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Burgez finisce nel radar di McDonald’s e dei fondi di private equity

Secondo indiscrezioni il fondatore apre a un partner azionario: incarico esplorativo a Vitale. Giro d’affari di circa 20 milioni, previsto in crescita a 30

di Carlo Festa

2' di lettura

L’hamburgeria italiana Burgez, nata sull’onda di Expo 2015, finisce nel radar dei fondi di private equity e di grandi multinazionali, come il colosso statunitense McDonald’s e l’italiana Cremonini.

Secondo indiscrezioni, il principale azionista, l’imprenditore marchigiano Simone Ciaruffoli, avrebbe infatti affidato un incarico all’advisor Vitale per trovare un partner azionario nei prossimi mesi. Alla fine la strada prescelta potrebbe essere quella della cessione della maggioranza del gruppo. Attorno a metà dicembre sono previste le offerte, mentre una decisione sull’investitore potrebbe essere presa nel nuovo anno.

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La società è stata fondata nel 2015, prendendo come modello di riferimento il fast food di qualità di Shake Shack, catena newyorkese oggi diffusa in tutti gli Stati Uniti e quotata a Wall Street. In poco tempo Burgez diventa un caso imprenditoriale: non è solo una delle tante catene di ristorazione nate negli ultimi anni, ma anche un fenomeno di costume, di comunicazione e di marketing.

L’imprenditore Simone Ciaruffoli ne è il fondatore e amministratore delegato ma è anche il creatore di un’agenzia di creativi, la Upper Beast Side: prima di inventare Burgez è stato inoltre sceneggiatore della sitcom italiana Camera Café, nonché docente di filmologia e di tecniche di redazione televisiva.

Burgez, con un modello di business concepito fin dal primo punto vendita soprattutto per il take away e il delivery, è una realtà in rapida crescita: con un giro d’affari che da 20 milioni di euro è previsto in crescita a 30 milioni di euro e un Ebitda che da circa 3 milioni dovrebbe salire a 5 milioni. La crescita è stata aiutata anche dai trend del mercato. La pandemia da Covid e il lockdown non hanno infatti fatto altro che accelerare formule come il take away e il delivery, che già si stavano imponendo nel settore delle catene di ristorazione prima dell’emergenza sanitaria. Attualmente Burgez ha una ventina di punti vendita, tutti diretti.

Nell’anno in corso è prevista un’altra decina di aperture: attualmente il gruppo ha otto punti vendita a Milano, uno a Torino, due a Roma con altre aperture previste nel Nord Centro Italia: Como, Bergamo, Genova, Verona, Varese, Brescia, Bologna e Firenze.  A fine 2022, il gruppo dovrebbe raggiungere i 35 punti vendita diretti.

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