Diario di bordo dell’economia - centro studi Tagliacarne

L’export vola in belgio, turchia e cina

2' di lettura

La Lombardia anche nel 2020 è stata la prima regione d’Italia per entità di esportazioni avendo assorbito il 26,3% di tutte le vendite all’estero del sistema paese nonostante una perdita del 10,6% rispetto al 2019 facendo registrare un bilancio solo leggermente peggiore rispetto alla media nazionale (-9,7%). La dimensione internazionale dello sviluppo lombardo vede due indiscusse protagoniste territoriali che giocano un ruolo importante anche in ambito nazionale: la fascia padana e quella prealpina. Nella prima delle due aree il rapporto fra esportazioni e valore aggiunto, che è un indice relativo della capacità di esportare è pari a 46,4 su 100 grazie al forte impulso proveniente da Lodi e Mantova che in tal senso sono tra le prime province italiane. La fascia prealpina, dove non ci sono territori che svettano in modo importante, si ferma nel complesso a quota 41,4. Il resto della regione si colloca, invece, su livelli inferiori a quella medi del Paese, scontando la notevole propensione terziaria della città metropolitana di Milano, dove una considerevole parte di export (come le presenze turistiche straniere che possono essere considerate come una sorta di export del turismo) non viene colta nella sua completezza dalle correnti statistiche. La pandemia non ha scalfito più di tanto le caratteristiche strutturali dell’export regionale e gli ultimi dati riferiti ai primi tre mesi del 2021 segnano un rilancio anche in termini congiunturali della capacità di esportazione, evidenziando come tutto sommato la pandemia sia stata archiviata tornando nel primo trimestre del 2021 su livelli di export paragonabili a quelli dell'analogo periodo del 2019 (-0,8%). In primo piano tre aree che sono protagoniste della crescita in questo periodo: Belgio/Paesi Bassi, Turchia e Cina. Le tre aree messe insieme fanno oltre 3,6 miliardi di euro di export lombardo nei primi novanta giorni del 2021 a fronte dei 3 miliardi scarsi di 24 mesi orsono con la Cina cresciuta di oltre il 25%. Fanno da contraltare invece tre paesi tutti collocati al di fuori del Vecchio Continente come Kuwait, Hong Kong e soprattutto Stati Uniti con questi ultimi che hanno ridotto i loro acquisti in Lombardia di quasi il 12%. Sul fronte delle produzioni si è particolarmente distinto il settore farmaceutico che è cresciuto di oltre il 20% sull’estero, a cui si assommano brillanti performance provenienti dalla chimica e da un segmento della metallurgia legata alla lavorazione dei metalli preziosi e non ferrosi. Ampie difficoltà si registrano, invece, nel sistema moda con particolare riferimento all’abbigliamento e al cuoio che hanno lasciato sul terreno rispetto al primo trimestre 2019 oltre 250 milioni di valore esportato (pari quasi al 14%) e dal comparto degli autoveicoli (-12,9%). Si segnala inoltre uno sviluppo di quasi tutto l’agroalimentare (ad eccezione delle bevande) che ha registrato una crescita di quasi il 12% con la lavorazione della carne nel ruolo di settore trainante (+21,1%).

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