swatch Group a Zurigo sono andati fortemente al rialzo, spinti anche dalle previsioni positive del gruppo sul secondo semestre. Questa mattina, dopo le cifre sull'export del settore in giugno, le azioni Swatch erano invece in calo dello 0,3%.
Richemont dal canto suo ha reso noti oggi i dati sulle vendite aprile-giugno 2019 (primo trimestre dell'esercizio in corso). Attivo in più di un settore del lusso e presente soprattutto nella gamma alta degli orologi, il gruppo ginevrino ha registrato nel periodo un fatturato di 3,7 miliardi di euro, con un aumento del 12% rispetto ad un anno prima, ai cambi attuali. A trainare le vendite nel trimestre sono stati i gioielli (+10%) più degli orologi (+1%). Marcato il contributo del commercio online, in cui il gruppo è presente con l'italiana Yoox Net-A-Porter. Non calcolando questo ramo, il fatturato del gruppo è salito nel trimestre del 6% ai cambi attuali. Analisti e operatori si attendevano cifre del gruppo ancora più positive e così il titolo Richemont a Zurigo in mattinata era pure in calo di circa lo 0,3%.

Un secondo semestre di incertezza
Il rallentamento economico internazionale, la forza del franco svizzero, ora anche le tensioni politiche a Hong Kong, sono elementi che frenano l'export del polo orologiero elvetico, che è il principale a livello mondiale per fatturato. I dati di metà anno del settore mostrano comunque, nonostante alcune battute d'arresto, il mantenimento nel complesso del segno positivo. Per l'industria dei segnatempo ora si apre la sfida di un secondo semestre in cui convivono difficoltà e buoni segnali.

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