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L’export traina la pelletteria italiana

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Mancano pochi giorni al Mipel, la fiera che si terrà a Milano, nel quartiere di Rho, dal 10 al 13 febbraio, in concomitanza con Micam (calzature). Un evento che si inserisce nel fitto calendario di manifestazioni e sfilate che parte con Milano Unica, la fiera del tessile che sarà inaugurata martedì prossimo, 5 febbraio, sempre a Rho. Un “incastro” di vetrine per buyer italiani e internazionali che rispecchia l’unicità della filiera del tessile-moda-accessorio (Tma) e che, proprio come la filiera, nessun altro Paese (nemmeno la Francia) può offrire. Come confermano i dati contenuti ne Lo stato della moda, il rapporto appena presentato a Milano da Confindustria moda, che indica un fatturato 2018 complessivo di 95,7 miliardi (+0,9% sul 2017) e un export al 66,3%, cresciuto quasi il triplo rispetto al fatturato (+2,6% a 63,4 miliardi).

La pelletteria si inserisce in modo coerente nel quadro complessivo del Tma. Trainato dalle esportazioni, il settore archivia un 2018 favorevole, dopo gli ottimi risultati raggiunti a consuntivo 2017. È cresciuto significativamente il fatturato estero – che ha registrato in percentuale l’incremento più sostenuto tra tutte le componenti del Tma – e si è irrobustito ulteriormente l’attivo del saldo commerciale, confermando l’apporto decisamente positivo alla bilancia dei pagamenti italiana. Nonostante un contesto macroeconomico internazionale non facile – caratterizzato dal rallentamento degli scambi mondiali nella seconda parte dell’anno (su cui hanno pesato minacce protezionistiche, tensioni geopolitiche e stagnazioni dei consumi diffuse) e dall’indebolimento della crescita nell'area euro – nei primi 10 mesi del 2018 l’export di beni di pelletteria ha segnato un aumento del 10,3%, sfiorando i 6,8 miliardi di euro (634 milioni di euro in più sull’analogo periodo 2017) . Un altro incremento a doppia cifra dunque, dopo il 13,2% registrato nel 2017, che ha portato a un nuovo record assoluto per le vendite all’estero, anche al netto delle dinamiche inflattive.

Il preconsuntivo è stato presentato, dicevamo, insieme alle novità di Mipel, arrivato all’edizione 115. In vetrina ci saranno 350 brand e sono attesi oltre 12mila visitatori da tutto il mondo. La manifestazione è organizzata con il supporto di Ice e Mise ed è promossa da Assopellettieri, l’associazione di settore che fa parte della federazione Confindustria Moda: cinquanta i nuovi espositori, tra i quali La Martina, John Richmond e Cabin Zero, e circa venti rientri d’eccellenza, come Valigeria Roncato e Caterina Lucchi. Ha inoltre confermato la presenza il brand Discord by Yohji Yamamoto, uno degli stilisti giapponesi più conosciuti e influenti.

In linea con lo “spirito del tempo”, il tema della manifestazione è la sostenibilità in tutte le sue accezioni (ambientale e sociale in primis). Mipel ospiterà ad esempio le creazioni dell’artista Enrica Borghi, frutto del recupero di materiali che la nostra società rifiuta e scarta, che arricchiranno alcune aree espositive. L’artista presenterà anche la performance “Parade. Recycling Warriors Object” in cui maschere, corazze e armature generate da materiali dimenticati prenderanno vita grazie ai corpi delle ballerine della scuola di danza Mcf Belfiore Danza di Torino.

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