Made in Italy Summit 2021

L’export vola, ma in agguato ci sono il caro-materie prime e l’Italian sounding

Negli ultimi dieci anni il made in Italy agroalimentare è cresciuto del 92%Negli Usa ogni cinque prodotti con la bandiera italiana, quattro sono falsi.

di Micaela Cappellini

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Il made in Italy agroalimentare italiano vola all’estero. Non solo entro la fine dell’anno dovrebbe sfondare il famoso tetto dei 50 miliardi di euro di esportazioni, «ma se negli ultimi dieci anni i consumi interni sono calati del 10%, nello stesso periodo le esportazioni sono aumentate del 92%», ha detto Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, intervenendo alla tavola rotonda dedicata al food & wine italiano durante la seconda giornata del Made in Italy Summit 2021.Sulla strada della corsa italiana, però, ci sono alcuni pericoli. Il primo è quello dell’aumento del costo delle materie prime: «Noi siamo un paese di trasformatori - ha ricordato Vacondio - importiamo materia prima, e temo che questi aumenti non siano una bolla ma una spinta inflattiva destinata ad aumentare».

L’altro ostacolo si chiama Italian sounding: «Per quanto cresciamo, le imitazioni crescono più di noi - ha detto Luigi Scordamaglia, consigliere delegato della Fondazione Filiera Italia - negli Usa, per esempio, ogni cinque prodotti italiani quattro sono finti. Dobbiamo presidiare le nostre produzioni legalmente». I mercati esteri sono fondamentali anche secondo per Marco De Matteis, amministratore Delegato della De Matteis Agroalimentare, che in Campania produce tra le altre cose la pasta Armando: «L’export è importante per ampliare il fatturato, dagli Usa al Nordeuropa, e i mercati asiatici rappresentano la sfida più grande».

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«Il vino dovrebbe raggiungere i 7 miliardi di export quest’anno - ha ricordato Stefano Ricagno, vicepresidente senior per il Consorzio per la tutela dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti Docg -. Un modo efficace per fare promozione è quello di puntare sul turismo enogastronomico, che è anche uno strumento per combattere l’Italian sounding poiché fa conoscere ai consumatori stranieri quale è il vero prodotto made in Italy».

«Ovunque sono andata nel mondo, da Dubai alla Germania, quando si parla di Italia gli occhi si sgranano e le persone sorridono - racconta infine Melissa Forti, pasticciera, chef e imprenditrice italiana all’estero -. L’Italia è sinonimo di lifestyle e di qualità».

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